STAGIONE 2018-2019

Basabanchi rèpete

di: Alessandro Fullin – regia: Alessandro Fullin – con: Ariella Reggio, Alessandro Fullin, Rosanna Bubola, Franko Korošec, Francesco Godina, Valentino Pagliei, Sara Zanni e Leonardo Zannier

Trieste 1958. In questo testo scanzonato e irriverente che mette a nudo tutti i vizi del pensare comune, Fullin racconta le vicende di una Trieste che da quattro anni è tornata all’Italia. Il benessere del dopoguerra è palpabile ma non nel monastero di via Biasoletto: la Madre Superiora infatti, per rilanciare l’Istituto, si è cimentata nell’impresa di far affrescare le antiche pareti dal noto pittore Duccio da Sgonico. È l’inizio di nuove avventure per le suore del convento che si troveranno coinvolte negli inganni della Guerra Fredda. Con Basabanchi rèpete tornano in scena le scanzonate Sorelle della Beata Pinza!

19-31 ottobre 2019, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Un autunno di fuoco

di Eric Coble traduzione di Marco Casazza – regia: Marcello Cotugno – con: Milena Vukotic e Maximilian Nisi

Una donna anziana barricata in casa e un intruso che si in la dalla finestra. È così che inizia Un autunno di fuoco, commedia dolce e graffiante sui delicati e spesso esplosivi rapporti tra madri e figli. Ma Alexandra non è una vecchietta indifesa, bensì un’artista quasi ottantenne alla resa dei conti con la sua famiglia per stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni di vita. Con un’arguzia inaspettata in una donna dall’aspetto così gentile, una passione vulcanica e una pila di bombe Molotov, Alexandra si chiude in casa minacciando di dar fuoco a tutto piuttosto che finire in una casa di riposo. E l’intruso è Chris, il più giovane dei tre gli: spetta a lui convincere Alexandra a lasciare la sua casa, mentre le prime bombe emotive iniziano a detonare.

9-14 novembre 2018, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Butterfly. Narrazione in Opera Giapponese.

di Silvia Priori da uno studio su “Madame Butterfly” di David Belasco – regia: Kuniaki Ida – con: Silvia Priori e Kaoru Saito (soprano)

Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera, Madame Butterfly, dopo aver assistito a Londra, nel luglio 1900, all’omonima tragedia in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell’americano John Luther Long del 1898. Vogliamo oggi raccontare la vicenda intima di Butterfly, la sua carica emotiva, la sua purezza e la sua instancabile attesa in un’atmosfera esotica. La sua solitudine è l’alcova per sognare il desiderato incontro con il suo amato, una Penelope orientale che tesse le trame di un amore infinito, fedele, devoto, che va oltre se stessa. La nostra Butterfly è la celebrazione della speranza sul confine fra realtà e illusione, dell’affetto materno fino a giungere all’autoeliminazione per la felicità altrui.

16 novembre 2018, Teatro Blu

Giuseppe Fiorello in “Penso che un sogno così…”

di Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni – regia: Giampiero Solari – spettacolo musicale con Giuseppe Fiorello – musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma

A grande richiesta Penso che un sogno così… torna ad emozionare il pubblico nei più importanti Teatri d’Italia! Forte di un successo già sperimentato nelle passate stagioni, questo omaggio musicale alla grande figura d’artista e di uomo di Domenico Modugno è uno spettacolo che piega il pubblico al suo desiderio: ridere, piangere, sognare. Giuseppe Fiorello sale a bordo del deltaplano delle canzoni di Modugno e sorvola la sua infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Attraverso questo viaggio invita i protagonisti della sua vita ad uscire dalla memoria e accompagnarlo sul palco, per partecipare insieme ad un avventuroso gioco di specchi.

23-24 novembre 2018, Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo / IBLA Film

Nel nostro piccolo

scritto da: Francesco Villa, Alessandro Besentini, Alberto Ferrari e Antonio De Santis – regia: Alberto Ferrari – con: Ale & Franz, Luigi Schiavone (chitarra elettrica/acustica), Fabrizio Palermo (basso e voce), Francesco Luppi (tastiere e voce), Marco Orsi (batteria)

Nel nostro piccolo è un viaggio alla ricerca del nostro punto di partenza, quello che ha mosso la nostra voglia e ricerca di comicità. Ma ridendo. Il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano. Sempre ridendo. Il coraggio di vivere storie non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti, che l’amore. La gioia della vita. Ridendo ovviamente. Ridendo riusciamo a scoprire i nostri difetti. La risata è il nostro veicolo fondamentale per riuscire a parlare di noi senza prenderci troppo sul serio. Nel costruire le tappe di questo percorso ci siamo imbattuti nei nostri punti fermi, che ci hanno, grazie al cielo, condizionato: Giorgio Gaber e Enzo Jannacci. Loro sono stati la scintilla che ci ha permesso di vedere l’uomo come il centro di tutto. Conoscere il suo mondo. Vederlo mentre ci gira intorno. Un mondo, sofferto e gioioso, colorato e grigio, assolato e buio. Ma sempre, e comunque un mondo vero, reale. Senza timori, senza remore. Ci hanno mostrato che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini, persone, uguali a noi. Perché un amore andato male è una storia che abbiamo sentito mille volte, e mille volte ancora sentiremo, perché le emozioni non finiscono mai. Tutto questo porteremo con noi, sul palco, quei pensieri, quelle parole, quelle note, in cui c’è anche il punto di partenza, la nostra piccola storia. Il nostro piccolo. E vi racconteremo la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano. L’aria di Milano. Di quegli anni. Ma ridendo sempre!!! Nel nostro piccolo.

28 novembre 2018, Produzione ITC2000 / Distribuzione Terry Chegia

Miss Marple. Giochi di prestigio

di: Agatha Christie adattamento di Edoardo Erba – regia: Pierpaolo Sepe – con: con: Roberto Citran e Sabrina Scuccimarra e con Sebastiano Bottari, Marco Celli, Giulia De Luca, Stefano Guerrieri e Laura Serena

Miss Marple – la più famosa detective di Agatha Christie – sale per la prima volta su un palcoscenico in Italia. E lo fa con la simpatia di Maria Amelia Monti, che dà vita a un personaggio contagioso, in un’interpretazione che creerà dipendenza. Con lei due attori di originale talento come Roberto Citran e Sabrina Scuccimarra, e un gruppo di giovani dalla strabordante energia scenica. Siamo alla fine degli anni ‘40, in una casa vittoriana della campagna inglese. Miss Marple è andata a trovare la sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive lì col terzo marito, Lewis, e vari figli e figliastri dei matrimoni precedenti. Di questa famiglia allargata, fa parte anche uno strano giovane, Edgard, che aiuta Lewis a dirigere le attività filantropiche. Il gruppo è attraversato da malumori e odi sotterranei, di cui Miss Marple si accorge ben presto. Durante un tranquillo dopocena, improvvisamente Edgard perde i nervi: pistola in pugno minaccia Lewis e lo costringe a entrare nel suo studio. Il delitto avviene sotto gli occhi terrorizzati di tutti. Ma le cose non sono come sembrano. Toccherà a Miss Marple, in attesa dell’arrivo della polizia, capire che ciò che è successo non è quello che tutti credono di aver visto. Il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato. Come a teatro. Come in un Gioco di Prestigio. Adattando il romanzo, Edoardo Erba riesce a creare una commedia contemporanea, che la regia di Pierpaolo Sepe valorizza con originalità, senza intaccare l’inconfondibile spirito di Agatha Christie.

30 novembre – 3 dicembre 2018, Gli Ipocriti – Melina Balsamo

Che disastro di commedia

di: Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields traduzione di Enrico Luttmann – regia: Mark Bell – con: Luca Basile, Stefania Autuori, Marco Zordan, Viviana Colais, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed e Valerio Di Benedetto e con la partecipazione di Gabriele Pignotta

Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori strampalati che, goffamente, tentano di parare i colpi degli svariati tragicomici inconvenienti che si intromettono tra loro ed il copione con estro e inventiva, tanto da non lasciare spazio a nient’altro che a incontenibili risate e divertimento travolgente. Tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, le porte non si aprono, le scene crollano, gli oggetti scompaiono e ricompaiono altrove. Tutto è studiato nei minimi particolari con smaliziato umorismo senza mai risultare artefatto o stucchevole.  Il ritmo incessante dello spettacolo, se da un lato coinvolge il pubblico in un vortice impetuoso di ilarità, dall’altro palesa la grandissima fatica fisica che i protagonisti mettono in gioco per rappresentare i disastri che si accumulano in un crescendo senza controllo. Applausi a scena aperta per i protagonisti, un cast di istrionici professionisti con dei tempi comici senza eguali, che sono riusciti, tra recitazione e tecnica, a fare di questa commedia un piccolo grande miracolo. 

7-12 dicembre 2018, Ab Management

Roderick Giles & Grace Gospel Group

Roderick Giles nasce a Washington, dove frequenta la Eastern High School ed entra nel rinomato Eastern High School Choir. Studia musica sotto la guida
del Dott. Joyce Garrett, suo mentore, che stima profondamente e al quale attribuisce la sua esperienza musicale. Roderick ha fondato una propria agenzia musicale, la Giles Music Group dove ha sempre dimostrato di essere “la soluzione unica per la musica di qualità!” Grace è un gruppo di sei cantanti di grande talento, formato da Roderick per esprimere il suo modo di interpretare la musica. Il Coro interpreta diversi stili musicali, tutti ispirati al gospel che resta il genere alla base delle loro esibizioni. I cantanti del Grace lavorano anche per la Giles Music Group rivestendo il ruolo di interpreti principali. I membri di Grace si sono esibiti in alcune fra le più prestigiose location degli Stati Uniti, fra le quali la Casa Bianca, il Campidoglio, il Kennedy Center e il Washington Convention Center.

14 dicembre 2018, Reggio Iniziative Culturali

Gli elfi di Natale Musical

Family Show di Fantateatro

Un tuffo nell’atmosfera magica del Natale, un viaggio nella poesia, nella dolcezza, ma anche tanta musica e divertimento, acrobazie e danze mozzafiato, vengono ambientate all’interno della colorata scenografia che rappresenta la casa di Babbo Natale. Siamo ormai alla vigilia di Natale, le renne e il carro con i regali sono quasi pronti, manca solo Babbo Natale… tutti gli elfi lo stanno aspettando ma lui non arriva…cosa sarà mai successo?  Babbo Natale è scomparso e nessuno sa dove sia. Saranno l’amore e la bontà a mettere tutto a posto e a regalare allo spettacolo il lieto fine. Uno show ricco di emozione e stupore, grazie agli incredibili effetti speciali, capaci di dare l’illusione della vera magia, e alle energiche coreografie che vedono scatenarsi nella danza tutti gli elfi di Babbo Natale.La musica cantata dal vivo fa da padrona di casa e regala vibranti emozioni a grandi e piccini.

16  dicembre 2018, Fantateatro

Il lago dei cigni

Russian Stars & Moscow State Classical Ballet by Titova

Il Moscow State Classical Ballet di Liudmila Titova è apprezzato dalla critica per la bellezza e l’eleganza dei propri danzatori che, con la fluidità del loro corpo perfettamente unita alla ferrea disciplina, riescono a creare un ensemble coreografico compatto ed armonico, capace di coinvolgere ed ammaliare il pubblico di ogni nazione. Per questo, ciò che distingue questi ballerini, è l’ineccepibile l’equilibrio con cui armonizzano la tensione alla perfezione del movimento e il rigore stilistico dell’arte del balletto classico. Il risultato è una tecnica pulita e raffinata esibita sul palco con grande naturalezza ed impreziosita dalle eccelse doti espressive dei ballerini, che contribuiscono a rendere l’interpretazione impeccabile in tutte le sue sfaccettature, facendo godere a pieno allo spettatore l’eterea bellezza delle opere caposaldo della storia del balletto classico.

30 dicembre 2018

2019 La fine del mondo. Buona fine e… basta!
Un Capodanno di risate e musica, con repertorio musicale ed umorismo adatto a tutte le età!

con: Maxino, Flavio Furian, Raffaele Prestinenzi, Ornella Serafini, Elisa Bombacigno e con i ballerini di Emporio Danza

Ogni anno, secondo qualche profeta, indovino o veggente, dovrebbe essere l’anno della “fine del mondo”. Perché non prepararsi a questo evento in modo diverso dal solito? Con questa premessa, la serata scorrerà tra canzoni, sketch, cabaret e varietà all’insegna del fantomatico ultimo giorno sulla terra. Quale modo migliore per vivere la fine che ci attende se non ripercorrendo la storia della musica italiana, passando dai personaggi che più hanno caratterizzato lo spettacolo e la tv (con le incredibili imitazioni di Flavio Furian) che condurranno uno speciale varietà introducendo le talentuose voci femminili di Ornella Serafini ed Elisa Bombacigno, che assieme al cantante lirico Raffaele Prestinenzi, sapranno passare dall’operetta al musical, dai successi sanremesi ai recenti successi radiofonici, il tutto condito dall’ironia che caratterizza il già consolidato gruppo di lavoro, che si avvale del supporto musicale/umoristico di Maxino, che si cimenterà nelle sue parodie più celebri, ma con un occhio di riguardo all’interazione con la platea. Infatti, oltre a cantare e ridere coi protagonisti, il pubblico potrà inviare suggerimenti, risposte a sondaggi improbabili e persino televotare tramite il proprio telefono. Sul palco, oltre alla musica, ampio spazio al cabaret, e il filo conduttore verrà consolidato tramite l’apparizione di numerosi personaggi quali il Mago Otelma, l’Esorcista, l’Oracolona, ognuno con le sue strampalate profezie. Non mancheranno gli interventi dell’Emporio Danza di Viviana Penso, con i suoi bravissimi ballerini, a movimentare e colorare ulteriormente la struttura della serata. Si correrà velocemente verso il fatidico countdown della mezzanotte con l’ennesima attesa della nuova “fine del mondo”, sperando anche questa volta nell’errata profezia e poter festeggiare tutti assieme con spumante e panettone l’arrivo del 2019, e come da tradizione, poter cimentarsi in una liberatoria Radetsky March con intervento del pubblico, condotta da un improbabile maestro Muti. Un capodanno di risate e musica, con repertorio musicale ed umorismo adatto a tutte le età.

31 dicembre 2018, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

La traviata. L’intelligenza del cuore

di: Lella Costa e Gabriele Vacis – regia: Gabriele Vacis – con: Lella Costa, (pianoforte) Davide Carmarino, (soprano) Scilla Cristiano/Francesca Martini, (tenore) Giuseppe Di Giacinto/Lee Chung Man

Lella Costa torna a confrontarsi con l’opera teatrale-musicale, scritta con Gabriele Vacis, che rende omaggio a tutte le “traviate” del mondo. E lo fa non solo attualizzando un tema che continua ad essere centrale nella sua poetica, ‘l’intelligenza del cuore’, ma rivedendo insieme a Gabriele Vacis la messinscena.Sul palco infatti, denudato da orpelli scenografici, un pianoforte accompagnerà le arie della Traviata cantate da un tenore e un soprano, consentendo a Lella Costa di intessere un dialogo impossibile con Violetta e Alfredo, mescolando con abilità e umorismo il celebre romanzo di Alexandre Dumas, il libretto di Piave e le musiche di Verdi, recitando tutte le parti della storia e non solo. Dalla Signora delle Camelie alle ragazze di strada, Lella Costa darà voce e corpo anche a due dive scelte come simbolo dell’amore non corrisposto, Maria Callas e Marilyn Monroe. Donne lontane ma simili, perché, in fondo, “ogni donna è stata ed è una bellissima bambina, troppo spesso trasformata in merce da chi non riesce a comprenderne il bisogno d’amore e di cura”. Traviata è stato il grande successo nato del sodalizio artistico con Gabriele Vacis, ma a distanza di oltre dieci anni non risente del tempo, anzi acquista valori e significati nuovi, indagando lucidamente, con grazia ed ironia, la realtà femminile. “L’intelligenza del cuore è quella messa in campo quando si ama: la capacità – dice Lella Costa – di cambiare la propria vita quando sfugge, restituirle un appiglio quando sembra scivolare via”.

11-14 gennaio 2019, Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano con Mismaonda in collaborazione con Società dei Concerti di Parma

Il fu Mattia Pascal

di: Luigi Pirandello, adattamento: Daniele Pecci – regia di: Guglielmo Ferro – con: Daniele Pecci con Rosario Coppolino e Maria Rosaria Carli e con Giovanni Maria Briganti, Adriano Giraldi, Diana Höbel, Marzia Postogna e Vincenzo Volo

Mattia Pascal vive a Miragno, immaginario paese della Liguria. Il padre, intraprendente mercante, ha lasciato alla famiglia una discreta eredità, che presto va in fumo per i disonesti maneggi di Batta Malagna, l’amministratore. Per vendicarsi, Mattia ne compromette la nipote Romilda, che però poi è costretto a sposare, ritrovandosi anche a convivere con la suocera, che lo disprezza. La vita familiare è un inferno, umiliante il modesto impiego alla biblioteca, così Mattia fugge alla ricerca di una vita diversa. Mentre è via legge per caso su un giornale la notizia della sua presunta morte, che gli dà finalmente la possibilità di cambiare vita sotto la falsa identità di Adriano Meis. Ma nulla sarà facile come Mattia pensava…

18-23 gennaio 2019, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste / Coproduzione con Arca Azzurra Teatro / in collaborazione con ABC Produzioni

Delusionist

testo e regia di: Natalino Balasso e Marta Dalla Via – con: Natalino Balasso e Marta Dalla Via

“No stand up comedy” in cui si ride per non ridere. Raccontiamo un presente alternativo dove non c’è più niente da recitare. I tempi son coriacei. Anche chi ha un obiettivo base come campare si trova a fare i conti con uno standard di sopravvivenza sempre più alto e con la frustrazione che ne deriva. Tutti vivono una specie di paradosso di Zenone economico: la soddisfazione, anche se lenta è sempre leggermente avanti a noi. Oggi, esistere, è pura performance, e diventa salvifica una pillola che permette di rimanere accesi sette giorni su sette ventiquattro ore su ventiquattro. Un semplice modo per debellare l’oltraggio alla produttività fatto dal tempo passato a dormire, o sognare forse. Questo farmaco è il protagonista del nostro racconto. Insieme ai suoi effetti collaterali.

25 gennaio 2019, Produzione Teatria srl

La guerra dei Roses

di: Warren Adler traduzione di Antonia Brancati ed Enrico Luttmann – regia: Filippo Dini – con: Ambra Angiolini e Matteo Cremon e con Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana

La guerra dei Roses è prima di tutto il titolo di un romanzo del 1981 e poi otto anni più tardi diventa un enorme successo cinematografico per la regia di Danny De Vito. L’autore del romanzo, Warren Adler, scrive anche il soggetto del film e in seguito deciderà di adattare questa vicenda anche per il teatro, creando una commedia straordinaria, raffinata e caotica al tempo stesso, comica e crudele, ridicola e folle, trovando forse in teatro la sua dimensione ideale, per la sua potenza espressiva e la sua dimensione terribilmente onirica.  La storia, nota ormai a tutti, grazie alla fama della pellicola cinematografica, e alla notorietà oltre che alla splendida affinità interpretativa dei suoi protagonisti (Michael Douglas e Kathleen Turner), narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo d’affari, tronfio della sua fortunatissima carriera, lei una moglie obbediente, ma mai dimessa, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa, con amore, con stima profonda e un pizzico di fascinazione per le piccole o grandi comodità, che la loro vita quotidiana andava conquistandosi.  Tutto questo avviene, come ci è lasciato intuire dalle prime scene, in un’atmosfera di profondo amore, di sincera passione, all’interno di una cornice rosa e perfetta, lontani dal sospetto, appunto inesistente tra i Rose, di un qualsivoglia senso di raggiro o personale tornaconto, la dinamica del loro vivere insieme pare (ed è!) motivata soltanto dal reciproco amore. Ma ad un tratto, poco dopo l’inizio della nostra commedia, tutto questo si rompe, si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei.Tutta la loro vita passata insieme, viene da lei completamente riscritta e reinterpretata, la sua maturata presa di coscienza la rafforza e la sprona, con una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato, ora il responsabile della sua mancata affermazione, in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità, fino alle estreme conseguenze.

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1-3 febbraio 2019, Valerio Santoro per La Pirandelliana in coproduzione con Goldenart Production s.r.l. e Artisti Riuniti s.r.l.

Quartet

di: Ronald Harwood – regia: Patrick Rossi Gastaldi – con: Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e con Erica Blanc

Una commedia ambientata in Italia, culla del bel canto, con protagonisti quattro grandi interpreti d’opera. Famosi, energici, irascibili e, insieme, divertenti, vivono ospiti in una casa di riposo.Cosa accade quando a queste vecchie glorie viene offerto di rappresentare per un galantuomo il loro cavallo di battaglia, il noto quartetto del Rigoletto di Verdi “Bella figlia dell’amor”?  Tra rivelazioni, confessioni, invenzioni ed il classico coup de Théâtre, i quattro troveranno il modo non solo di tornare alle scene, ma di far ascoltare le loro voci, riscoprendosi giovani e gloriosi come un tempo. Un gioco teatrale e drammaturgico capace di far ridere, riflettere e commuovere.

8-13 febbraio 2019, Bis Tremila srl e Compagnia Molière srl in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Il Maestro e Cicogno

di: Renzo S. Crivelli – regia: Maurizio Zacchigna – con: Maurizio Zacchigna, Francesco Godina e Enza De Rose

Il Maestro è quel James Joyce che più di qualunque scrittore ha saputo rivoluzionare il romanzo e la letteratura nel Novecento.  Cicogno è il soprannome di un oste allampanato che dialoga con lo scrittore interrogandosi sulla sorte della figlia partita da tempo e mai tornata. Joyce, che visse diversi anni a Trieste, fu un assiduo frequentatore di osterie, di cui Trieste era piena all’epoca, e nei suoi percorsi “meditativo-etilici” si imbatteva nella più svariata umanità, specie nella più umile, così autentica e viva da diventare paradigma della condizione umana tout court. Crivelli, fine conoscitore delle opere e della vita di Joyce, fa quindi dell’osteria un topos, dove il bene e il male siedono allo stesso tavolo senza porsi troppe domande, glissando la supponenza della ragione e dei nostri pregiudizi.

15 febbraio 2019, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Robin Hood il Musical

Family Show di Fantateatro

Nell’Inghilterra medioevale, il nobile Robin di Locksley, rimasto fedele a Re Riccardo Cuor di Leone, si oppone al nuovo sovrano di Inghilterra, suo fratello, il principe Giovanni. Costretto alla fuga, Robin si nasconde nei boschi e inizia a farsi chiamare “Robin Hood”: altri ribelli come Little John si uniscono a lui e iniziano a svaligiare le casse del regno per ripartirle fra la povera gente. Arciere formidabile, Robin decide di partecipare a un torneo indetto dal principe Giovanni per farsi notare dalla sua amata Lady Marian, quando viene scoperto dallo sceriffo di Nottingham. Lo spettacolo è epico e comico al tempo stesso e il carattere dell’eroe protagonista è in grado di farci riflettere sui valori per cui vale la pena lottare. La messa in scena sfrutta fondali videoproiettati, scenografie mobili che esaltano gli effetti speciali usati, fra le altre cose, per simulare la gara di tiro con l’arco. E, ancora, strepitose coreografie e accattivanti musiche originali cantate dal vivo dagli attori, scritte per l’occasione da due grandi musicisti di fama internazionale: Piero Monterisi e Maurizio Mariani. Fantateatro, rappresentando con la sua storica compagnia una delle più celebri storie per ragazzi, vuole trasmettere al pubblico l’importanza della solidarietà.

17 febbraio 2019, Fantateatro

Mi amavi ancora…

di: Florian Zeller – regia: Stefano Artissunch – con: Simona Cavallari ed Ettore Bassi

Lo scrittore e drammaturgo Pierre è morto in un incidente d’auto. Nel tentativo di mettere ordine ai documenti, Anne, la sua vedova, scopre gli appunti presi per la stesura di una futura commedia, che trattava di un uomo sposato, scrittore, appassionato ed innamorato di una giovane attrice. Fiction o autobiografia? Il dubbio si agita ed inizia un’indagine febbrile. Anne si persuade che il testo narri l’infedeltà di Pierre e va alla ricerca della donna, sua antagonista, senza riuscire a rivelare la verità o l’illusione della stessa: è il dolore che la fuorvia? Oppure finalmente ha aperto gli occhi? Per rispondere a questa domanda, si appella ai suoi ricordi ed anche a Daniel, migliore amico di Pierre, un personaggio brillante e forse segretamente innamorato di lei, che con molta dolcezza cerca di rassicurarla, ma ci riesce solo a metà. Anne persevera nella sua ricerca e decide di contattare l’attrice Laura Dame che è menzionata nelle note della commedia del marito. Sospetta che sia lei l’amante. Scruta il passato, domanda a chi la circonda, cammina in un pericoloso labirinto. Quanto deve essere cercata la verità? Flashback in situazioni inaspettate, lo spettatore si immedesima in questi personaggi in una ricerca fatta di dubbi e apprensioni, in cui si mescolano realtà, immaginazione, paura, risate e fantasia. 

22-27 febbraio 2019, a.Artisti Associati / Synergie Arte Teatro

Sento la terra girare

di: Teresa Mannino e Giovanna Donini – regia: Teresa Mannino – con: Teresa Mannino

Vivo chiusa in un armadio, per mesi, anni. Un giorno decido di uscire, apro le ante e un piccolo raggio di luce artificiale mi acceca, esco e provo ad aprire gli occhi, li apro e leggo che il principe Harry si sta sposando e che l’asse della terra si sta spostando. Mi butto stranamente sulla notizia meno glamour. Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando?  Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i poli diventino più leggeri e l’asse si sposti. Come quando, al parco, il compagno strafottente che hai di fronte scende all’improvviso dal dondolo e ti fa cadere giù. Bastardo! Leggo che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo, gli animali si estinguono a un ritmo allarmante. Ma la prova che qualcosa di epocale sta accadendo arriva quando vedo la pubblicità del filo interdentale per cani.

Segno certo che stiamo per estinguerci!

2 marzo 2019, Savà srl

Regalo di Natale

di: Pupi Avati – regia: Marcello Cotugno – con: Gigio Alberti, Filippo Dini, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Gennaro Di Biase

Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro, l’unico ad avere le risorse economiche per poter battere l’avvocato, il quale tra l’altro è noto nel giro per le sue ingenti perdite. Tra Franco e Ugo però, i rapporti sono tesi; la loro amicizia, infatti, è compromessa da anni, al punto tale che Franco, indispettito dalla presenza dell’ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall’idea. La partita si rivela ben presto tutt’altro che amichevole. Sul piatto, oltre a un bel po’ di soldi, c’è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, le menzogne, gli inganni. È uno tra i più bei film di Avati, lucido, amaro, avvincente. 

8-13 marzo 2019, La Pirandelliana

Dodi Battaglia – Perle il Tour

Il nuovo progetto musicale di Dodi Battaglia, accompagnato per l’occasione da quattro musicisti e da un corista, andrà in scena a partire da novembre 2018. Il 2018 è l’anno in cui Dodi Battaglia festeggerà i suoi 50 anni di carriera totalmente dedicati alla storica band italiana I Pooh. Nonostante lo scioglimento del gruppo avvenuto nel 2016, Dodi Battaglia continua a esibirsi come solista e chitarrista e ad incantare il pubblico con i più grandi successi dei Pooh. Questo nuovo progetto è il frutto della sua eccezionale esperienza. Nel suo concerto dal titolo “Perle”, scelto non casualmente, il cantante ripropone un repertorio tutto Pooh, rinnovato e arricchito con l’aggiunta di brani quasi “inediti” – quei brani che non sono stati mai più proposti in concerti live. Per citarne alcuni: La Locanda, Sei tua sei mia, Classe ’58, Vienna, Infiniti noi, Una donna normale, Cara bellissima, Così ti vorrei, Dove sto domani, Storia di una lacrima, Per una donna, Signora, eccetera, per un totale di 30 brani.

16 marzo 2019

Giuseppe Giacobazzi

Andrea Sasdelli alias Giuseppe Giacobazzi, ovvero l’uomo e la sua maschera. Un dialogo, interiore ed esilarante, di 25 anni di convivenza a volte forzata. 25 anni fatti di avventure ed aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie, sempre spettatori e protagonisti di un’epoca che viaggia a velocità sempre maggiore. Dove in un lampo si è passati dalla bottega sotto casa alle “app” per acquisti, dal ragù sulla stufa ai robot da cucina programmabili con lo smartphone; il tutto vissuto dall’uomo Andrea e raccontato dal comico Giacobazzi. Come in uno specchio, o meglio come in un ritratto (l’omaggio a Dorian Gray è più che voluto), dove questa volta ad invecchiare è l’uomo e non il ritratto. Sono proprio questi i “NOI” che vediamo riflessi nei nostri mille volti (i rimandi letterari non mancano, dal già citato Wilde a Pirandello, da Orwell a Hornby), convivendo, spesso a fatica con la bugia del compiacerci e del voler piacere a chi ci sta di fronte. È uno spettacolo che con ironia e semplicità cerca di rispondere ad un domanda: “Dove finisce la maschera e dove inizia l’uomo?”, che poi è il problema di tutti, perché tutti noi conviviamo quotidianamente con una maschera.

20 marzo 2019

Parenti serpenti

di: Carmine Amoroso – regia: Luciano Melchionna – con: Lello Arena e Giorgia Trasselli e con: Raffaele Ausiello, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Serena Pisa e Fabrizio Vona

Uno straordinario Lello Arena diretto dal visionario Luciano Melchionna è il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso resa celebre dal film di Mario Monicelli. Conosciuta dal grande pubblico grazie al film “cult” di Mario Monicelli del 1992, l’amara e divertente commedia di Carmine Amoroso racconta un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere “accuditi”, chi si farà carico della loro richiesta? Luciano Melchionna, il visionario creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione.

22-25 marzo 2019, Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni

Perfetta

scritto e diretto da Mattia Torre – con: Geppi Cucciari

Perfetta è un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. Una donna che conduce una vita regolare, scandita da abitudini che si ripetono ogni giorno, e che come tutti noi lotta nel mondo. Ma è una donna, e il suo corpo è una macchina faticosa e perfetta che la costringe a dei cicli, di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. Perfetta è la radiografia sociale ed emotiva, fisica, di 28 comici e disperati giorni della sua vita.

29 marzo 2019, ITC2000 / Terry Chegia

That’s amore

commedia musicale scritta e diretta da Marco Cavallaro – con: Ramona Gargano, Marco Cavallaro con la partecipazione di Marco Maria Della Vecchia

Lui. Lei. Non si conoscono. Lui è stato lasciato dalla fidanzata. Lei molla il fidanzato. Lui e Lei si ritrovano senza casa. Lei e Lui affittano, per uno strano scherzo del destino, lo stesso appartamento. Lui e Lei sono costretti a passare un intero week end insieme, ma Lei odia tutti i “Lui” e Lui odia tutte le “Lei”. I problemi insorgono quando arriva “L’altro”. In un vorticoso susseguirsi di situazioni nasce una divertente storia d’amore condita da dolci e romantiche canzoni, una vera e propria commedia musicale “da camera”. Una favola moderna sul bisogno d’amarsi per affrontare la vita. L’acclamato ritorno a Trieste di Marco Cavallaro dopo il successo di Se ti sposo mi rovino!

5 aprile 2019, Bilancia Produzioni in collaborazione con Esagera

Il giro del mondo in 80 giorni

Family Show di Fantateatro

Lo spettacolo racconta la storia di Phileas Fogg e della sua scommessa: compiere il giro del mondo entro ottanta giorni e ritornare a Londra dai soci del Reform Club. Per il gentleman britannico e il suo maggiordomo Passepartout inizia così una rocambolesca corsa contro il tempo, a bordo dei mezzi più diversi e alla scoperta di culture lontane.  Durante il viaggio Phileas Fogg incontrerà l’amore e scoprirà la fedeltà e l’amicizia del suo maggiordomo, ma dovrà vedersela anche con una spietata poliziotta inglese che, a causa di un equivoco, lo crederà colpevole di un ingente furto. Lo spettacolo è carico di tematiche e di suggestioni. Grande rilevanza viene data alla virtù dell’amicizia, alle invenzioni (soprattutto dei mezzi di locomozione) alla storia e alla geografia, fino ad arrivare alla spiegazione del fuso orario, a cui Fogg deve la sua vittoria. Le videoproiezioni di Federico Zuntini sono proiettate su un pannello che possiede aperture e finestre che accompagnano gli attori e lo spettatore su treni, navi, e persino elefanti. Grazie alla grandiosità delle scene e alla comicità degli attori il pubblico ha l’occasione di emozionarsi e imparare divertendosi.

7 aprile 2019, Fantateatro

Federico Buffa in “Il rigore che non c’era”

“Il rigore che non c’era” è il nuovo spettacolo di Federico Buffa: il più grande Storyteller italiano riprende la sua avventura teatrale, con un testo che parte da storie sportive per diventare poi un affresco storico, poetico, musicale. “Il rigore che non c’era” è quell’evento, magari improvviso, che ha cambiato la storia di una partita, è quella metafora, magari improvvisa, che ha cambiato la storia di una vita…”

9 aprile 2019, AMC Eventi e Comunicazione

La cena dei cretini

di: Francis Veber – regia: PistoiaTriestino – con: Nicola Pistoia e Paolo Triestino e con Fabrizio Apolloni, Maurizio D’Agostino, Loredana Piedimonte e Silvia Degrandi

Un classico della commedia francese, un grande successo che da oltre vent’anni diverte, affascina ed emoziona le platee di tutto il mondo. Un gruppo di ricchi borghesi parigini ogni settimana organizza, per divertimento, una cena in cui ognuno di loro invita un “cretino”: il migliore vincerà la serata. Comincia da qui una girandola di gags irresistibili e malintesi divertenti che trascineranno il pubblico in un turbinio di risate, di fronte alle situazioni paradossali ed incredibili che, loro malgrado, i protagonisti saranno costretti a vivere. I personaggi di Pierre e Pignon sembrano scritti su misura per Triestino e Pistoia, che affrontano per la prima volta un autore d’oltralpe, accompagnati da una compagnia di splendidi attori. Francis Veber analizza la nostra società con lucida ironia, sovverte i luoghi comuni e mostra il lato “cattivo” di ognuno di noi, regalandoci un divertimento (questo sì) “intelligente”.

12-17 aprile 2019, Teatro Ghione in collaborazione con Fiore&Germano

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