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	<title>La Contrada - Teatro Stabile di Trieste &#187; Chi siamo</title>
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	<description>La Contrada nasce a Trieste nel 1976 per volontà degli attori Ariella Reggio, Orazio Bobbio, Lidia Braico e del regista Francesco Macedonio, con la denominazione di “Teatro Popolare La Contrada”.</description>
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		<title>La Contrada e Italo Svevo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I progetti speciali]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il primo incontro fra la Contrada e Svevo risale all’estate del <strong>1998</strong>, quando, su iniziativa della regista <strong>Elena Vitas</strong>, nasce un rapporto di collaborazione con il Comune di Trieste, la Biblioteca Civica e il Museo Sveviano con l’intenzione di realizzare una manifestazione estiva nella cornice del rinnovato spazio pedonale di Piazza Hortis.</p>
<div id="attachment_2926" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/terzetto-spezzato.png"><img class="size-thumbnail wp-image-2926" title="terzetto spezzato" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/terzetto-spezzato-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Zacchigna e Ariella Reggio in &quot;Terzetto spezzato&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Con l’allestimento di <strong>Terzetto Spezzato</strong> (1998), presentato in un’edizione decisamente originale diretta da Vitas, nascono le <strong><em>Serate Sveviane</em></strong>, che proseguiranno per nove anni fino al 2006. Il successo dello spettacolo è tale che sarà ripreso più volte nel corso degli anni successivi (compresa una rara edizione all’interno del monumentale Palazzo delle Poste di Piazza Vittorio Veneto, unico caso di uno spettacolo teatrale rappresentato in quella sede).Protagonisti dello spettacolo sono Ariella Reggio, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Carlo Moser e la cantante lirica Elena Pontini.<span id="more-2923"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I primi anni delle <strong><em>Serate Sveviane</em></strong> riportano all’attenzione del pubblico non solo la figura di Svevo, ma anche quella di Joyce e della loro amicizia, dando vita ad un filone parallelo (le <strong><em>Serate Joyceane</em></strong>) con allestimenti quali <strong><em>Ulisse, ovvero ‘tu mare grega’</em></strong> (1999) o <strong><em>Gli Ulissidi</em></strong>, spettacolo itinerante nelle vie di Cittavecchia (2000).</p>
<div id="attachment_2928" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/atto-unico.png"><img class="size-thumbnail wp-image-2928" title="atto unico" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/atto-unico-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Orazio Bobbio e Maria Grazia Plos in &quot;Atto unico&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>2000</strong> si ritorna a Svevo con <strong><em>La verità</em></strong>, interpretato da Lidia Kozlovich, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Paola Bonesi, Carlo Moser, due musicisti e otto ballerini di tango argentino. Anche questa messinscena viene ideata da Elena Vitas reimpostando, anche con opportuni interventi musicali, la struttura drammaturgica e soprattutto l’ambientazione dello spettacolo, adattandolo alla rappresentazione di piazza e sfruttando l’architettura naturale della città come “palcoscenico urbano”.</p>
<p style="text-align: justify;">La libertà dell’allestimento all’aperto, realizzato in piazza e fruibile gratuitamente a tutti, permette di mettere in scena in maniera più leggera ed eclettica testi solitamente poco rappresentati, facendo così riscorprire la genialità e l’anticonformismo di Italo Svevo al grande pubblico.</p>
<div id="attachment_2930" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/un-marito.png"><img class="size-thumbnail wp-image-2930 " title="un marito" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/un-marito-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizo Zacchigna e Nikla Petruska Panizon in &quot;Un marito&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’ottima riuscita de La verità spinge la Contrada ad ideare un progetto a lungo termine di messa in scena integrale dell’opera teatrale di Italo Svevo, forte anche di una compagine di attori che prende rapidamente dimestichezza con la particolare prosa dell’autore (fra tutti Maurizio Zacchigna e Adriano Giraldi, che prenderanno parte a tutte le rappresentazioni sveviane della Contrada).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>2002</strong> Elena Vitas presenta in una forma originale, musicale e irriverente <em><strong>La Rigenerazione</strong></em> di Svevo, che suscita interesse e grande favore di pubblico e di critica. Il protagonista è incarnato da un grande attore, <strong>Antonio Salines</strong>, che inaugura così la sua collaborazione con la Contrada.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è lo stesso Salines, nell’estate del <strong>2003</strong>, a raccogliere l’eredità di Elena Vitas, scomparsa l’autunno precedente, interpretando e curando la regia dell’<em><strong>Avventura di Maria</strong></em>; anche stavolta lo spettacolo ha un ottimo riscontro di pubblico e critica e viene rappresentato, oltre che nelle <strong><em>Serate Sveviane</em></strong> in Piazza Hortis, anche al <strong>Mittelfest</strong> di Cividale del Friuli.</p>
<div id="attachment_2932" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/le-ire-di-giuliano.png"><img class="size-thumbnail wp-image-2932" title="le ire di giuliano" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/le-ire-di-giuliano-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Marzia Postogna e Ariella Reggio in &quot;Le ire di Giuliano&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>2004</strong> è Francesco Macedonio a cimentarsi con Svevo, portando per la prima volta in palcoscenico <strong><em>Atto unico</em></strong> (il solo testo teatrale sveviano in dialetto triestino), con Orazio Bobbio e Maria Grazia Plos come protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabrina Morena dirige invece Maurizio Zacchigna e Nikla Petruska Panizon in <strong><em>Un marito</em> (2005)</strong> mentre nuovamente Macedonio nel <strong>2006</strong> firma la regia de <em><strong>Le ire di Giuliano</strong></em> con Zacchigna e Marzia Postogna. Anche stavolta si tratta di un debutto assoluto, perché non risulta che il testo, fra i meno noti di Svevo, sia mai stato rappresentato.</p>
<div id="attachment_2934" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/Inferiorit%C3%A0.png"><img class="size-thumbnail wp-image-2934" title="Inferiorità" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/Inferiorit%C3%A0-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Adriano Giraldi in &quot;Inferiorità&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel<strong> 2007</strong> cambia la cornice e da Piazza Hortis ci si sposta nel giardino del Museo Sartorio, sempre grazie alla collaborazione del Comune di Trieste &#8211; Civici Musei di Storia ed Arte. Ad andare in scena davanti ad un pubblico numeroso stavolta è <em><strong>Inferiorità</strong></em>, con Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Manuel Fanni Canelles e Lorenzo Zuffi, per la regia di Ulderico Manani.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra gli spettacoli presentati in Piazza Hortis e Inferiorità sono ben otto i titoli di Svevo messi in scena dalla Contrada in dieci anni. A questi si aggiungono nel <strong>2009</strong> l’atto unico <em><strong>Una commedia inedita</strong></em> e il monologo <em><strong>Prima del ballo</strong></em>: presentati sotto forma di “dittico sveviano”, i due testi vengono allestiti in un nuovo scenario (la corte del Castello di Muggia) nell’ambito della manifestazione <strong><em>Teatri a Teatro</em></strong> promossa dalla Provincia di Trieste.</p>
<div id="attachment_2936" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/lultimo-carneval.png"><img class="size-thumbnail wp-image-2936" title="l'ultimo carneval" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/09/lultimo-carneval-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">una scena di &quot;L&#39;ultimo carneval&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>progetto sveviano</strong> della Contrada si arricchisce inoltre con due testi ispirati dalle vicende autobiografiche di Svevo, entrambi scritti appositamente per lo Stabile di Trieste da Tullio Kezich: <em><strong>L’ultimo carnevàl</strong></em> (2002) e <em><strong>Italo Svevo genero letterario</strong></em> (2004).</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Le produzioni nazionali</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 09:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le produzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Contrada – Teatro Stabile di Trieste è conosciuta e apprezzata su tutto il territorio nazionale per le numerose produzioni che ogni anno vengono presentate al pubblico <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/le-produzioni/le-produzioni-nazionali"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Contrada – Teatro Stabile di Trieste è conosciuta e apprezzata su tutto il territorio nazionale per le numerose produzioni che ogni anno vengono presentate al pubblico italiano, nelle più importanti città italiane e in moltissimi teatri di provincia. In trentacinque anni d’attività, gli organizzatori hanno posto mano a svariati progetti, destinati ciascuno ad indagare, di volta in volta, generi, autori e drammaturgie differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante i primi anni di attività, il bisogno di farsi conoscere sul piano nazionale attraverso una precisa fisionomia, spinge i responsabili della Contrada a cercare un filone drammaturgico non frequentato da altre compagnie e, allo stesso tempo, capace di favorire una sorta di identificazione tra il gruppo e l’ambito culturale e territoriale di sua provenienza. Si decide così di impegnarsi in un progetto volto alla valorizzazione di autori contemporanei appartenenti all’area centro europea.<span id="more-2644"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2646" class="wp-caption alignleft" style="width: 146px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/tango-viennese.png"><img class="size-medium wp-image-2646 " title="tango viennese" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/tango-viennese-227x300.png" alt="" width="136" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Ariella Reggio e Dario Penne in &quot;Tango viennese&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il primo lavoro prodotto per il circuito nazionale è <em><strong>Tango Viennese</strong></em> di Peter Turrini, andato in scena al Teatro Cristallo il <strong>29 novembre 1984</strong>. Lo spettacolo, che si avvale delle prestigiose scenografie di Lele Luzzati, riscuote immediatamente grande successo, tanto da divenire uno degli allestimenti storici della Contrada. Ripreso più volte nelle stagioni a venire, il testo apre la via a una serie di allestimenti che proporranno autori sino ad allora scarsamente conosciuti al pubblico italiano: <em><strong>Un’ora d’amore</strong></em> di Josef Topol (1986), <em><strong>Vecchio mondo</strong></em> di Aleksej Arbuzov (1988), <em><strong>Emigranti</strong></em> di Slawomir Mrozek (1991), <em><strong>La panchina</strong></em> di Alexandr Gel’man (1991),<em><strong> Omobono e gli incendiari</strong></em> di Max Frish (1993). La scelta dei testi, in principio, è anche dettata dalle esigenze della compagnia, al tempo non numerosa e quindi in grado di proporre solo lavori con pochi personaggi. Sono così nati spettacoli incentrati sulla presenza di due soli attori, come i citati <em><strong>Tango viennese, Vecchio mondo, Emigranti </strong></em>o<strong> </strong><em><strong> La panchina</strong></em>. In seguito, ampliati gli organici, ci si può rivolgere a lavori con un maggiore numero di interpreti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2648" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/emigranti.png"><img class="size-medium wp-image-2648 " title="emigranti" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/emigranti-300x215.png" alt="" width="180" height="129" /></a><p class="wp-caption-text">Orazio Bobbio e Cochi Ponzoni in &quot;Emigranti&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">I testi scelti per la Contrada da Francesco Macedonio in quegli anni, pur nella differenza delle ambientazioni e delle scritture drammaturgiche, affrontano tutti la grande tematica del rapporto affettivo tra uomo e donna, visto attraverso le più differenti sfaccettature: l’amore a prima vista o l’impossibilità ad amare, l’amore sincero oppure quello disperato e vendicativo, l’amore che favorisce l’incontro fra persone totalmente differenti oppure quello che tradisce il disperato bisogno di contatto con il proprio prossimo. Anzi, forse quest’ultimo caso è quello che più frequentemente ricorre nella sensibilità degli autori contemporanei dell’Europa centro-orientale, specchio di una società tormentata e alla ricerca di se stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A fianco del filone centro europeo, negli stessi anni la Contrada affronta drammaturgie diverse, proponendo <em><strong>Buon Natale amici miei</strong></em> di Alan Ayckbourn (1987) e, soprattutto, una serie di testi appositamente realizzati con gli attori più giovani della compagnia: <em><strong>Kathie e l’ippopotamo</strong></em> di Mario Vargas Llosa (1988), <em><strong>L’ospite desiderato</strong></em> (1990) e <em><strong>La roccia e i monumenti</strong></em> (1991) di Pier Maria Rosso di San Secondo, <em><strong>Quasi d’amore</strong></em> di Massimo Bontempelli (1992), tutti allestiti dalla regista Orietta Crispino. Il progetto verrà ripreso alcuni anni più tardi, nel 2000, con l’allestimento di <em><strong>O di uno o di nessuno</strong></em> di Pirandello per la regia di Mario Licalsi, al termine di un percorso di formazione per giovani attori.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2651" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/la-presidentessa.png"><img class="size-medium wp-image-2651 " title="la presidentessa" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/la-presidentessa-300x194.png" alt="" width="180" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">Alceste Ferrari, Franca D&#39;Amato e Adriano Giraldi in &quot;La presidentessa&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Concluso il percorso sulla drammaturgia mitteleuropea, la Contrada decide di porre mano a un nuovo progetto sul teatro brillante italiano. Il primo spettacolo è <em><strong>La Presidentessa</strong></em> di Umberto Simonetta (1990) diretto da Licalsi. Il disegno viene a precisarsi tuttavia qualche anno più tardi, quando si decide di affrontare alcuni autori del teatro italiano degli anni Trenta. Si inizia con il fortunato <em><strong>Centocinquanta la gallina canta</strong></em> di Achille Campanile (1994) per la regia di Antonio Calenda; si prosegue con l’altrettanto fortunato <em><strong>Non ti conosco più</strong></em> di Aldo De Benedetti (1996) con Lauretta Masiero, Orazio Bobbio e la regia di Patrick Rossi Gastaldi e con <em><strong>Sorelle Materassi</strong></em> di Fabio Storelli da Aldo Palazzeschi (1998) con Lauretta Masiero, Isa Barzizza e Ariella Reggio.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2653" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/non-ti-conosco-più.png"><img class="size-medium wp-image-2653 " title="non ti conosco più" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/non-ti-conosco-più-300x190.png" alt="" width="180" height="114" /></a><p class="wp-caption-text">Lauretta Masiero e Orazio Bobbio in &quot;Non ti conosco più&quot;</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La collaborazione con alcuni importanti nomi della scena nazionale prosegue negli anni successivi, quando si allestisce <em><strong>Classe di ferro</strong></em> di Aldo Nicolaj (2001) con Isa Barzizza, Paolo Ferrari e Piero Mazzarella e <em><strong>Ecco un uomo libero</strong></em> di Tom Stoppard (2002) con Paolo Ferrari, Maria Paiato e Ariella Reggio.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi anni Duemila segnano anche un breve excursus della Contrada nel mondo del musical con <em><strong>Piccole donne</strong></em> (2001) e <em><strong>Ailoviù</strong></em> (2003).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2656" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/i-rusteghi.png"><img class="size-medium wp-image-2656 " title="i rusteghi" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/i-rusteghi-300x192.png" alt="" width="180" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Nora Fuser, Paola Bonesi, Marzia Postogna e Piero Mazzarella in &quot;I rusteghi&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio accordato alla drammaturgia contemporanea e a quella del Novecento italiano, non vieta tuttavia alla Contrada di cimentarsi, sotto la guida di Francesco Macedonio, con uno dei più grandi classici di tutti i tempi,<em><strong> I rusteghi</strong></em> di Carlo Goldoni (2003).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2659" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/i-ragazzi-irresistibili.png"><img class="size-medium wp-image-2659 " title="i ragazzi irresistibili" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/i-ragazzi-irresistibili-300x187.png" alt="" width="180" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Salines, Johnny Dorelli e Orazio Bobbio in &quot;I ragazzi irresistibili&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Più di recente la Contrada ha intrapreso un percorso sulla drammaturgia contemporanea anglosassone, proponendo spettacoli che si sono avvalsi, ancora una volta, del contributo di alcuni importanti nomi della scena nazionale: <em><strong>Io e Annie</strong></em> di Woody Allen (2003) con Antonio Salines, <em><strong>I ragazzi irresistibili</strong></em> di Neil Simon (2004) con Johnny Dorelli, Antonio Salines e Orazio Bobbio, <em><strong>Il divo Garry</strong></em> di Noël Coward (2007) con Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2666" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/capriole-in-salita.png"><img class="size-medium wp-image-2666 " title="capriole in salita" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/capriole-in-salita-300x194.png" alt="" width="180" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">Ariella Reggio e Maurizio Zacchigna in &quot;Capriole in salita&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">A fianco di queste produzioni la Contrada ha spesso voluto indagare autori e tematiche particolari: i difficili rapporti tra madre e figlia descritti sia in <em><strong>A cinquant’anni lei scopriva…</strong></em> il mare di Denise Chalem (1995) con Ariella Reggio e Rita Maffei, regia di Alessandro Marinuzzi; sia in B<em><strong>uonanotte mamma</strong></em> di Marsha Norman (2011) con Ariella Reggio e Marcela Serli, regia di Serena Sinigaglia. <em><strong>Rose</strong></em> di Martin Sherman (2004), impegnativo monologo sostenuto da Ariella Reggio per la regia di Mario Licalsi e Sabrina Morena, ha invece affrontato il tema delle persecuzioni naziste. Ancora va ricordata la messinscena di alcuni testi di Pino Roveredo, come <em><strong>Ballando con Cecilia</strong></em> (2001), con Ariella Reggio, sul tema dei manicomi; <em><strong>Capriole in salita</strong></em>, con Maurizio Zacchigna, sull’alcoolismo e <em><strong>Caracreatura</strong></em>, con Maria Grazia Plos e la regia di Franco Però, sulla droga (2009).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2669" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/Italiani-si-nasce.png"><img class="size-medium wp-image-2669 " title="Italiani si nasce" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/Italiani-si-nasce-300x193.png" alt="" width="180" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">Tullio Solenghi e Maurizio Micheli in &quot;Italiani si nasce&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso delle ultime stagioni si sono proposti lavori che hanno guardato al genere brillante, spaziando dal <em><strong>Gatto in tasca</strong></em> di Feydeau con Antonio Salines e Gianluca Guidi (2007), a <em><strong>Italiani si nasce</strong></em> di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi (2009), a <strong><em>Daddy Blues</em></strong> di Bruno Chapelle e Martyne Visciano, con Marco Columbro e Paola Quattrini (2011).</p>
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		<title>Elenco produzioni nazionali</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le produzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>1984 – Torna caro ideal di aa. vv. da un’idea di Gianni Gori</p> <p>1984 – Tango viennese di Peter Turrini</p> <p>1985 – Freud di Jean Paul Sartre</p> <p>1986 – <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/le-produzioni/elenco-produzioni-nazionali"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1984 – <em><strong>Torna caro ideal</strong></em><br />
di aa. vv. da un’idea di Gianni Gori</p>
<p>1984 –<em><strong> Tango viennese</strong></em><br />
di Peter Turrini</p>
<p>1985 –<em><strong> Freud</strong></em><br />
di Jean Paul Sartre</p>
<p>1986 – <strong>Un’ora d’amore</strong><br />
di Josef Topol</p>
<p>1987 –<em><strong> Buon Natale amici miei</strong></em><br />
di Alan Ayckbourn</p>
<p>1988 – <em><strong>Kathie e l’ippopotamo</strong></em><br />
di Mario Vargas Llosa</p>
<p>1988 – <em><strong>Vecchio mondo</strong></em><br />
di Aleksej Nikolaevic Arbuzov <span id="more-2641"></span></p>
<p>1989 – <em><strong>La vedova nera</strong></em><br />
di Carlo Terron</p>
<p>1989 – <em><strong>Storie d’amore</strong></em><br />
di Anton Cechov</p>
<p>1990 – <em><strong>L’ospite desiderato</strong></em><br />
di Pier Maria Rosso di San Secondo</p>
<p>1990 – <em><strong>La presidentessa</strong></em><br />
di Umberto Simonetta</p>
<p>1991 – <em><strong>Emigranti</strong></em><br />
di Slawomir Mrozek</p>
<p>1991 –<em><strong> La roccia e i monumenti</strong></em><br />
di Pier Maria Rosso di San Secondo</p>
<p>1991 –<em><strong> Prologhi al Mittelfest</strong></em><br />
di aa. vv.</p>
<p>1991 –<em><strong> La panchina</strong></em><br />
di Alexandr Gel’man</p>
<p>1992 – <em><strong>Quasi d’amore</strong></em><br />
di Massimo Bontempelli</p>
<p>1993 – <em><strong>Tango viennese</strong></em><br />
di Peter Turrini</p>
<p>1993 – <em><strong>L’amore è un treno</strong></em><br />
di aa. vv.</p>
<p>1993 – <em><strong>Omobono e gli incendiari</strong></em><br />
di Max Frisch</p>
<p>1994 – <em><strong>Katapnountai</strong></em><br />
di Paola Bonesi</p>
<p>1994 – <em><strong>Centocinquanta la gallina canta</strong></em><br />
di Achille Campanile</p>
<p>1995 – <em><strong>A cinquant’anni lei scopriva… il mare</strong></em><br />
di Denise Chalem</p>
<p>1996 – <em><strong>Non ti conosco più</strong></em><br />
di Aldo De Benedetti</p>
<p>1998 –<em><strong> L’assente</strong></em><br />
di Bruno Maier</p>
<p>1998 – <em><strong>Sorelle Materassi</strong></em><br />
di Fabio Storelli da Aldo Palazzeschi</p>
<p>2000 – <em><strong>O di uno o di nessuno</strong></em><br />
di Luigi Pirandello</p>
<p>2000 – <em><strong>Il formaggio e i vermi</strong></em><br />
di Carlo Ginzburg, Cesare Garboli e Giorgio Pressburger</p>
<p>2000 – <em><strong>Un bellissimo settembre. Kurt Weill, l’americano</strong></em><br />
di Gianni Gori</p>
<p>2001 – <em><strong>Classe di ferro</strong></em><br />
di Aldo Nicolaj</p>
<p>2001 – <em><strong>Piccole donne. Il musical!</strong></em><br />
di Tonino Pulci</p>
<p>2001 –<em><strong> Ballando con Cecilia</strong></em><br />
di Pino Roveredo</p>
<p>2002 – <em><strong>Orient express</strong></em><br />
da un’idea di Marzia Postogna e Cristina Santin</p>
<p>2002 –<em><strong> Ecco un uomo libero</strong></em><br />
di Tom Stoppard</p>
<p>2003 –<em><strong> I rusteghi</strong></em><br />
di Carlo Goldoni</p>
<p>2003 –<em><strong> Ailoviù. Sei perfetto&#8230; adesso cambia!</strong></em><br />
di Joe Di Pietro e Jimmy Roberts</p>
<p>2003 –<em><strong> Io e Annie</strong></em><br />
di Woody Allen</p>
<p>2004 –<em><strong> Rose</strong></em><br />
di Martin Sherman</p>
<p>2004 –<em><strong> I ragazzi irresistibili</strong></em><br />
di Neil Simon</p>
<p>2007 –<em><strong> Il gatto in tasca</strong></em><br />
di George Feydeau</p>
<p>2007 –<em><strong> Il sottotenente Gustl</strong></em><br />
di Arthur Schnitzler</p>
<p>2007 –<em> Il divo Garry</em><br />
di Noël Coward</p>
<p>2009 – <em><strong>Capitano Ulisse</strong></em><br />
di Alberto Savinio</p>
<p>2009 – <em><strong>Capriole in salita</strong></em><br />
di Pino Roveredo</p>
<p>2009 – <em><strong>Caracreatura</strong></em><br />
di Pino Roveredo</p>
<p>2009 –<em><strong> Italiani si nasce</strong></em><br />
di Maurizio Micheli e Tullio Solenghi</p>
<p>2010 – <em><strong>L’aberrazione delle stelle fisse</strong></em><br />
di Manlio Santanelli</p>
<p>2011 – <em><strong>Daddy Blues</strong></em><br />
di Bruno Chapelle e Martyne Visciano</p>
<p><em><strong>2011 – </strong></em>Buonanotte mamma<br />
di Marsha Norman</p>
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		<title>Il teatro in lingua triestina</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 10:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le produzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno dei campi d’attività sul territorio che hanno sempre caratterizzato le scelte artistiche della Contrada, è stato quello della drammaturgia in lingua triestina. Anche in questo caso <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/le-produzioni/il-teatro-in-lingua-triestina"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno dei campi d’attività sul territorio che hanno sempre caratterizzato le scelte artistiche della Contrada, è stato quello della drammaturgia in lingua triestina. Anche in questo caso la scelta non è stata casuale, ma frutto di una serie di valutazioni legate sia alle aspirazioni professionali dei fondatori, sia alle aspettative del pubblico cui intendevano rivolgersi. Sin dal primo momento, la preoccupazione predominante fu quella di trovare un repertorio che potesse in qualche modo differenziare la Contrada dalle altre realtà teatrali cittadine. Apparve subito chiaro che le possibilità di lavoro per un gruppo professionista che agiva all’interno di una città già servita da un teatro pubblico, poteva essere legata solo all’individuazione di quei repertori non sufficientemente affrontati dall’ente ufficiale.<span id="more-2617"></span></p>
<div id="attachment_2619" class="wp-caption alignleft" style="width: 147px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/un-sial-per-carlota.png"><img class="size-medium wp-image-2619 " title="un sial per carlota" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/un-sial-per-carlota-228x300.png" alt="" width="137" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Endrigo e Carlotta Trasselli in &quot;Un sial per Carlotta&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pur nella volontà di proporre un repertorio alternativo, era necessario per la neonata compagnia della Contrada muoversi su un terreno non completamente vergine e non del tutto rischioso. La scelta di lavorare quindi da un lato sulla drammaturgia triestina e dall’altro sul teatro ragazzi, non è assolutamente fortuita. In entrambi i casi il Teatro Stabile aveva già proposto con successo alcuni spettacoli senza proseguire su nessuna delle due strade. Il percorso artistico seguito dalla Contrada non venne tuttavia vissuto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia come concorrenza, ma viceversa come una possibile valvola di sfogo per colmare settori della programmazione allora non più coperti.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta quindi del primo testo allestito dalla Contrada – <em><strong>A casa tra un poco</strong></em> di Roberto Damiani e Claudio Grisancich – fu il frutto di oculate valutazioni. Trattandosi di un dramma in dialetto triestino, fu possibile soddisfare una triplice esigenza: lavorare su un repertorio non affrontato dallo Stabile; muoversi entro le coordinate di un genere teatrale amato dal pubblico; proporre infine alla platea uno spettacolo che, per il suo genere di appartenenza, si scostava dalle tradizionali commedie in triestino. Forse proprio quest’ultima era la novità più interessante, dal momento che i testi teatrali in vernacolo appartengono per lo più al genere comico. <em><strong>A casa tra un poco</strong></em> è un dramma e dimostra come la parlata locale, così mirabilmente adatta alla rappresentazione comica, in realtà sia egualmente efficace anche nel repertorio drammatico.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2622" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/sette-sedie-di-paglia-di-vienna.png"><img class="size-medium wp-image-2622 " title="sette sedie di paglia di vienna" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/sette-sedie-di-paglia-di-vienna-300x217.png" alt="" width="180" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Orazio Bobbio e Maurizio Repetto in &quot;Sette sedie di paglia di Vienna</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo, andato in scena alla Sala Auditorium il <strong>20 maggio 1976</strong>, ottiene positivi riconoscimenti dalla critica. L’affluenza, tuttavia, è modesta: la stagione teatrale ormai al termine, le prime giornate calde e, soprattutto, la paura che in quei giorni aveva scatenato il terremoto, fanno rifuggire le persone dai locali chiusi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla drammaturgia in lingua triestina la Contrada ritorna, dopo una vasta parentesi dedicata al Teatro Ragazzi, nel <strong>1981</strong>, quando mette in scena <em><strong>Un sial per Carlotta</strong></em> di Ninì Perno. Lo spettacolo vede tra gli interpereti – oltre alcuni attori della compagnia – anche nomi di spicco come quello di Sergio Endrigo e Tonino Micheluzzi, cui si aggiunge una giovane Giorgia Trasselli.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo spettacolo la Contrada pone momentaneamente fine alle proprie indagini sul repertorio vernacolare. Sono gli anni fertili del Teatro Ragazzi, delle prime Rassegne di Muggia e dell’importante investimento attuato nell’avvio della gestione del Teatro Cristallo. La compagnia si rivolge altrove, iniziando, tra l’altro, a produrre per il pubblico adulto e per il circuito nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2624" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/un-baseto-de-cuor.png"><img class="size-medium wp-image-2624 " title="un baseto de cuor" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/un-baseto-de-cuor-300x197.png" alt="" width="180" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">Federico De Gobbis, Mimmo Lo Vecchio, Stefano Micol, Liliana Decaneva e Ariella Reggio in &quot;Un baseto de cuor&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Alla drammaturgia triestina la compagnia ritorna nel <strong>1986</strong> quando, ormai insediatasi al Teatro Cristallo e avviate con successo le prime stagioni serali, decide di proporre alla platea una commedia nel vernacolo. L’operazione è concertata da Orazio Bobbio con grande maestria: vengono scritturati <strong>Lino Carpinteri</strong> e <strong>Mariano Faraguna</strong>, autori dei grandi successi all’inizio degli anni Settanta con le <strong><em>Maldobrie</em></strong>; viene costituita una compagnia che mette assieme volti nuovi ad attori conosciuti e amati dalla platea; la regia è affidata a Francesco Macedonio, maestro assoluto del genere; i contenuti della commedia sono abilmente studiati per piacere a una platea che nella vicenda narrata riconosce sia la storia locale, sia i caratteri tipici del mondo triestino. Ne viene fuori <em><strong>Due paia di calze di seta di Vienna</strong></em>, spettacolo-simbolo della Contrada, destinato a essere ripreso più volte nel corso degli anni, replicato decine di volte, perfino in Australia, nel corso di una fortunata tournèe.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2626" class="wp-caption alignright" style="width: 147px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/un-nido-di-memorie.png"><img class="size-medium wp-image-2626 " title="un nido di memorie" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/un-nido-di-memorie-228x300.png" alt="" width="137" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Adriano Giraldi e Maria Grazia Plos in &quot;Un nido di memorie&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento si apre una fruttuosa collaborazione con Carpinteri e Faraguna, che dà avvio a una tradizione ancor oggi rispettata, ossia quella di aprire il cartellone teatrale con un lavoro in lingua triestina. La coppia di autori ha in seguito scritto per la Contrada <em><strong>Un biglietto da mille corone</strong></em> (1987), <em><strong>Marinaresca </strong></em>(1988),<em><strong> Co’ ierimo putei… </strong></em>(1989),<em><strong> Sette sedie di paglia di Vienna</strong></em> (1991),<em><strong> Putei e putele</strong></em> (1992), <em><strong>Pronto, mama…?</strong></em> (1993), <em><strong>Locanda Grande</strong></em> (1994) e il più recente <em><strong>Cosa dirà la gente? </strong></em>(2004).</p>
<p style="text-align: justify;">Se i testi comici sono quelli maggiormente allestiti, la Contrada ha voluto perseguire pure il filone drammatico, dimostrando al pubblico che anche in questo genere il dialetto triestino ha grande forza espressiva. Dopo <em><strong>A casa tra un poco</strong></em>, nel 1989 vengono presentati da Ariella Reggio due monologhi drammatici, uno dei quali, <em><strong>Grisaglia bl</strong></em>ù di Sergio Velitti adattato in lingua triestina dal regista Mario Licalsi. L’impatto con il pubblico è molto positivo, prova ne sia che lo spettacolo viene ripreso anche la stagione successiva. È tuttavia nel <strong>1994</strong>, con <em><strong>Un baseto de cuor</strong></em> di Claudio Grisancich – ancora protagonista Ariella Reggio – che viene proposto un testo di grande impatto emotivo, in cui la lingua vernacolare dimostra tutta la sua forza espressiva in un contesto altamente drammatico. L’operazione troverà un’ulteriore conferma nel 1999 quando sarà allestito <em><strong>Alida Valli che nel ’40 iera putela</strong></em> di Claudio Grisancich con Orazio Bobbio e Lidia Kozlovich.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2630" class="wp-caption alignleft" style="width: 133px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/sariandole.png"><img class="size-medium wp-image-2630 " title="sariandole" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/sariandole-205x300.png" alt="" width="123" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Lidia Kozlovich, Ariella Reggio e Maria Grazia Plos in &quot;Sariandole&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli anni Novanta vedono il compimento di un progetto sul teatro di <strong>Angelo Cecchelin</strong>, a cura di Roberto Damiani, con l’allestimento de <em><strong>El mulo Carleto</strong></em> (1996) e <em><strong>El serpente de l’Olimpia</strong></em> (1999), cui è inframmezzato un lavoro di grande impegno e particolarmente riuscito: <em><strong>Antonio Freno. Quela note in via Crosada</strong></em> di Ninì Perno e Francesco Macedonio (1997).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1998, su iniziativa di Francesco Macedonio, la Contrada commissiona a <strong>Tullio Kezich</strong> la stesura di un testo in vernacolo triestino. Si apre così una fortunata collaborazione con il celebre critico cinematografico, che dà come risultato alcuni tra i testi più alti di tutta la storia della drammaturgia triestina. Ne sortiscono <em><strong>L’americano di San Giacomo</strong></em> (1998) con l’interpretazione, tra gli altri, di Mario Valgoi e Lidia Kozlovich, <em><strong>Un nido di memorie</strong></em> (2000) e<em><strong> I ragazzi di Trieste</strong></em> (2004), che costituiscono la <strong><em>“Trilogia Triestina”</em></strong>, cui si aggiunge <em><strong>L’ultimo carnevà</strong><strong>l</strong></em> (2002), una riflessione sulla figura di Italo Svevo, tutti per la regia di Francesco Macedonio. Si è poi allestito il teatro di Giacinto Gallina, dapprima <em><strong>Mia fia</strong></em> (2003) nell’adattamento di Mario Licalsi, e poi <em><strong>Zente refada</strong></em> (2005) in coproduzione con il Dramma Italiano di Fiume.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2636" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/fuori-i-secondi.png"><img class="size-medium wp-image-2636 " title="fuori i secondi" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/fuori-i-secondi-300x191.png" alt="" width="180" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Zacchigna, Gian Maria Martini e Marzia Postogna in &quot; Fuori i secondi&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli anni più vicini a noi vedono l’allestimento di testi vernacolari attraverso i quali si è voluta condurre un’indagine sul tessuto sociale, culturale e comportamentale di Trieste, sondandone la storia e le consuetudini degli ultimi decenni. Ecco allora <em><strong>Sariandole</strong></em> (2006) e <em><strong>Tramachi</strong></em> (2008) di Roberto Curci, <em><strong>Vola colomba</strong></em> di Pierluigi Sabatti (2007), <em><strong>Remitùr</strong></em> (2009) di Ugo Vicic e <em><strong>Fuori i secondi </strong></em>di Enrico Luttmann (2010).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Elenco produzioni dialettali</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 10:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le produzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>1976 – A casa tra un poco di Roberto Damiani e Claudio Grisancich</p> <p>1981 – Un sial per Carlotta di Ninì Perno</p> <p>1982 – 1902: i fuochisti di Luisa <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/le-produzioni/elenco-produzioni-dialettali"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1976 – <em><strong>A casa tra un poco</strong></em><br />
di Roberto Damiani e Claudio Grisancich</p>
<p>1981 – <em><strong>Un sial per Carlott</strong><strong>a</strong></em><br />
di Ninì Perno</p>
<p>1982 – <em><strong>1902: i fuochisti</strong></em><br />
di Luisa Crismani</p>
<p>1986 – <em><strong>Due paia di calze di seta di Vienna</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1987 – <em><strong>Un biglietto da mille corone</strong></em><br />
di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1988 –<em><strong> In mezo a ‘ste disgrazie&#8230; el tuo ricordo</strong></em><br />
di Edda Vidiz</p>
<p>1988 –<em><strong> Marinaresca</strong></em><br />
di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna<span id="more-2610"></span></p>
<p>1989 – <em><strong>Due paia di calze di seta di Vienna</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1989 – <em><strong>Co’ ierimo putei</strong></em><br />
di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1989 –<em><strong> Grisaglia blù</strong></em><br />
di Sergio Velitti</p>
<p>1990 –<em><strong> Quela sera de febraio&#8230; ovvero Giovanin se sposa</strong></em><br />
di Francesco Macedonio e Ninì Perno</p>
<p>1991 –<em><strong> Sette sedie di paglia di Vienna</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1992 – <em><strong>Putei e putele</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1992 – <em><strong>Due paia di calze di seta di Vienna</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1993 – <em><strong>Pronto, mama…?</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1994 –<strong><em> Un baseto de cuor</em></strong><br />
di Claudio Grisancich</p>
<p>1994 – <em><strong>Locanda grande</strong></em><br />
di Lino  Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>1995 –<em><strong> Un’Isotta nel giardino</strong></em><br />
di Ninì Perno e Francesco Macedonio</p>
<p>1996 – <em><strong>Galina vecia</strong></em><br />
di Augusto Novelli</p>
<p>1996 – <em><strong>El mulo Carleto</strong></em><br />
di Roberto Damiani da Angelo Cecchelin</p>
<p>1997 –<em><strong> Antonio Freno. Quela note in via Crosada</strong></em><br />
di Ninì Perno e Francesco Macedonio</p>
<p>1998 – <em><strong>L’americano di San Giacomo</strong></em><br />
di Tullio Kezich</p>
<p>1999 –<em><strong> Alida Valli che nel ’40 iera putela</strong></em><br />
di Claudio Grisancich</p>
<p>1999 –<em><strong> El serpente de l’Olimpia</strong></em><br />
di Roberto Damiani da Angelo Cecchelin</p>
<p>2000 – <em><strong>Un nido di memorie</strong></em><br />
di Tullio Kezich</p>
<p>2001 –<em><strong> Due paia di calze di seta di Vienna</strong></em><br />
di Carpinteri e Faraguna</p>
<p>2002 –<em><strong> L’ultimo carnevàl</strong></em><br />
di Tullio Kezich</p>
<p>2003 – <em><strong>Mia fia</strong></em><br />
di Giacinto Gallina</p>
<p>2004 – <em><strong>Cosa dirà la gente?</strong></em><br />
di Carpinteri e Faraguna</p>
<p>2004 –<em><strong> I ragazzi di Trieste</strong></em><br />
di Tullio Kezich</p>
<p>2005 – <em><strong>Zente refada</strong></em><br />
di Giacinto Gallina</p>
<p>2006 – <em><strong>Xe bon l’oio de Dragoseti</strong></em><br />
di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna</p>
<p>2006 –<em><strong> Sariandole</strong></em><br />
di Roberto Curci</p>
<p>2007 – <em><strong>Vola colomba</strong></em><br />
di Pierluigi Sabatti e Francesco Macedonio</p>
<p>2008 –<em><strong> Tramachi</strong></em><br />
di Roberto Curci</p>
<p>2009 – <em><strong>Remitur. Le donne al parlamento</strong></em><br />
di Ugo Vicic e Francesco Macedonio</p>
<p>2010 – <em><strong>Fuori i secondi. Tiberio Mitri: professione pugile</strong></em><br />
di Enrico Luttmann</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Storia &#8211; un percorso lungo 35 anni</title>
		<link>http://www.contrada.it/chi-siamo/storia/storia-un-percorso-lungo-35-anni</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 09:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Teatro Popolare “La Contrada” nasce a Trieste il 22 aprile 1976, per iniziativa degli attori Orazio Bobbio, Ariella Reggio, Lidia Braico e del regista Francesco Macedonio. <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/storia/storia-un-percorso-lungo-35-anni"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Teatro Popolare “La Contrada” nasce a Trieste il <strong>22 aprile 1976</strong>, per iniziativa degli attori Orazio Bobbio, Ariella Reggio, Lidia Braico e del regista Francesco Macedonio. L’originaria denominazione di quello che in seguito sarebbe divenuto La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, fu suggerita da Ariella Reggio, con l’intendimento di unire tra loro un termine capace di evocare le origini triestine della compagnia e un vocabolo che, in piena sintonia con il concetto di “autogestione” degli anni Settanta, indicasse un teatro che intendeva porsi in alternativa a quello ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">La costituzione della compagnia e l’avvio delle attività artistiche sono, in verità, il punto d’arrivo di un lungo percorso maturato dai fondatori attraverso anni di discussioni, stimoli, progetti. Senza dubbio gioca in favore della nascita della Contrada la comune appartenenza dei quattro fondatori al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, all’interno del quale, da molti anni, svolgevano la loro attività artistica.<span id="more-2588"></span></p>
<div id="attachment_2590" class="wp-caption alignleft" style="width: 119px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/Marcovaldo.png"><img class="size-medium wp-image-2590 " title="Marcovaldo" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/Marcovaldo-182x300.png" alt="" width="109" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Orazio Bobbio in &quot;Marcovaldo&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Priva di una propria casa, nei primi anni la compagnia svolge attività itinerante, spesso ricevendo ospitalità presso la Sala Auditorium. Qui, il <strong>20 maggio 1976,</strong> debutta il primo spettacolo, <strong><em>A casa tra un poco</em></strong>, su testo di Roberto Damiani e Claudio Grisancich. Sono i difficili giorni del terremoto, e la sala si riempie a stento. Nonostante ciò, la compagnia non si perde d’animo, e decide di affrontare un territorio artistico al tempo poco esplorato: quello del teatro ragazzi. Nel novembre dello stesso anno va in scena <strong><em>Un teatrino, due carabinieri, tre pulcinella e uno spazzino</em></strong> di Tonino Conte e Lele Luzzati: il successo è completo e la Contrada decide di proseguire su questa linea, allestendo quello che è considerato una pietra miliare nella storia del teatro ragazzi italiano, <em><strong>Marcovaldo</strong></em> di Sergio Liberovici. Lo spettacolo effettua alcune centinaia di repliche in tutta Italia e consente alla Contrada di farsi conoscere quale migliore compagnia del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni successivi il gruppo continua la propria attività alternando il teatro ragazzi con la drammaturgia destinata a un pubblico adulto: vengono presentati con successo numerosi spettacoli, tra i quali <em><strong>Marionette in libertà, Don Chisciotte, La vecchia e la luna</strong></em> e <strong><em>Un sial per Carlotta</em></strong> di Ninì Perno con Sergio Endrigo. Tra il 1978 e il 1980, in collaborazione con il Comune di Muggia, la Contrada organizza le prime tre rassegne <strong><em>“Teatro Ragazzi in piazza”</em></strong>, che costituiscono un’importante vetrina nazionale e internazionale, ma anche un momento di incontro e confronto tra gli operatori del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">La svolta nell’attività della Contrada avviene nel novembre del <strong>1982</strong>, quando il gruppo, alla ricerca di uno spazio ove rappresentare la nuova produzione per ragazzi – <em><strong>Teatro per fisarmonica</strong></em> di Francesco Macedonio –, prende in affitto l’allora cinema-teatro Cristallo. L’esito positivo dell’esperienza spinge Orazio Bobbio a rinnovare il contratto per organizzare, all’inizio del <strong>1983</strong>, la prima rassegna per ragazzi <strong><em>“A teatro in compagnia”</em></strong>. Il successo ottenuto dalla manifestazione convince la Contrada – non senza dubbi e incertezze – a chiedere la gestione del Cristallo, trovando così una sede stabile. Apportate alcune necessarie modifiche alla sala, ci si prepara a un passo importante: la proposta di un cartellone serale per adulti. Il rischio è altro, considerando che in città è già attivo da anni un Teatro stabile, ma Orazio Bobbio decide di tentare la fortuna. Alla prima stagione <strong>1983/1984</strong>, aperta da un Recital di Franca Valeri, si abbonano 186 spettatori: un numero esiguo, ma le presenze a teatro aumentano in modo esponenziale, cosicché già alla seconda stagione gli abbonati sono 1983.</p>
<div id="attachment_2593" class="wp-caption alignright" style="width: 141px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/due-paia-di-calze-di-seta-di-Vienna.png"><img class="size-medium wp-image-2593 " title="due paia di calze di seta di Vienna" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/due-paia-di-calze-di-seta-di-Vienna-218x300.png" alt="" width="131" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Ariella Reggio e Mimmo Lo Vecchio in &quot;Due paia di calze di seta di Vienna&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento inizia un fortunato percorso artistico accompagnato dai consensi crescenti di pubblico e critica, che si consolidano nel <strong>1986</strong>, quando va in scena uno dei testi-simbolo nella storia della Contrada: <em><strong>Due paia di calze di seta di Vienna</strong></em> di Carpinteri e Faraguna. Con questa commedia – destinata a essere ripresa numerose volte – prende avvio un fortunato sodalizio artistico tra la compagnia e i due autori triestini che, negli anni a seguire, scriveranno numerosi testi di successo: <em><strong>Un biglietto da mille corone</strong></em> (1987), <em><strong>Marinaresca</strong></em> (1988), <em><strong>Co’ ierimo putei…</strong></em> (1989), <em><strong>Sette sedie di paglia di Vienna</strong></em> (1991), <em><strong>Putei e putele</strong></em> (1992),<em><strong> Pronto, mama…?</strong></em> (1993), <em><strong>Locanda Grande</strong></em> (1994) e il più recente<em><strong> Cosa dirà la gente?</strong></em> (2004).</p>
<p style="text-align: justify;">A fianco di un percorso artistico dedicato al teatro in lingua triestina, la Contrada, sin dalle prime stagioni, produce spettacoli destinati al circuito nazionale: <em><strong>Tango viennese</strong></em> di Peter Turrini (1984, 1986 e 1993), <em><strong>Un’ora d’amore</strong></em> di Josef Topol (1986), <em><strong>Buon Natale amici miei</strong></em> di Alan Ayckbourn (1987), <em><strong>Vecchio mondo</strong></em> di Aleksej Arbuzov (1988), <em><strong>Storie d’amore</strong></em> di Anton Cechov (1989).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>1988</strong> la Contrada riceve dall’allora Ministero per il Turismo e lo Spettacolo il riconoscimento quale <strong>Teatro Stabile di produzione a iniziativa privata</strong>. Si tratta di un importante traguardo che, se da un lato garantisce alla compagnia i finanziamenti statali, dall’altro impone elevati standard qualitativi e produttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli anni a venire sono densi di attività e segnano il raggiungimento di nuovi traguardi, sia per quanto riguarda il numero degli abbonati e l’affluenza totale, sia dal punto di vista delle produzioni e del personale impiegato. Per il circuito nazionale vengono prodotti importanti spettacoli, che segnano la stagione dedicata alla drammaturgia mitteleuropea: <em><strong>Emigranti</strong></em> di Slawomir Mrozek (1991), <em><strong>La panchina</strong></em> di Alexandr Gel’man (1991), <em><strong>Omobono e gli incendiari</strong></em> di Max Frisch (1993), mentre si dà avvio a un nuovo percorso sul teatro brillante, mettendo in scena <em><strong>La presidentessa</strong></em> di Umberto Simonetta (1990). Sul fronte del teatro in lingua triestina, i repertori comici si arricchiscono con la messinscena di un testo drammatico, <em><strong>Un baseto de cuor</strong></em> di Claudio Grisancich (1994).</p>
<div id="attachment_2595" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/sorelle-materassi.png"><img class="size-medium wp-image-2595 " title="sorelle materassi" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/sorelle-materassi-300x197.png" alt="" width="180" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">Lauretta Masiero, Ariella Reggio e Isa Barzizza in &quot;Sorelle Materassi&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Con la metà degli anni Novanta si assiste a un rinnovamento dei repertori sia in lingua triestina, sia di quelli destinati alle piazze nazionali. Nel primo caso si intraprende un’indagine sul teatro di <strong>Angelo Cecchelin</strong>, mettendo in scena <em><strong>El mulo Carleto</strong></em> (1996) e <em><strong>El serpente de l’Olimpia</strong></em> (1999), inframmezzati da un allestimento di particolare impatto, <em><strong>Antonio Freno</strong></em> di Ninì Perno e Francesco Macedonio (1997). Sul versante delle produzioni nazionali si apre un percorso sul teatro brillante degli anni Trenta: dopo il fortunato <em><strong>Centocinquanta la gallina canta</strong></em> di Achille Campanile (1994) – che, tra l’altro, segna l’approdo a Trieste del regista Antonio Calenda – vengono messi in scena <em><strong>Non ti conosco</strong></em> più di Aldo De Benedetti (1996) con Lauretta Masiero e <em><strong>Sorelle Materassi</strong></em> da Aldo Palazzeschi (1998) con Masiero, Reggio e Isa Barzizza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1998 segna l’avvio di una proficua collaborazione con Tullio Kezich. Per la Contrada scrive quattro testi che rappresentano alcuni tra i vertici assoluti della drammaturgia in lingua triestina: <em><strong>L’americano di San Giacomo</strong></em> (1998), <em><strong>Un nido di memorie</strong></em> (2000) e <em><strong>I ragazzi di Trieste</strong></em> (2004) che costituiscono la “Trilogia triestina”, cui si aggiunge <em><strong>L’ultimo carnevàl</strong></em> (2002), splendida riflessione drammaturgica sulla figura di Italo Svevo.</p>
<div id="attachment_2597" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/daddyblues.png"><img class="size-medium wp-image-2597 " title="daddyblues" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/06/daddyblues-300x195.png" alt="" width="180" height="117" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Columbro e Paola Quattrini in &quot;Daddy Blues&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli anni più vicini a noi segnano un nuovo capitolo nelle proposte artistiche della Contrada. La drammaturgia in lingua triestina si apre a tematiche che affrontano un’indagine all’interno del tessuto sociale di Trieste: <em><strong>Sariandole</strong></em> di Roberto Curci (2006), <em><strong>Vola colomba</strong></em> di Pierluigi Sabatti (2007),<em><strong> Tramachi </strong></em>di Roberto Curci (2008), <em><strong>Remitùr</strong></em> di Ugo Vicic (2009) e <em><strong>Fuori i secondi</strong></em> di Enrico Luttmann (2010). Le produzioni nazionali, infine, si sono rivolte sia a testi di Pino Roveredo (<em><strong>Ballando con Cecilia</strong></em>, 2001; <em><strong>Capriole in salita</strong></em> e <em><strong>Caracreatura</strong></em>, 2009), sia al repertorio anglosassone (<em><strong>Io e Annie</strong></em> di Woody Allen, 2003; <em><strong>Rose</strong></em> di Martin Sherman, 2004; <em><strong>I ragazzi irresistibili </strong></em>di Neil Simon con Johnny Dorelli e Antonio Salines, 2004; <em><strong>Il divo Garry</strong></em> di Noël Coward con Gianfranco Jannuzzo, 2007), alla drammaturgia contemporanea italiana (<em><strong>Italiani si nasce</strong></em> di e con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, 2009), a quella contemporanea francese (<em><strong>Daddy Blues</strong></em> di Bruno Chapelle e Martyne Visciano, con Marco Columbro e Paola Quattrini, 2011), ma anche a un grande classico quale <em><strong>I rusteghi</strong></em> di Carlo Goldoni (2003).</p>
<p style="text-align: justify;">A fianco della Contrada è sorta nel 1998 l’<strong>Associazione “Amici della Contrada”</strong>, che si è fatta promotrice di numerose iniziative culturali di successo, tra le quali le Stagioni di <em>“Teatro a Leggìo”</em>. Nel 2003, infine, si è costituita l’<strong>Associazione “la cantina”</strong>, che si è fatta da subito promotrice dell’<strong>Accademia Teatrale “Città di Trieste”</strong>, prima vera e propria scuola di teatro nata nella nostra città, che organizza corsi biennali per la preparazione di giovani attori professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel settembre del 2006 Orazio Bobbio, Presidente della Contrada, scompare prematuramente. Ne raccoglie le redini la moglie, Livia Amabilino, e un anno dopo, per onorare la memoria di Orazio, il Sindaco Roberto Dipiazza fa intitolare il Teatro Cristallo a suo nome.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>I progetti speciali</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 08:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I progetti speciali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A fianco della programmazione inserita all’interno del cartellone teatrale, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste svolge da sempre un’intensa attività al di fuori del palcoscenico, organizzando <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/i-progetti-speciali/i-progetti-speciali"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A fianco della programmazione inserita all’interno del cartellone teatrale, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste svolge da sempre un’intensa attività al di fuori del palcoscenico, organizzando progetti speciali, laboratori, allestimenti su tematiche specifiche, spesso in collaborazione con altre realtà cittadine. Attività queste che hanno non solo consolidato la presenza dello Stabile privato sul territorio, ma anche consentito di arricchire sempre più i campi d’intervento.<span id="more-2686"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ContradeAperte</strong></p>
<div id="attachment_2690" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/prigionieri-in-riva-al-mare.png"><img class="size-medium wp-image-2690 " title="prigionieri in riva al mare" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/prigionieri-in-riva-al-mare-300x196.png" alt="" width="180" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">Adriano Giraldi, Orazio Bobbio, Franko Korosec e Maurizio Repetto in &quot;Prigionieri in riva al mare&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto questa sigla vengono riunite una rosa di attività, manifestazioni e percorsi formativi realizzati dalla Contrada e riconducibili a progetti speciali, per lo più ideati in collaborazione con enti diversi, quali il Comune e la Provincia di Trieste, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Fondazione CRTrieste, l’Università di Trieste, il Centro Interdipartimentale per le Neuroscienze BRAIN, il Museo Sveviano-Biblioteca Civica, l’Ente Regionale Teatrale e numerose Scuole Superiori e dell’obbligo della regione.</p>
<div id="attachment_2692" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/James-Joice.png"><img class="size-medium wp-image-2692 " title="James Joice" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/James-Joice-300x191.png" alt="" width="180" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Adriano Giraldi e Nikla Petruska in &quot;James Joice: scene di un arrivo&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto l’egida di <strong>ContradeAperte</strong> sono state realizzate numerose iniziative speciali e progetti tematici; fra i tanti, <em><strong>Prigionieri in riva al mare </strong></em>(2002) di <strong>Anna Maria Accerboni Pavanello</strong>, rappresentato alla Sala Tripcovich in occasione del XII Congresso Nazionale della Società Psicoanalitica Italiana e &#8211; con il sostegno dell’Università Popolare, della Trieste Trasporti e dell’AIAT &#8211; l’imponente spettacolo itinerante <em><strong>James Joyce: </strong><strong>scene di un arrivo</strong></em>, scritto dal professor <strong>Renzo S. Crivelli</strong> e rappresentato il <strong>20 ottobre 2004</strong>, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’arrivo di Joyce a Trieste.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le Vie del Caffè</strong></p>
<div id="attachment_2696" class="wp-caption alignleft" style="width: 132px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/lamante-amato.png"><img class="size-medium wp-image-2696 " title="l'amante amato" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/lamante-amato-204x300.png" alt="" width="122" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Roberta Colacino e Maurizio Zacchigna in &quot;L&#39;amante amato&quot;</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nata nel <strong>1998</strong>, su iniziativa dell’APT prima e del Consorzio Promotrieste poi, l’idea di questa rassegna intende valorizzare le potenzialità turistiche di Trieste con le sue bellezze artistiche e culturali e promuovere, sia a livello turistico che cittadino, la cultura del caffè – tanto come bevanda quanto, soprattutto, come luogo di ritrovo esclusivo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2697" class="wp-caption alignright" style="width: 140px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/Stendhal.png"><img class="size-medium wp-image-2697 " title="Stendhal" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/Stendhal-216x300.png" alt="" width="130" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Zacchigna, Massimiliano Borghesi e Maria Grazia Plos in &quot;Stendhal&quot;</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le prime tre edizioni, nel <strong>2001</strong> l’organizzazione della rassegna viene affidata alla Contrada, che curerà otto delle dieci edizioni successive. Il particolare successo riscosso dalla rassegna – che propone spettacoli, letture, concerti e animazioni teatrali –, ha fatto sì che negli ultimi anni si sia pensato di seguire un tema conduttore, una sorta di cornice avente per tema i grandi viaggiatori e gli ospiti illustri che Trieste ha accolto per periodi più o meno lunghi. Si sono così ripercorse le vicende di <strong>Giacomo Casanova</strong> (2007), dello scrittore, traduttore, esploratore e diplomatico <strong>Sir Richard Francis Burton</strong> (2008), del grande Marie-Henri Beyle, in arte <strong>Stendhal</strong> (2008) e infine dell’affascinante imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota al grande pubblico come <strong>Sissi</strong> (2009).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Teatro Romano Festival</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>e Teatri A Teatro a Trieste e provincia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Provincia di Trieste nel <strong>2002</strong> riapre al pubblico il suggestivo <strong>Teatro Romano</strong>, organizzandovi un festival estivo di appuntamenti di rilievo internazionale che spaziano dalla prosa al teatro comico, dalla danza contemporanea al jazz, dal teatro circo alla world music, al varietà. A partire dalla quarta edizione del <strong>2005</strong> la gestione organizzativa del festival viene affidata alla Contrada, per quattro anni consecutivi.</p>
<div id="attachment_2700" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/elena.png"><img class="size-medium wp-image-2700 " title="elena" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/elena-214x300.png" alt="" width="128" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Ariella Reggio in &quot;Elena&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nelle edizioni 2005 e 2006, con la Direzione artistica del regista e drammaturgo <strong>Furio Bordon</strong>, numerosi artisti italiani e internazionali si avvicendano sul palcoscenico del <strong><em>Teatro Romano festival</em></strong>: fra gli altri, i ballerini del Pilobulos Dance Theatre, Elisabetta Pozzi, Tullio Solenghi, i pianisti jazz Brad Mehldau e Abdullah Ibrahim, Anita Bartolucci, Alessandro Bergonzoni, la leggendaria cantante americana Dee Dee Bridgewater, un impareggiabile Giorgio Albertazzi con <em><strong>Memorie di Adriano</strong></em> di Marguerite Yourcenar, l’étoile di fama mondiale Luciana Savignano, il geniale musicista indiano Trilok Gurtu. Nel <strong>2007</strong> la direzione del festival viene affidata al regista, scrittore e drammaturgo <strong>Giorgio Pressburger</strong>, che introduce alcune innovazioni. La prima è la collaborazione al festival di tutti i teatri di Trieste; la seconda è l’estensione degli spazi teatrali anche ad altri suggestivi siti della provincia, come il Castello di Miramare, la rocca di Monrupino e i Castelli di Muggia e Duino. La manifestazione viene così rinominata <strong><em>Teatri a Teatro a Trieste e provincia</em></strong> e nell’arco di due edizioni ospiterà nomi non meno prestigiosi delle stagioni precedenti: Paolo Bonacelli, Roberto Herlitzka, un insolito Vladimir Luxuria in veste teatrale, Mariangela D’Abbraccio, Sergio Cammariere, Patrizia Zappa Mulas e tanti altri.</p>
<div id="attachment_2701" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/alcesti.png"><img class="size-medium wp-image-2701 " title="alcesti" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/alcesti-300x195.png" alt="" width="180" height="117" /></a><p class="wp-caption-text">Adriano Giraldi e Mariangela D&#39;Abbraccio in &quot;Alcesti&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle edizioni 2007 e 2008, la Contrada si ritrova così non solo ad organizzare l’intera manifestazione, ma anche a proporvi, assieme agli altri teatri della città, una propria produzione. Nel <strong>2007</strong> viene allestito <em><strong>Elena</strong></em>, rivisitazione del mito euripideo del poeta greco Ghiannis Ritsos, e nel <strong>2008</strong> l’<strong><em>Alcesti</em></strong> tratta da Euripide, Alberto Savinio e Rainer Maria Rilke.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2009, la manifestazione cambia ancora nome diventando <strong><em>Open door. Teatri a Teatro</em></strong>; organizzata direttamente dall’Amministrazione provinciale, la rassegna si svolge nei prestigiosi castelli della provincia di Trieste mantenendo la collaborazione con gli Stabili cittadini che producono dei testi appositamente per il festival. La Contrada presenterà nel <strong>2009</strong> il <em><strong>Dittico sveviano</strong></em> al Castello di Muggia e, nell’estate del <strong>2010</strong>, un work in progress di <em><strong>Buonanotte mamma</strong></em> di Marsha Norman al Castello di Duino.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La settimana del cervello</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Contrada, già in passato impegnata in un progetto triennale di <strong><em>Teatro-Scienza</em></strong>, inaugura nel <strong>2006</strong> una nuova prestigiosa collaborazione con una delle istituzioni di divulgazione scientifica più importanti di Trieste: il Centro interdipartimentale per le Neuroscienze <strong>B.R.A.I.N.</strong> (Basic Research And Integrative Neuroscience) dell’Università di Trieste.</p>
<p style="text-align: justify;">L’occasione è l’appuntamento annuale de <strong>La settimana del cervello</strong>, manifestazione internazionale organizzata in Italia dalla Società Italiana di NeuroScienze. Per la manifestazione la Contrada realizza un’originale conferenza-spettacolo su una delle dispute scientifiche più appassionanti della storia della scienza, quella sulla moderna concezione del cervello fra i due Premi Nobel <strong>Camillo Golgi</strong> e<strong> Santiago Ramon y Cajal.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Realizzata come una “conferenza-spettacolo”, con gli attori che interpretano a leggìo la vicenda dei due scienziati, intervallati da un’avvincente spiegazione scientifica a cura di una studiosa di neuroscienze, questa nuova forma di spettacolo divulgativo (denominato <strong>Neurostorie</strong>) ha un tale impatto sul pubblico da essere riproposto anche nelle edizioni future. Il progetto delle Neurostorie, iniziato con <em><strong>Golgi e Cajal: l’origine della concezione moderna del cervello</strong></em>, sarà infatti ripreso nel 2007 con <em><strong>Franz Joseph Gall e la frenologia: un ‘bernoccolo’ per ogni funzione del cervello</strong></em> sulle teorie di Gall, nel 2008 con <em><strong>Costantin von Economo: un neuroscienziato di Trieste</strong></em> sul lavoro del Barone von Economo che scoprì l’encefalite letargica, nel 2009 con <em><strong>Galvani, Volta e l’elettricità animale</strong></em> sugli esperimenti di Galvani e Volta e nel 2010 con <em><strong>Elettroshock</strong></em> sulla scoperta dell’invenzione della “terapia elettroconvulsivante”, da parte del neurologo e psichiatra italiano Ugo Cerletti.</p>
<div id="attachment_2707" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/una-specie-di-alaska.png"><img class="size-medium wp-image-2707 " title="una specie di alaska" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2011/07/una-specie-di-alaska-300x194.png" alt="" width="180" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Grazia Plos ed Elke Burul in &quot;Una specie di Alaska&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle conferenze-spettacolo di Neurostorie, la Contrada ha allestito per la manifestazione anche due spettacoli teatrali: <em><strong>Una specie di Alaska</strong></em> di Harold Pinter (2008), commedia che l’autore inglese scrisse ispirandosi al celebre libro di Oliver Sacks “Risvegli” e <em><strong>Un trapianto molto particolare</strong></em> di Giuseppe O. Longo (2009).</p>
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		<title>Ariella Reggio</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nata a Trieste, frequenta nella sua città la Scuola di Recitazione “Silvio D’Amico” (annessa al Teatro Nuovo diretto da Sergio D’Osmo). Entra in seguito a far parte <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/biografie/attori/ariella-reggio"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2010/07/AriellaReggio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-80" title="AriellaReggio" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2010/07/AriellaReggio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nata a Trieste, frequenta nella sua città la Scuola di Recitazione “Silvio D’Amico” (annessa al Teatro Nuovo diretto da Sergio D’Osmo). Entra in seguito a far parte dell’allora esistente compagnia di prosa della RAI, diretta da Ugo Amodeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1961 viene scritturata dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia per partecipare a un’edizione  di <em>&#8220;Arlecchino servitor di due padroni&#8221;</em> di Goldoni e da allora, per numerosi anni, fa parte della compagnia del Teatro Stabile. Partecipa alla messinscena di svariati spettacoli sotto la direzione di registi quali Giuseppe Maffioli, Orazio Costa, Giovanni Poli, Francesco Macedonio, Sandro Bolchi, Furio Bordon e altri.<span id="more-79"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si trasferisce quindi a Londra dove si ferma per parecchi anni, conducendo presso la BBC delle trasmissioni culturali sia radiofoniche che televisive.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornata in Italia lavora a Genova con il Teatro della Tosse diretto all’epoca da Lele Luzzati e Tonino Conte, e partecipa nel 1970 all’allestimento di <em>&#8220;Santa Giovanna dei Macelli&#8221;</em> di Brecht, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e diretto da Giorgio Strehler.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1976 assieme a Orazio Bobbio, Lidia Braico e Francesco Macedonio fonda a Trieste il Teatro Popolare La Contrada e da allora innumerevoli sono le sue partecipazioni sia in testi brillanti che drammatici, in dialetto triestino e non, sotto la direzione di molti registi (Francesco Macedonio, Antonio Calenda, Patrick Rossi Gastaldi, Luisa Crismani, Elena Vitas, Alessandro Marinuzzi, Mario Licalsi e altri).</p>
<p style="text-align: justify;">Ha partecipato saltuariamente al Festival dell’Operetta che si svolge ogni anno al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, dove è stata diretta da Gino Landi, Roberto Croce, Filippo Crivelli, Massimo Scaglione. Ha preso recentemente parte all’opera <em>&#8220;La fille du regiment&#8221; </em>diretta da David Livermore. Si ricordano inoltre alcune interpretazioni cinematografiche per la regia, fra gli altri, di Sandro Bolchi, Gianni Lepre, Mathieu Amalric, mentre sul piccolo schermo partecipa a diverse fiction e film per la TV.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle ultime stagioni ha preso parte, con Maria Amelia Monti e Antonio Catania, alla fortunata commedia di Natalia Ginzburg <em>&#8220;Ti ho sposato per allegria&#8221;</em>, per la regia di Valerio Binasco (prod. Teatro Stabile di Firenze) e ha ottenuto un ottimo successo personale nella prima edizione italiana del monologo <em>&#8220;Mrs. Rose&#8221;</em> di Martin Sherman per la regia di Sabrina Morena. Nella stagione 2007-08 ha recitato in <em>&#8220;Il compleanno&#8221; </em>di Harold Pinter, prodotto dallo Stabile di Firenze e diretto da Fausto Paravidino.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipa dall’anno scorso alla fiction <em>“Tutti pazzi per amore”</em> nel ruolo di zia Sofia, regia di R. Milani, e continua a collaborare ogni anno agli spettacoli teatrali prodotti dalla Contrada di Trieste.</p>
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		<title>Adriano Giraldi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Triestino, si forma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e debutta nel 1981 con la compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in &#8220;Karl Valentin <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/biografie/attori/adriano-giraldi"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2010/07/AdrianoGiraldi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-70" title="AdrianoGiraldi" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2010/07/AdrianoGiraldi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Triestino, si forma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e debutta nel 1981 con la compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in &#8220;<em>Karl Valentin kabarett&#8221;</em> per la regia di Giorgio Pressburger. In seguito lavora al Teatro di Roma con Luigi Squarzina (<em>&#8220;Il cardinale Lambertini&#8221; </em>di Testoni e <em>&#8220;Timone d’Atene&#8221;</em> di Shakespeare); all’Olimpico di Vicenza con Sandro Sequi (&#8220;<em>I pettegolezzi delle donne&#8221;</em>); a Bologna con Leo De Berardinis (<em>&#8220;Amleto&#8221;</em> nel ruolo di “Laerte”); a San Miniato con Krzystof Zanussi (Giobbe, con Ugo Pagliai e Paola Gassman.<span id="more-66"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nuovamente allo Stabile del Friuli Venezia Giulia recita in <em>&#8220;Attraverso i villaggi&#8221; </em>di Handke e in <em>&#8220;Baal&#8221; </em>di Brecht, per la regia di Roberto Guicciardini.<br />
Partecipa inoltre a diversi spettacoli diretti da Giuseppe Patroni Griffi, Gabriele Lavia, Franco Però e Sandro Bolchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1986 inizia a collaborare con La Contrada-Teatro Stabile di Trieste, partecipando a quasi tutti gli allestimenti dello Stabile privato triestino sotto la direzione di Francesco Macedonio, Antonio Calenda, Mario Licalsi, Patrick Rossi Gastaldi, Tonino Pulci e altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre per la Contrada è direttamente coinvolto nell’organizzazione di progetti teatrali legati alla realtà culturale triestina, come ad esempio le rassegne estive dedicate all’allestimento di spettacoli ed eventi urbani legati alle figure di Italo Svevo e James Joyce. In tale ambito è fra i protagonisti di <em>&#8220;Terzetto spezzato&#8221;, &#8220;Gli Ulissidi&#8221;, &#8220;La verità&#8221;, &#8220;La rigenerazione&#8221;, &#8220;L’avventura di Maria&#8221;, &#8220;Atto unico&#8221;, &#8220;Un Marito&#8221;, &#8220;Le ire di Giuliano&#8221;</em> e <em>&#8220;Inferiorità&#8221;</em>, diretto di volta in volta da Elena Vitas, Antonio Salines, Francesco Macedonio, Sabrina Morena e Ulderico Manani.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’estate del 2001 è al fianco di Ariella Reggio al Todi Festival in <em>&#8220;Ballando con Cecilia&#8221;</em> di Pino Roveredo, con la regia di Macedonio. Nel 2003 è fra gli interpreti di <em>&#8220;Sonno&#8221;,</em> novità italiana di Enrico Luttman per la regia di Marco Casazza. Nelle ultime stagioni con La Contrada ha preso parte a <em>&#8220;Un nido di memorie&#8221; </em>di Tullio Kezich e a <em>&#8220;I rusteghi&#8221; </em>di Goldoni per la regia di Francesco Macedonio, a <em>&#8220;Piccole donne: il musical!&#8221; </em>di Pulci e Marcucci, a <em>&#8220;Io e Annie&#8221;</em> di Woody Allen con la regia di Antonio Salines, a <em>&#8220;I ragazzi irresistibili&#8221;</em> di Neil Simon, accanto a Johnny Dorelli e Antonio Salines, e a <em>&#8220;Il divo Garry&#8221;</em> di Noël Coward con Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi, entrambi diretti da Macedonio. Ha inoltre preso parte all’allestimento di <em>&#8220;Alcesti&#8221;</em> da Euripide, Rilke e Savinio, con Mariangela DAbbraccio per la regia di Ulderico Manani; di <em>&#8220;Vera Verk&#8221; </em>di Fulvio Tomizza, regia di Elia Dal Maso; di <em>&#8220;La battaglia di Arminio&#8221;</em> di H. Von Kleist, regia di Salines.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver recitato negli ultimi spettacoli dialettali di inzio stagione, <em>&#8220;Vola colomba&#8221;, &#8220;Tramachi&#8221;</em> e <em>&#8220;Remitùr&#8221;</em>, prende parte alla prima tournée di <em>&#8220;Italiani si nasce&#8221;</em>, accanto a Maurizio Micheli e Tullio Solenghi.</p>
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		<title>Maurizio Zacchigna</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maurizio Zacchigna si è formato nella capitale sia con registi provenienti dalla famosa avanguardia come Michele Francis e Carlo Quartucci, sia con il teatro di sperimentazione (Frattaroli, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Continua...<a href="http://www.contrada.it/chi-siamo/biografie/attori/maurizio-zacchigna"></a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2010/07/MaurizioZacchigna.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-117" title="MaurizioZacchigna" src="http://www.contrada.it/wp-content/uploads/2010/07/MaurizioZacchigna-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Maurizio Zacchigna si è formato nella capitale sia con registi provenienti dalla famosa avanguardia come Michele Francis e Carlo Quartucci, sia con il teatro di sperimentazione (Frattaroli, Solari-Vanzi). Per anni poi ha lavorato con la regista Sharoo Keradmand.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1997 torna a Trieste dove lavora per tre anni consecutivi con Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, sotto la direzione di Antonio Calenda.<span id="more-113"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Contemporanemante inizia nel ‘98 un rapporto di collaborazione con la Contrada che dura a tutt’oggi. È stato tra gli interpreti di <em>&#8220;Ballando con Cecilia&#8221;</em> di Pino Roveredo, per la regia di Francesco Macedonio, spettacolo tra i più segnalati nel 2001 all’Arte Festival di Todi e al Mittelfest di Cividale del Friuli.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle ultime stagioni con la compagnia della Contrada ha recitato nelle commedie in triestino <em>&#8220;L’ultimo carnevàl&#8221;</em> di Tullio Kezich, <em>&#8220;Zente refada&#8221;</em> di Giacinto Gallina, <em>&#8220;Sariandole&#8221;</em> e <em>&#8220;Tramachi&#8221;</em> di Roberto Curci, <em>&#8220;Remitùr&#8221;</em> di Ugo Vicic, tutte per la regia di Macedonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’ultimo lo ha diretto anche nelle produzioni destinate alle tournée in Italia <em>&#8220;Ecco un uomo libero!&#8221;</em>, prima trasposizione italiana di Enter a free man di Tom Stoppard, I rusteghi di Goldoni, I ragazzi irresistibili di Neil Simon. È stato protagonista di <em>&#8220;Mia fia&#8221;</em> di Gallina, per la regia di Mario Licalsi.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato protagonista di <em>&#8220;Capriole in salita&#8221;</em> di Pino Roveredo (regia di Macedonio) e ha preso parte a <em>&#8220;Capitano Ulisse&#8221;</em> di Alberto Savinio, diretto da Giuseppe Emiliani e presentato lo scorso febbraio al 40° Festival di Teatro della Biennale di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha interpretato e diretto numerose pièces di “Teatro a Leggìo” organizzate dall’Associazione Amici della Contrada ed è stato protagonista di tutte le produzioni della rassegna <em>“Serate Sveviane”</em> ispirate alle figure e alle opere di Italo Svevo e James Joyce:<em> &#8220;Terzetto spezzato&#8221;, &#8220;Ulisse, ovvero tu mare grega&#8221;, &#8220;Gli Ulissidi&#8221;, &#8220;La verità&#8221;, &#8220;La rigenerazione&#8221;, &#8220;L’avventura di Maria&#8221;, &#8220;Atto unico&#8221;, &#8220;Un Marito&#8221;, &#8220;Le ire di Giuliano&#8221;</em> e <em>&#8220;Inferiorità&#8221;,</em> per la regia di Elena Vitas, Antonio Salines, Francesco Macedonio, Sabrina Morena e Ulderico Manani.</p>
<p style="text-align: justify;">Collabora stabilmente con la RAI di Trieste e con il Festival dell’Operetta del Teatro Verdi e insegna recitazione presso l’Accademia teatrale “Città di Trieste”, la scuola di teatro della Contrada. Ha firmato la regia degli spettacoli di Teatro per Ragazzi <em>&#8220;Cappuccetto Rosso&#8221;</em> e <em>&#8220;Hansel&amp;Gretel&#8221;</em> e ha curato i progetti speciali <em>&#8220;Casanova. L’amante amato&#8221;, &#8220;Una specie di Alaska&#8221;</em> e <em>&#8220;Stendhal, il carbonaro che amava le donne</em>&#8220;. È anche autore e interprete del monologo <em>&#8220;L’eredità dell’ostetrica&#8221;</em> pubblicato dalla Manifestolibri.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre all’impegno a teatro recita in diversi film e fiction televisive.</p>
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