(di Vincenzo Salemme - regia Vincenzo Salemme - scene Alessandro Chiti - costumi Giusi Giustino - musiche Antonio Boccia - con Vincenzo Salemme)

 

Nel 1989 il crollo del muro di Berlino rappresentò per molte persone la fine di un sogno. Chi credeva in un mondo migliore scoprì che era pura immaginazione, chi per le strade urlava “La fantasia al potere!” si rese conto che fantasie e sogni nella realtà si erano invece trasformati in mostri. Molti provarono a trovare giustificazioni, molti altri ancora riuscirono a dimenticare. Ma Felice C., il protagonista della commedia, no. Lui era uno di quelli che proprio non riusciva a farsi scorrere addosso le delusioni perché le idee che lo avevano folgorato quando era ragazzo gli piacevano ancora. Erano ormai come un riflesso condizionato: e così non sapeva rubare perché gli avevano insegnato che non si deve rubare e questo a lui piaceva, non amava il denaro, la competizione, il potere; non amava i valori di una società che andava abbattuta per consentire a tutti di vivere una vita più dignitosa, e questo a lui piaceva. Come avrebbe fatto adesso a sopravvivere? Ecco perché ora, sentendosi come un portatore di handicap - un handicap morale, ma pur sempre un handicap - Felice decide di chiedere allo Stato una pensione di invalidità civile.
Questo è lo spunto della commedia che nel 1990 Vincenzo Salemme ha scritto e poi rappresentato con il titolo Lo strano caso di Felice C. Dopo più di dieci anni, l’attore e regista ha deciso di riprendere lo spettacolo intitolandolo Cose da pazzi! Nella commedia Salemme interpreta un uomo disperato per il crollo delle idee in cui aveva creduto, che lo avevano guidato per gran parte della vita e che gli avevano dato una ragione per vivere.
Cose da pazzi! è uno spettacolo sui valori a prescindere dalla fede politica del protagonista: questa commedia – scritta, diretta e interpretata dall’autore napoletano – sposa il puro gioco comico con una morale che fa pensare e mette in scena in salsa agrodolce il fallimento ideologico e sentimentale di un uomo.

 
 
 
 
 
 
Stagione 2004/2005
I RAGAZZI DI TRIESTE
TUTTO PER BENE
NON E' VERO MA CI CREDO
IL MISANTROPO
A PIEDI NUDI NEL PARCO
TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA
COSE DA PAZZI!
IO E ANNIE
IL MALATO IMMAGINARIO
ATTO UNICO
LASCIAMI ANDARE MADRE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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