Eden Tabarin

Grande Teatro di Varietà – Trieste
OPERETTA di Edda Vidiz e Tullio Esopi
Direzione artistica e regia: Andrea Binetti
Assistente alla regia: Carolina Bagnati
Direzione musicale: Corrado Gulin
Interpreti (in ordine alfabetico):Andrea Binetti,
Francesco Paccorini, Marzia Postogna, Ilaria Zanetti
e un cast di cantanti e attori fra i più amati del pubblico triestino.
Organizzazione: Comitato Promotore della Cultura Giuliana

In scena sabato 18 e domenica 19 febbraio 2012

Spettacolo fuori abbonamento

Prenotazione e prevendita dal  9 gennaio 2012

Riduzione per gli abbonati della Contrada

 

Andrea Binetti v’invita a trascorrere il Carnevale all’Eden Tabarin (attuale Cinema Ambasciatori) con uno dei generi più amati dal pubblico triestino: l’operetta.  Un’operetta “autoctona”, eseguita in lingua italiana e canzoni in dialetto, dove lo spirito triestino acquisisce la sua dimensione più congeniale nell’ironica comicità, nell’uso stringato e mordente dei ritmi e dei colpi di scena, usati da Edda Vidiz, mentre la brillante musica del M. o Tullio Esopi, ricca di una gustosa orecchiabile melodia, riempie la scena di una gaiezza e di una vivacità particolare, seppur sullo scenario che vede l’evolversi della Grande Guerra.

La storia è ambientata all’Eden Tabarin dove la vedette Clèo canta in “pseudo” francese bisticciando con il maitre Oreste. Il proprietario Stefan vede con favore Francesco, giovane spasimante della figlia Kathi, innamorata del tenente Otto al quale vanno le simpatie della madre Sofia, che non può invece digerire il signor Pincherle e la sua proposta di comprare il locale per trasformarlo in un cinema.  All’Eden si respira ancora aria di “Belle Epoque” ma la guerra è vicina.

Finalmente arriva il giorno del “ribalton”! Clèo, ritornata da Vienna come chiromante zingara, predice il futuro a Kathi. Indovina “malpratica” dato che sa dire soltanto che  Francesco è qui e che Otto è qui… infatti, questi è di passaggio con l’ultima tradotta militare mentre Francesco ha disertato. Il disertore si traveste da ballerina e scappa così alla perquisizione dei gendarmi, mentre Pincherle trova il coraggio di confessare a Sofia uno strano scambio d’identità, accaduto molti anni prima, con l’ormai defunto Stefan.

Alla riapertura dell’Eden, Clèo si “trasforma” in profuga russa ex ballerina del Bolscioi, ma non bisticcia più con Oreste, anzi, i due scoprono d’amarsi.  Pincherle, che si è visto sempre negare il desiderio di trasformare l’Eden in cinematografo, contesta Otto ritornato dall’Austria per sposare Kathi che, adesso, vuole solo fare la moglie del suo amato e lasciare il Tabarin.  Anche Sofia, futura moglie di Pincherle, si rifiuta di gestire nuovamente il locale che “voglia o non voglia ha sempre un’aria di peccato” e Clèo ormai desidera solamente sferruzzare le calze per il suo Oreste. Per fortuna il fantasma di Stefan appare a Sofia per darle una grande idea: trasformare il Tabarin in un cinematografo! “Ma come mai nessuno ci aveva pensato prima?” Pincherle, all’improvviso, si ricorda di essere astemio e quindi… non può essere lui il monturato che beveva Riesling in quella notte d’amore a Baden….