LA CONTRADA E ITALO SVEVO

Terzetto Spezzato

Atto Unico

Un marito

Lei Re di Giuliano

Inferiorità

L’ultimo carnevàl

Il primo incontro fra la Contrada e Svevo risale all’estate del 1998, quando, su iniziativa della regista Elena Vitas, nasce un rapporto di collaborazione con il Comune di Trieste, la Biblioteca Civica e il Museo Sveviano con l’intenzione di realizzare una manifestazione estiva nella cornice del rinnovato spazio pedonale di Piazza Hortis.

Con l’allestimento di Terzetto Spezzato (1998), presentato in un’edizione decisamente originale diretta da Vitas, nascono le Serate Sveviane, che proseguiranno per nove anni fino al 2006. Il successo dello spettacolo è tale che sarà ripreso più volte nel corso degli anni successivi (compresa una rara edizione all’interno del monumentale Palazzo delle Poste di Piazza Vittorio Veneto, unico caso di uno spettacolo teatrale rappresentato in quella sede). Protagonisti dello spettacolo sono Ariella Reggio, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Carlo Moser e la cantante lirica Elena Pontini.

I primi anni delle Serate Sveviane riportano all’attenzione del pubblico non solo la figura di Svevo, ma anche quella di Joyce e della loro amicizia, dando vita ad un filone parallelo (le Serate Joyceane) con allestimenti quali Ulisse, ovvero ‘tu mare grega’ (1999) o Gli Ulissidi, spettacolo itinerante nelle vie di Cittavecchia (2000).

Nel 2000 si ritorna a Svevo con La verità, interpretato da Lidia Kozlovich, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Paola Bonesi, Carlo Moser, due musicisti e otto ballerini di tango argentino. Anche questa messinscena viene ideata da Elena Vitas reimpostando, anche con opportuni interventi musicali, la struttura drammaturgica e soprattutto l’ambientazione dello spettacolo, adattandolo alla rappresentazione di piazza e sfruttando l’architettura naturale della città come “palcoscenico urbano”.

La libertà dell’allestimento all’aperto, realizzato in piazza e fruibile gratuitamente a tutti, permette di mettere in scena in maniera più leggera ed eclettica testi solitamente poco rappresentati, facendo così riscorprire la genialità e l’anticonformismo di Italo Svevo al grande pubblico.

L’ottima riuscita de La verità spinge la Contrada ad ideare un progetto a lungo termine di messa in scena integrale dell’opera teatrale di Italo Svevo, forte anche di una compagine di attori che prende rapidamente dimestichezza con la particolare prosa dell’autore (fra tutti Maurizio Zacchigna e Adriano Giraldi, che prenderanno parte a tutte le rappresentazioni sveviane della Contrada).

Nel 2002 Elena Vitas presenta in una forma originale, musicale e irriverente La Rigenerazione di Svevo, che suscita interesse e grande favore di pubblico e di critica. Il protagonista è incarnato da un grande attore, Antonio Salines, che inaugura così la sua collaborazione con la Contrada.

Ed è lo stesso Salines, nell’estate del 2003, a raccogliere l’eredità di Elena Vitas, scomparsa l’autunno precedente, interpretando e curando la regia dell’Avventura di Maria; anche stavolta lo spettacolo ha un ottimo riscontro di pubblico e critica e viene rappresentato, oltre che nelle Serate Sveviane in Piazza Hortis, anche al Mittelfest di Cividale del Friuli.

Nel 2004 è Francesco Macedonio a cimentarsi con Svevo, portando per la prima volta in palcoscenico Atto unico (il solo testo teatrale sveviano in dialetto triestino), con Orazio Bobbio e Maria Grazia Plos come protagonisti.
Sabrina Morena dirige invece Maurizio Zacchigna e Nikla Petruska Panizon in Un marito (2005) mentre nuovamente Macedonio nel 2006 firma la regia de Le ire di Giuliano con Zacchigna e Marzia Postogna. Anche stavolta si tratta di un debutto assoluto, perché non risulta che il testo, fra i meno noti di Svevo, sia mai stato rappresentato.
Nel 2007 cambia la cornice e da Piazza Hortis ci si sposta nel giardino del Museo Sartorio, sempre grazie alla collaborazione del Comune di Trieste – Civici Musei di Storia ed Arte. Ad andare in scena davanti ad un pubblico numeroso stavolta è Inferiorità, con Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Manuel Fanni Canelles e Lorenzo Zuffi, per la regia di Ulderico Manani.

Fra gli spettacoli presentati in Piazza Hortis e Inferiorità sono ben otto i titoli di Svevo messi in scena dalla Contrada in dieci anni. A questi si aggiungono nel 2009 l’atto unico Una commedia inedita e il monologo Prima del ballo: presentati sotto forma di “dittico sveviano”, i due testi vengono allestiti in un nuovo scenario (la corte del Castello di Muggia) nell’ambito della manifestazione Teatri a Teatro promossa dalla Provincia di Trieste.
Il progetto sveviano della Contrada si arricchisce inoltre con due testi ispirati dalle vicende autobiografiche di Svevo, entrambi scritti appositamente per lo Stabile di Trieste da Tullio Kezich: L’ultimo carnevàl (2002) e Italo Svevo genero letterario (2004).

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