I PROGETTI SPECIALI

CONTRADE APERTE

Sotto questa sigla vengono riunite una rosa di attività, manifestazioni e percorsi formativi realizzati dalla Contrada e riconducibili a progetti speciali, per lo più ideati in collaborazione con enti diversi, quali il Comune e la Provincia di Trieste, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Fondazione CRTrieste, l’Università di Trieste, il Centro Interdipartimentale per le Neuroscienze BRAIN, il Museo Sveviano-Biblioteca Civica, l’Ente Regionale Teatrale e numerose Scuole Superiori e dell’obbligo della regione.

Sotto l’egida di ContradeAperte sono state realizzate numerose iniziative speciali e progetti tematici; fra i tanti, Prigionieri in riva al mare (2002) di Anna Maria Accerboni Pavanello, rappresentato alla Sala Tripcovich in occasione del XII Congresso Nazionale della Società Psicoanalitica Italiana e – con il sostegno dell’Università Popolare, della Trieste Trasporti e dell’AIAT – l’imponente spettacolo itinerante James Joyce: scene di un arrivo, scritto dal professor Renzo S. Crivelli e rappresentato il 20 ottobre 2004, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’arrivo di Joyce a Trieste.

LE VIE DEL CAFFE’

Nata nel 1998, su iniziativa dell’APT prima e del Consorzio Promotrieste poi, l’idea di questa rassegna intende valorizzare le potenzialità turistiche di Trieste con le sue bellezze artistiche e culturali e promuovere, sia a livello turistico che cittadino, la cultura del caffè – tanto come bevanda quanto, soprattutto, come luogo di ritrovo esclusivo.

Dopo le prime tre edizioni, nel 2001 l’organizzazione della rassegna viene affidata alla Contrada, che curerà otto delle dieci edizioni successive. Il particolare successo riscosso dalla rassegna – che propone spettacoli, letture, concerti e animazioni teatrali –, ha fatto sì che negli ultimi anni si sia pensato di seguire un tema conduttore, una sorta di cornice avente per tema i grandi viaggiatori e gli ospiti illustri che Trieste ha accolto per periodi più o meno lunghi.

Si sono così ripercorse le vicende di Giacomo Casanova (2007), dello scrittore, traduttore, esploratore e diplomatico Sir Richard Francis Burton (2008), del grande Marie-Henri Beyle, in arte Stendhal (2008) e infine dell’affascinante imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota al grande pubblico come Sissi (2009).

Il Teatro Romano Festival e Teatri A Teatro a Trieste e provincia

La Provincia di Trieste nel 2002 riapre al pubblico il suggestivo Teatro Romano, organizzandovi un festival estivo di appuntamenti di rilievo internazionale che spaziano dalla prosa al teatro comico, dalla danza contemporanea al jazz, dal teatro circo alla world music, al varietà. A partire dalla quarta edizione del 2005 la gestione organizzativa del festival viene affidata alla Contrada, per quattro anni consecutivi.

Nelle edizioni 2005 e 2006, con la Direzione artistica del regista e drammaturgo Furio Bordon, numerosi artisti italiani e internazionali si avvicendano sul palcoscenico del Teatro Romano festival: fra gli altri, i ballerini del Pilobulos Dance Theatre, Elisabetta Pozzi, Tullio Solenghi, i pianisti jazz Brad Mehldau e Abdullah Ibrahim, Anita Bartolucci, Alessandro Bergonzoni, la leggendaria cantante americana Dee Dee Bridgewater, un impareggiabile Giorgio Albertazzi con Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, l’étoile di fama mondiale Luciana Savignano, il geniale musicista indiano Trilok Gurtu. Nel 2007 la direzione del festival viene affidata al regista, scrittore e drammaturgo Giorgio Pressburger, che introduce alcune innovazioni. La prima è la collaborazione al festival di tutti i teatri di Trieste; la seconda è l’estensione degli spazi teatrali anche ad altri suggestivi siti della provincia, come il Castello di Miramare, la rocca di Monrupino e i Castelli di Muggia e Duino. La manifestazione viene così rinominata Teatri a Teatro a Trieste e provincia e nell’arco di due edizioni ospiterà nomi non meno prestigiosi delle stagioni precedenti: Paolo Bonacelli, Roberto Herlitzka, un insolito Vladimir Luxuria in veste teatrale, Mariangela D’Abbraccio, Sergio Cammariere, Patrizia Zappa Mulas e tanti altri.

 Nelle edizioni 2007 e 2008, la Contrada si ritrova così non solo ad organizzare l’intera manifestazione, ma anche a proporvi, assieme agli altri teatri della città, una propria produzione. Nel 2007 viene allestito Elena, rivisitazione del mito euripideo del poeta greco Ghiannis Ritsos, e nel 2008 l’Alcesti tratta da Euripide, Alberto Savinio e Rainer Maria Rilke.

Dal 2009, la manifestazione cambia ancora nome diventando Open door. Teatri a Teatro; organizzata direttamente dall’Amministrazione provinciale, la rassegna si svolge nei prestigiosi castelli della provincia di Trieste mantenendo la collaborazione con gli Stabili cittadini che producono dei testi appositamente per il festival. La Contrada presenterà nel 2009 il Dittico sveviano al Castello di Muggia e, nell’estate del 2010, un work in progress di Buonanotte mamma di Marsha Norman al Castello di Duino.

La settimana del cervello

La Contrada, già in passato impegnata in un progetto triennale di Teatro-Scienza, inaugura nel 2006 una nuova prestigiosa collaborazione con una delle istituzioni di divulgazione scientifica più importanti di Trieste: il Centro interdipartimentale per le Neuroscienze B.R.A.I.N. (Basic Research And Integrative Neuroscience) dell’Università di Trieste.

L’occasione è l’appuntamento annuale de La settimana del cervello, manifestazione internazionale organizzata in Italia dalla Società Italiana di NeuroScienze. Per la manifestazione la Contrada realizza un’originale conferenza-spettacolo su una delle dispute scientifiche più appassionanti della storia della scienza, quella sulla moderna concezione del cervello fra i due Premi Nobel Camillo Golgi e Santiago Ramon y Cajal.

Realizzata come una “conferenza-spettacolo”, con gli attori che interpretano a leggìo la vicenda dei due scienziati, intervallati da un’avvincente spiegazione scientifica a cura di una studiosa di neuroscienze, questa nuova forma di spettacolo divulgativo (denominato Neurostorie) ha un tale impatto sul pubblico da essere riproposto anche nelle edizioni future. Il progetto delle Neurostorie, iniziato con Golgi e Cajal: l’origine della concezione moderna del cervello, sarà infatti ripreso nel 2007 con Franz Joseph Gall e la frenologia: un ‘bernoccolo’ per ogni funzione del cervello sulle teorie di Gall, nel 2008 con Costantin von Economo: un neuroscienziato di Trieste sul lavoro del Barone von Economo che scoprì l’encefalite letargica, nel 2009 con Galvani, Volta e l’elettricità animale sugli esperimenti di Galvani e Volta e nel 2010 con Elettroshock sulla scoperta dell’invenzione della “terapia elettroconvulsivante”, da parte del neurologo e psichiatra italiano Ugo Cerletti.

Oltre alle conferenze-spettacolo di Neurostorie, la Contrada ha allestito per la manifestazione anche due spettacoli teatrali: Una specie di Alaska di Harold Pinter (2008), commedia che l’autore inglese scrisse ispirandosi al celebre libro di Oliver Sacks “Risvegli” e Un trapianto molto particolare di Giuseppe O. Longo (2009).

Il teatro che fa la differenza!

ideato e realizzato da Francesco Paolo Ferrara

La promozione della salute e la prevenzione delle disabilità nell’anziano e nella persona fragile sono alla base dell’obiettivo sociosanitario 7.1 del Piano di Zona del Comune di Trieste, che coinvolge numerosi soggetti istituzionali e del terzo settore: all’interno di questa cornice di contesto, è nato il progetto Il teatro che fa la differenza!, ideato da La Contrada – Teatro Stabile di Trieste in collaborazione con il Collegio Ipasvi di Trieste, con il sostegno del Comune di Trieste, dell’Azienda per i Servizi Sanitari n° 1 “Triestina” e dei Comuni di Duino Aurisina, Sgonico, Monrupino, Muggia e San Dorligo della Valle.

Si tratta di un percorso teatrale interculturale e intergenerazionale realizzato dalla Contrada, che ne a da la didattica laboratoriale a Francesco Paolo Ferrara, artista che si è formato all’interno dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste” (la scuola di teatro promossa dall’Associazione culturale “La Cantina” costituitasi per volontà di Orazio Bobbio).

La sfida è quella di coinvolgere nell’attività teatrale una molteplicità di soggetti diversi tra loro (circa una quindicina) facendoli lavorare sulla ricerca continua di un linguaggio comune, abbattendo le diversità. Al laboratorio parteciperanno persone anziane, persone diversamente abili, attori e altri soggetti provenienti da realtà diverse: la lingua italiana dei segni sarà il mezzo di comunicazione principale, consentendo l’elaborazione di un vocabolario universale, la stimolazione della fantasia, una diversa modalità di socializzazione. Dallo scambio e dal confronto potrà emergere un potenziamento delle diverse abilità di ciascuno.

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