STAGIONE 2014-2015

Sissi a Miramar

Con questa inedita opera teatrale, Sissi a Miramar, il castello di Miramare diventa teatro di una vicenda storicamente impossibile ma assolutamente esilarante.

Con questa inedita opera teatrale, Sissi a Miramar, il castello di Miramare diventa teatro di una vicenda storicamente impossibile ma assolutamente esilarante. Alessandro Marinuzzi adatta per le scene e dirige il testo di Alessandro Fullin che riporta a Miramare la sua legittima proprietaria, Carlotta del Belgio; una Carlotta assolutamente sui generis, che deve fare i conti con la crisi economica e i costi di mantenimento di un castello vero e proprio, aperto alle visite turistiche e invaso da onnipresenti stormi di piccioni. Rimasta vedova con una sola domestica al seguito, Carlotta è ormai una donna senza peli sulla lingua, che non si ricorda quasi i tempi in cui era Imperatrice del Messico. Facile immaginare la sua sorpresa quando si ritrova di fronte a Sissi, la cugina Imperatrice d’Austria, che credeva assassinata in Svizzera. Un assassinio falso, come spiegherà Sissi, creato appositamente per liberarsi dagli obblighi e dalla noia della vita di corte. Le due donne si vedono costrette alla convivenza in castello, con le visite del medico come unico contatto con la realtà, finché un giorno un giovane patriota, Guglielmo Oberdan, non si introduce nella loro dimora.

Un racconto pieno di colpi di scena che sa essere irriverente e pungente al punto giusto, raccontando in un modo indiscutibilmente originale quelle persone che sono ormai entrate nella memoria della città e del territorio, che ancora oggi sente una forte appartenenza alle tradizioni Austriache.

Nato come testo radiofonico, trasmesso dalla sede RAI di Trieste, Sissi a Miramar è in seguito diventato un libro di successo, edito da MGS Press ed ha avuto nel novembre 2013 anche una prima trasposizione scenica “a leggìo”.

17 – 31 ottobre 2014 La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Ti racconto una fiaba

26 ottobre 2014 – 29 marzo 2015 La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Triestiner

Coloro che abitano a Londra si chiamano Londoners, ma come possono chiamarsi quei triestini che sono andati a stare nella capitale inglese?

Coloro che abitano a Londra si chiamano Londoners, ma come possono chiamarsi quei triestini che sono andati a stare nella capitale inglese? Per Massimiliano Forza, autore del testo, non ci sono dubbi. Sono “Triestiner”.

Triestiner è la storia surreale e poetica di una piccola comunità di triestini che nella capitale britannica conducono una sorta di esistenza bohémien. Quasi fossero incapaci di affrontare la realtà, i triestiner se ne inventano una del tutto personale, vivendo Londra quasi fosse Trieste, sforzandosi di replicare ogni particolare della quotidianità triestina, ritrovandola trasfigurata in una tassonomia personale che li riporta sempre lì, a Trieste, città amata/odiata ma di cui parlano di continuo, crocevia di insanabili e gustose contraddizioni, metro di misura del mondo, della superficialità e del disamore.

Triestiner è uno sfogo caustico e divertente sulla triestinità, su quel mondo di frontiera fatto di donne algide e di uomini fragili, forse incapaci di vivere senza un confine. Uno scavo sincero, surreale nella sua verità, dove la magia inconfondibile di Londra si fonde ai colori e ai sapori di Trieste, in un modo così vivido che sembra di passeggiare contemporaneamente nelle due città.

21 – 30 novembre 2014 La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Tres

Tre attrici straordinarie per un testo comico, che sa mettere in risalto molte tematiche proprie del nuovo secolo.

Anna Galliena, Marina Massironi e Amanda Sandrelli. Tre attrici straordinarie per un testo comico, che sa mettere in risalto molte tematiche proprie del nuovo secolo. Il mondo al femminile che inizia a declinarsi ma che ancora cerca una sua direzione precisa.

Tre amiche, ex compagne di classe, si incontrano dopo più di vent’anni. Non è stato solo il tempo a passare lasciando qualche segno, ma anche la vita le ha messe alla prova. Una conduttrice televisiva ormai sul viale del tramonto e dell’oblio mediatico, una donna che ha subito tradimenti da parte del marito e che ha visto quindi naufragare il suo sogno di una vita in coppia restando sola con il suo gatto ed un’altra che fatica ad arrivare a fine mese, per giunta vedova da poco. Dopo tanti anni e con storie diverse che le hanno tenute lontane, le tre ritrovano il piacere di passare del tempo insieme, capiscono che comunque le loro vite, formalmente molto diverse, le hanno portate per molti versi a traguardi simili e si confessano la voglia di diventare madri. Dopo una notte folle tra risse,recriminazioni, risate e alcool giungono ad una conclusione: rimanere incinte insieme e dello stesso uomo. Reclutano così un “prescelto” che, nel loro ricordo, rappresenta e corrisponde all’uomo ideale. Farà quindi ingresso nella vicenda anche un uomo, Alberto, che però nasconde un segreto… Un finale inaspettato dopo una serie infinita di risate per un testo di Juan Carlos Rubio che ha già divertito la Spagna e che non mancherà di fare altrettanto sul palcoscenico del Bobbio.

5 – 8 dicembre 2014, Tiesseteatro srl

Risate sotto le bombe

Un salto indietro nel tempo, in un teatro del 1943. Tempo di guerra e di difficoltà economiche per gli attori delle compagnie, costretti ad arrangiarsi tra mille difficoltà.

Un salto indietro nel tempo, in un teatro del 1943. Tempo di guerra e di difficoltà economiche per gli attori delle compagnie, costretti ad arrangiarsi tra mille difficoltà. Girare l’Italia diventa difficile e le difficoltà aumentano quando si tratta di trovare un ingaggio, non solo per la scarsità di spettacoli in cui potere lavorare ma anche per il grande rischio di incappare in qualche impresario pronto a scappare con l’incasso. “Risate sotto le bombe” parte proprio da qui. Da un allarme aereo che suona poco dopo l’inizio di uno spettacolo, seminando il panico tra il pubblico, che si affretta ad abbandonare la sala, lasciando gli attori ed i cantanti nel camerino del coro, sotto il palcoscenico, rinchiusi ad aspettare il cessato allarme.

Le Sorelle Marinetti, il capocomico Altiero Fresconi, il refrenista Rollo, la soubrettina Velia Duchamp e alcuni musicisti si ritrovano quindi in uno spazio molto limitato, che va ad amplificare la precarietà dei loro rapporti personali. Per cercare di passare il tempo in maggiore serenità decidono di dedicarsi alle prove di un nuovo spettacolo che dovrebbe debuttare la settimana successiva in un grande teatro cittadino, ma devono fare i conti con i morsi della fame, che li attanaglia, complice un digiuno forzato di più giorni. L’entusiasmo e le forze inizieranno a scarseggiare, e il segnale di cessato pericolo tarda ad arrivare.

Risate sotto le bombe è una commedia brillante scritta da Giorgio Umberto Bozzo, ideatore del progetto “Sorelle Marinetti”, e dal comico Gianni Fantoni che con la leggerezza e il brio che contraddistingue gli spettacoli delle Marinetti saprà raccontare le disavventure umane e artistiche di questa sgangherata compagnia d’avanspettacolo. Un viaggio divertente negli anni bui della guerra, vissuto anche attraverso canzoni straordinarie che verranno eseguite dal vivo.

12 – 17 dicembre 2014 P-Nuts / La Contrada – La Contrada Teatro Stabile di Trieste

Giselle

Con Giselle, capolavoro del balletto classico, la danza si fa poesia. Saranno i ballerini del Bashkir State and Opera Ballet di Ufa, la città in cui Rudolf Nureyev ha iniziato la sua carriera, a dare vita a una storia immortale.

Con Giselle, capolavoro del balletto classico, la danza si fa poesia. Saranno i ballerini del Bashkir State and Opera Ballet di Ufa, la città in cui Rudolf Nureyev ha iniziato la sua carriera, a dare vita a una storia immortale. Ispirato alla leggenda delle Villi, spiriti di fanciulle morte prima delle nozze a causa del tradimento dei loro promessi, Giselle è l’emblema del Romanticismo. Sulle meravigliose musiche di Adolphe C. Adam, la storia narra di una giovane popolana amante della danza e del suo amore sfortunato per Loys, che la condurrà alla morte. Intenso e passionale, quanto lirico ed etereo, il ruolo di Giselle rappresenta il traguardo più ambito di ogni ballerina.

Un evento in collaborazione con il “Circuito Danza” di “aArtistiAssociati” di Gorizia.

19 dicembre 2014 Bashkir State and Opera Ballet | Ufa

Premiata ditta Trieste & Figli

Premiata Ditta Trieste & Figli è un appassionante “Musikspiel” sulla storia di Trieste: da comune medievale a città imperiale, nido d’amore di Massimiliano e Carlotta, emporio di Francesco Giuseppe…

Premiata Ditta Trieste & Figli è un appassionante “Musikspiel” sulla storia di Trieste: da comune medievale a città imperiale, nido d’amore di Massimiliano e Carlotta, emporio di Francesco Giuseppe svanito nel “ribalton”.

Trieste in Tricolore, Trieste Angloamericana, Trieste che ritorna italiana. Un susseguirsi di canzoni, commozione e allegria in uno spettacolo ricco di quella straordinaria ironia, vivace come l’anima triestina.

20 – 21 dicembre 2014, Associazione Tredici Casade

Puzzle

Puzzle è una composizione corale e poliedrica, realizzata attraverso l’accostamento di coreografie storiche che hanno reso famosi i Kataklò.

In seguito al grandissimo successo di pubblico e critica ottenuto nelle più importanti città italiane, continua a grande richiesta la tournée di Puzzle, lo show che ha travolto il pubblico italiano ed estero con la sua ondata di freschezza.

Fortemente voluto da Giulia Staccioli che ne firma la regia e la supervisione, Puzzle è una composizione corale e poliedrica, realizzata attraverso l’accostamento di coreografie storiche che hanno fatto grande la compagnia e ideazioni dei danzatori stessi che hanno avuto la “licenza di fantasia” dalla direttrice artistica.

9 gennaio 2015, Mito srl

Quello che parla strano

Gli spettacoli di Maurizio Lastrico sono il frutto della sua interazione con il pubblico. La sua sperimentazione sul linguaggio parlato e scritto nasce dall’osservazione di realtà fra loro molto distanti.

Gli spettacoli di Maurizio Lastrico sono il frutto della sua interazione con il pubblico. La sua sperimentazione sul linguaggio parlato e scritto nasce dall’osservazione di realtà fra loro molto distanti: il mondo dei bar, in cui si mescolano borbottii e luoghi comuni, gli oratori delle parrocchie, i teatri stabili in cui si mettono in scena i grandi classici, le scuole (dell’obbligo e di recitazione), la campagna e la città.

Maurizio reciterà i suoi celebri endecasillabi”danteschi”, che mescolano il tono alto e quello basso, che raccontano con ironia di incidenti quotidiani, di una sfortuna che incombe, di un caos che gode nel distruggere i rari momenti di tranquillità della vita. Proporrà inoltre le sue storie condensate, in cui la sintesi e l’omissione generano un gioco comico di grande impatto. Celebrerà poi l’opera del grande (finto) poeta napoletano Tino Capuozzo.

9 gennaio 2015, Mito srl

Forbici & Follia

Uno spettacolo sempre diverso, come il suo finale. “Forbici e follia” è in scena da trentacinque anni a Boston e detiene il primato dello show- non musical- più longevo degli Stati Uniti.

Uno spettacolo sempre diverso, come il suo finale. Un salone di parrucchieri fotografato in una giornata qualunque, con un parrucchiere gay all’opera affiancato da una sciampista di periferia. Nel salone, un sedicente antiquario e una signora dell’alta borghesia. Potrebbe sembrare tutto normale se dall’appartamento al piano di sopra non arrivassero le forze dell’ordine per indagare su un omicidio appena compiuto.

Scovare il colpevole potrebbe rivelarsi complicato se non fosse evidente che ci sono dei testimoni oculari su cui contare per poter interrogare i quattro sospettati: gli spettatori.

Impegnati su un copione, che ogni sera cambia, e pronti ad affrontare indicazioni, suggerimenti ed accuse sempre nuovi, saranno Michela Andreozzi, Roberto Ciufoli, Max Pisu, Barbara Terrinoni, Nino Formicola e Nini Salerno, per la regia di Marco Rampoldi. Una prova attoriale molto impegnativa, in cui l’improvvisazione ha un peso fondamentale, che saprà divertire il pubblico, al punto da spingerlo a tornare a rivedere lo spettacolo, per capire su chi si orienteranno i sospetti nelle sere successive.

“Forbici e follia” è in scena da trentacinque anni a Boston e detiene il primato dello show- non musical- più longevo degli Stati Uniti. Testo di uno psicologo svizzero, Paul Portner che è andato in scena con enorme successo a Ulm nel 1963.

Incuriositi dall’enorme successo ottenuto dallo spettacolo, Marilyn Abrams e Bruce Jordan, ne hanno ottenuto i diritti e lo hanno adattato per portarlo in scena in America, nel 1978, ottenendo, da allora, un consenso senza precedenti.
16 – 21 gennaio 2015, Artisti Associati in collaborazione con Artù Produzioni

La vita che ti diedi

Pirandello sa spingersi fino in fondo alle ossessioni umane e con La vita che ti diedi si inoltra nel territorio dell’amore materno mescolandolo con il ricordo che spesso va a sostituirsi alla presenza fisica.

Pirandello sa spingersi fino in fondo alle ossessioni umane e con La vita che ti diedi si inoltra nel territorio dell’amore materno mescolandolo con il ricordo che spesso va a sostituirsi alla presenza fisica.

Donn’Anna è una madre che da sette anni non vede il proprio figlio. Questo nella vita reale, perchè in tutto quel tempo lei ha continuato a vivere quel figlio, di giorno in giorno, portandolo con se in tutte le sue esperienze, condividendo con lui tutto, e vedendolo maturare, mantenendo sempre i tratti di quel giovane che aveva cresciuto. Un rapporto che si fa forte di un amore incondizionato che solo chi ha dato la vita può provare.

Difficile quindi, se non addirittura impossibile, accettare di riconoscere nello sconosciuto che si presenta a casa quel figlio che tanto aveva amato, vedendo al suo posto un uomo in fin di vita, assolutamente diverso da quello che lei aveva impresso nella mente.

Ecco perchè, quando due giorni dopo quell’uomo muore, Donn’Anna non rimane affatto colpita dalla perdita. L’arrivo dell’amante incinta di lui aiuterà la madre a vedere finalmente la realtà con i propri occhi e non attraverso la proiezione della sua mente. Solo così la vita immaginata che la madre aveva dato al figlio si sgretolerà lasciando spazio a quelle lacrime che fino ad allora non aveva saputo versare.

Un testo molto intenso che verrà portato in scena da una coppia che ha sempre saputo emozionare il pubblico come Patrizia Milani e Carlo Simoni..

30 gennaio – 4 febbraio 2015, Teatro Stabile di Bolzano

Comedians

Pirandello sa spingersi fino in fondo alle ossessioni umane e con La vita che ti diedi si inoltra nel territorio dell’amore materno mescolandolo con il ricordo che spesso va a sostituirsi alla presenza fisica.

Restare fedeli ai propri ideali o tradire gli insegnamenti ricevuti per ottenere successo? Questo il dilemma che anima “Comedians”, riflessione seria in chiave comica che parte dal mondo dello spettacolo per diventare metafora della vita.
Il testo, scritto dal drammaturgo britannico Trevor Griffiths nel 1975, ci presenta un gruppo di aspiranti comici, allievi di un ex attore impegnato politicamente, alle prese con il provino che potrebbe cambiar loro la vita. Ad esaminarli sarà un pezzo grosso dello show business, nonché una vecchia conoscenza del loro insegnante, che con lui condivide un passato da comico ma non certo gli stessi gusti artistici. Il tutor, una sorta di Dario Fo che non ha conosciuto il successo, è portavoce di una comicità graffiante, che vuole incidere sulla realtà affrontando temi di carattere sociale; il talent scout, al contrario, vede nella comicità il puro svago che non deve impensierire il pubblico. Tanto idealista è il primo, quanto pragmatico e affarista è il secondo, capace di dire “non siamo missionari, siamo dispensatori di risate”.
Quando fu messo in scena dal Teatro dell’Elfo nel 1985, nella storica edizione diretta da Gabriele Salvatores, “Comedians” anticipava problematiche e temi che nel nostro Paese sarebbero diventati dirompenti con l’accrescersi d’importanza delle televisioni private e il conseguente obnubilamento di massa.
Lo spettacolo ebbe uno straordinario successo e il suo gruppo, composto da artisti giovanissimi e allora quasi sconosciuti, quali Paolo Rossi, Claudio Bisio, Silvio Orlando, Antonio Catania, Bebo Storti, Gianni Palladino, Gigio Alberti, Renato Sarti, Gino e Michele, contribuì all’affermazione dell’anima comica di Zelig che, nato come piccolo cabaret in periferia, avrebbe poi dato vita all’omonimo programma televisivo record d’ascolti. Riproporre oggi, a trent’anni di distanza, quella stessa versione di “Comedians” rischierebbe di risultare meno incisivo. Son cambiati i tempi.
Da questa ultima riflessione è nata l’idea di innovare completamente la messa in scena dello spettacolo facendolo interpretare da un gruppo, affiatatissimo, di attrici, per offrire al pubblico una versione assolutamente inedita, completamente al femminile. Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni, attrici comiche di grande spessore e amatissime dal pubblico, che le ha applaudite nel recentissimo successo “Stasera non escort”, saranno le “aspiranti comedians”, affiancate dalle bravissime Nicoletta Ramorino, attrice di teatro e cinema, e Rossana Mola.
Poco importa sapere chi resterà fedele ai propri ideali e chi tradirà gli insegnamenti ricevuti per ottenere successo, di certo c’è che a vincere sarà la comicità che fa pensare. Il tipo di comicità a cui ci ha abituati Renato Sarti, che fece parte di quella storica messa in scena e che, con spettacoli come “Nave fantasma”, “Io santo tu beato”, “Ritter, Dene, Voss”, in questi ultimi anni ha proposto un teatro popolare che cerca di svelare le lacerazioni della società e della vita anche tramite la risata e lo sberleffo.

10 febbraio 2015, Teatro della Cooperativa

The sisters, La via del Successo

I 25 brani in programma-tra i quali Ain’t no mountain, Joyful joyful, I will follow him, Respect, Think, Proud Mary-vengono riportati in chiave moderna e conditi di una robusta dose di r&b, soul e pop.

Questo spettacolo, è liberamente ispirato alla carriera del gruppo vocale femminile statunitense “The Supremes”, in auge negli anni ’60. Al percorso delle personali capacità artistiche, delle loro passioni, e alla costruzione della propria carriera. La maggior parte dei loro successi furono scritti dal principale team produttivo della Motown Records, che le portò, con dodici singoli in vetta alla classifica Billboard Hot 100 e alla classifica R&B.
All’apice del loro successo, a metà degli anni ’60, i media cominciarono a parlare di loro come possibili rivali dei Beatles. Quanto alla popolarità mondiale la loro esperienza rese possibile per i futuri artisti di R&B e afroamericani di arrivare ad un grosso successo discografico. Nel 1970 Diana Ross lasciò il gruppo per intraprendere la carriera da solista, mentre le Supremes continuarono fino al 1977. Si sciolsero dopo una lunga carriera di quasi vent’anni di successo. Nel maggio 1983 si riunirono in occasione di uno special televisivo per i festeggiamenti dei venticinque anni della Motown Records.
Nel 1981 debutta a Broadway il musical “Dreamgirls”, chiaramente ispirato alla storia delle Supremes, che nel 2006 viene adattato per il cinema vincendo tre Golden Globe e due Premi Oscar.
Nel 1988 le Supremes sono state inserite nella “Rock and Roll All of Fame”, e nel 1988 nella “Vocal Group Hall of Fame”.
Nel 1994 gli è stata assegnata una stella nella “Hollywood Walk of Fame”.
The Sisters, la via del successo, e’ strutturato come il classico musical americano, che mette in risalto soprattutto le caratteristiche squisitamente musicali delle tre straordinarie interpreti. Infatti, i 26 brani in programma, tra i quali Joyful joyful, Respect, Think, Proud Mary, I’m telling you, Listen, I can’t hurry love, Stop! In the name of love, Soul man (The Supremes, Aretha Franklin, Tina Turner, James Brown, Dreamgirls) vengono riportati in chiave moderna e conditi di una robusta dose di r&b, soul e pop. Brani talmente noti al pubblico, che concedono ampi spazi agli interpreti, al balletto e alla grande orchestra dal vivo in scena, permettendo loro di sfoggiare la propria incredibile bravura, e sicuramente trasmettere la contagiosa allegria trascinante del ritmo delle canzoni, lasciate rigorosamente in inglese. Il tutto condito da uno sfavillante allestimento scenico, costumi scintillanti, e dai potenti mezzi illuminotecnici e audiovisivi.
Karen, Mary e Frenchie, fanno parte dello stesso gruppo di studi della Detroit Art School. Il loro sogno è quello di mettere in scena uno spettacolo musicale. Grazie ai contatti di Frenchie, riescono a strappare un appuntamento al più importante manager di musica afroamericana: Martin Thomas, il quale, credendo nelle loro straordinarie doti vocali, gli organizza un concerto nel prestigioso Saint James Theatre di New York. Da quel momento, grazie anche al successivo intervento di Roger Peterson, presidente della Motown Records, l’ascesa verso il successo è predestinata.

Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=5U2__K-MlW0&feature=youtu.be
13 – 16 febbario 2015, Tiziana D’Anella

Mastro Don Gesualdo

Capolavoro della letteratura italiana, questo spettacolo saprà certo far riflettere, ed Enrico Guarnieri sarà un protagonista in grado di offrire una grande autenticità ad un personaggio che è suo conterraneo.

Con Mastro Don Gesualdo, Giovanni Verga evidenzia quanto sia difficile riuscire a fare il grande salto, ed entrare a far parte di una cerchia di persone ben diverse da quelle tra le quali si è cresciuti.

Può sembrare la semplice storia di un uomo cresciuto in povertà, al quale la vita ha riservato delle grandi opportunità, permettendogli di arricchirsi con il suo lavoro. Ma con i soldi cambiano anche le prospettive e le aspirazioni, e per l’ex muratore un matrimonio con una nobile decaduta come Bianca Trao può diventare la chiave per la sua ascesa sociale, con l’acquisizione di quel “Don” che andrebbe a fornire una connotazione ben diversa rispetto a quel “Mastro” che si era conquistato col duro lavoro.

Purtroppo per lui, i due titoli a quel punto diventano un’arma a doppio taglio, con il “Don” che lo allontana irrimediabilmente dalle persone che aveva sempre frequentato ma che gli aristocratici non riconoscono appieno, deridendolo e continuando a considerarlo un semplice “mastro”.

Ma le sue scelte hanno delle conseguenze ancora più disarmanti, perché, allontanato dagli altri, non può nemmeno contare sul conforto della sua famiglia, avendo sposato una donna innamorata di un altro uomo che gli ha dato una figlia nata dal rapporto con questi.

Mastro Don Gesualdo però lo ignora e vizia la figlia che pensa sua, facendola studiare in scuole per nobili, per arrivare a costringerla a sposarsene uno quando la giovane si innamora invece di un suo cugino.

Rimasto vedovo, costretto a scappare per i moti rivoluzionari del ’48, e ammalato, a Mastro Don Gesualdo non resta che guardare inerme la figlia sperperare le sue ricchezze.

Capolavoro della letteratura italiana, questo spettacolo saprà certo far riflettere, ed Enrico Guarnieri sarà un protagonista in grado di offrire una grande autenticità ad un personaggio che è suo conterraneo.

20 – 25 febbraio 2015, M&C Produzioni

DUUM

Non solo acrobati, ma anche interpreti pronti per un grande salto che darà loro non solo la libertà ma anche una diversa visione delle cose.

Non solo acrobati, ma anche interpreti pronti per un grande salto che darà loro non solo la libertà ma anche una diversa visione delle cose. L’ultimo spettacolo teatrale dei Sonics, DUUM, rende omaggio ad “Agharta”, il mondo leggendario situato nelle viscere della terra.

E proprio lì verrà virtualmente catapultato il pubblico, pronto a seguirli in questa nuova, entusiasmante avventura. Un viaggio immerso nei luoghi di un mondo mitico avvolgente, del quale i Sonics cercano di immaginare e descrivere i colori, le regole, i ritmi e gli equilibri con acrobazioe mozzafiato, performance atletiche, grandi macchine sceniche e giochi di luce.

6 marzo 2015 produzione Fanzia Verlicchi per Equipe/Sonics srl

Carta Canta

Unico al mondo per la sua capacità di trasformarsi in centinaia di personaggi diversi ad una velocità impressionante e con un semplice gesto, Ennio Marchetto riscuote un successo unanime ovunque si esibisca.

Basta il nome: Ennio Marchetto, per far evocare un universo coloratissimo, fatto di carta. “Carta canta” è il titolo della sua nuova appassionante avventura, attraverso la quale porterà il pubblico a sorridere e a cantare.

Unico al mondo per la sua capacità di trasformarsi in centinaia di personaggi diversi ad una velocità impressionante e con un semplice gesto, Marchetto riscuote un successo unanime ovunque si esibisca in Italia o all’estero, contando su uno show che non ha bisogno di adattamenti o traduzioni per andare in scena.

Il suo è un mondo nel quale la sua grande abilità di performer incontra le sue creazioni cartacee: abiti, parrucche, semplici oggetti, che riescono a trasformarlo in un istante in Madonna, Lady Gaga, Ornella Vanoni, Arisa, Einstein, Morticia Addams, Maria Callas, Tina Turner, Pavarotti, Mina, Liza Minelli, Marylin Monroe, Vasco Rossi o nella coppia Celentano-Mori.

E in questo incessante susseguirsi di volti con le loro movenze e le loro grandi hit, sarà impossibile non lasciarsi andare a qualche espressione di stupore che si alternerà alle risate. Basta infatti un particolare, e Marchetto sa bene come usare la sua collaudata esperienza nel catturare quel dettaglio che rende paradossalmente un personaggio la base su cui costruirne un altro.

Con Ennio Marchetto si va ben oltre la magia e l’immaginazione, riuscendo quasi a non credere ai propri occhi.

13 marzo – 16 marzo 2015, Produzioni Terry Chegia

Casta Away – La tempesta imperfetta

Trappola mortale è un incastro perfetto, tra umorismo, suspance e forti tensioni, definiti dai critici “due terzi thriller, un terzo commedia”.

Dove eravamo rimasti? Ah si: Berlusconi fuori dai giochi, la sinistra al potere, Bersani al governo, Grillo a urlare nelle piazze…E dove siamo finiti? Bersani fuori dai giochi, Berlusconi al governo, Grillo a urlare nelle piazze…

E’ l’Italia della Tempesta Imperfetta, delle rivoluzioni di velluto, un Paese in cui la nave è sempre lì che affonda ma poi la vedi che si allontana, coi tizi di sempre che ti esibiscono il gesto dell’ombrello dagli oblò, mentre tu ti ritrovi in un’isola deserta. Naufrago. Con la Casta che se ne va Away, ovvero lontano da Te e dalla gente normale…

18 marzo 2015, ITC 2000 srl

Trappola mortale

Trappola mortale è un incastro perfetto, tra umorismo, suspance e forti tensioni, definiti dai critici “due terzi thriller, un terzo commedia”.

Un capolavoro del giallo teatrale di Ira Levin, nonché uno degli spettacoli gialli più longevi di Broadway, che è stato portato anche sul grande schermo da Sidney Lumet nel 1982 con Michael Caine e Christopher Reeve.

Trappola mortale è un incastro perfetto, tra umorismo, suspance e forti tensioni, definiti dai critici “due terzi thriller, un terzo commedia”. Capace di fare ridere anche in momenti in cui si sta con il fiato sospeso.

Sydney Bruhl è un commediografo ormai finito, incapace di dare tensione e drammaticità ai testi che portain scena. Forse un nuovo e inatteso successo potrebbe salvare la sua reputazione di scrittore e l’occasione d’oro gli viene offerta dal giovane Clifford Anderson che ha appena terminato di scrivere un gialloveramente avvincente: Trappola mortale.

Clifford Anderson ha scritto “Trappola mortale” e non esita ad incontrare Bruhl per parlare di eventuali correzioni. Ma la casa del famoso autore si trasforma in un’enorme trappola che sa nasconderne altre, come dentro ad ogni uomo non esiste una sola anima.

In questo nuovo, appassionante allestimento Corrado Tedeschi con Ettore Bassi e Miriam Mesturino, diretti da Ennio Coltorti, saranno al centro di un meccanismo pericolosissimo che Luigi Lunari ha attualizzato, sostituendo le vecchie macchine da scrivere con i moderni computer, rendendo ancora più fresco un testo che dal 26 febbraio 1978, giorno in cui ha debuttato al Music Box Theatre di Broadway, sa stregare il pubblico.

20 – 25 marzo 201,5 Artù Produzioni

Lei è ricca, la sposo, l’ammazzo

Difficile la vita per chi è abituato a tutti gli agi e si ritrova inaspettatamente privo di fondi. Serve una grande capacità di adattamento o un approccio fantasioso per risolvere la situazione.

Difficile la vita per chi è abituato a tutti gli agi e si ritrova inaspettatamente privo di fondi. Serve una grande capacità di adattamento o un approccio fantasioso per risolvere la situazione.

Ma per chi ha passato anni scialacquando una fortuna la soluzione più semplice è quella di ricorrere a un mafioso, che garantisce una liquidità immediata a delle condizioni particolarmente onerose.

Ecco allora che anche lo scapolo più incallito può arrivare a meditare un matrimonio. Non di certo per amore, ma per soldi. Poco importa, quindi, se l’ereditiera individuata ad hoc è appassionata di strani insetti. Basta che sia libera, ricchissima e senza legami.

Dopo il matrimonio, infatti, il suo destino è quello di finire ammazzata, per dare libero accesso al suo patrimonio al povero vedovo, che tornerebbe così ad essere scapolo e felice come prima di incontrarla. Ma con l’amore, si sa, ci sono sempre degli imprevisti, e forse il piano perfetto potrebbe subire qualche variazione.

Liberamente ispirato all’omonimo film con Walter Matthau ed Elaine May, “E’ ricca, la sposo, l’ammazzo” arriva a teatro in un nuovo allestimento firmato da Mario Scaletta.

10 – 15 aprile 2015, Compagnia Molière

Donne in cerca di guai

Donne in cerca di guai

Ma se tre amiche di mezza età decidessero di convivere per smorzare quella sensazione opprimente di solitudine e per aggiungere un pizzico di vitalità alle loro giornate?

La crisi di mezza età raccontata al femminile. I sogni infranti, i cuori spezzati, e le aspettative di quello che viene considerato il sesso debole. Ma se tre amiche decidessero di convivere per smorzare quella sensazione opprimente di solitudine e per aggiungere un pizzico di vitalità alle loro giornate?

Una casa, ottenuta con il fallimento di un matrimonio, diventa il loro regno, nel quale, da vere e proprie moderne amazzoni, gestiscono il loro universo. Tutto prende una forma diversa e loro riescono a costruire un equilibrio che potrebbe funzionare, finalmente libere da tutto e da tutti.

Addio alle ore passate in cucina e davanti allo specchio per un trucco che possa dissimulare i segni del tempo, e largo invece alle frecciatine nei confronti della ventenne con la quale il marito di una di loro ha deciso di passare il resto dei suoi anni. Un vicino di casa cordiale le supporta ma l’arrivo del figlio di un’amica potrebbe mettere a repentaglio la loro nuova vita nonostante si siano promesse di non permettere al giovane di interferire con le loro abitudini. Le guerriere però ritornano ad essere donne, ed iniziano a fare i conti con l’amore e le loro scelte e con quella solitudine che troppo spesso si cerca di fugare nascondendosi in qualcosa che riesce solo ad amplificarla.

Uno spettacolo che da cinque anni diverte il pubblico francese, che esce dalla penna di un abile osservatore come Jean-Marie Chevret e che si fregia di tre primedonne straordinarie come Barbara Bouchet, Iva Zanicchi e Corinne Clery.

17 – 20 aprile 2015, Quinte d’Argento

© 2016 La Contrada - Teatro Stabile di Trieste sas impresa sociale di Livia Amabilino e C. P.I. 00199460320.