PRODUZIONI 2016-2017

Cancun

Di: Jordi Galceràn
Traduzione: Ilaria Panichi e Pino Tierno

Regia: Marco Mattolini
Con: Paola Villoresi, Blas Roca Rey, Giancarlo Ratti, Nicoletta Della Corte

Scene: Francesco Fassone
Costumi: Andrea Stanisci
Musiche: Luca Pirozzi
Disegno luci: Bruno Guastini

Come sarebbe stata la mia vita se…? Jordi Galceràn parte da questo interrogativo per CANCUN, portando due coppie di amici in vacanza, sulle spiagge paradisiache del Messico. Oltre vent’anni di amicizia vanno festeggiati e qualche bicchiere di troppo ci può anche scappare. Ma l’alcool si sa, ha il potere di sciogliere la lingua, portando qualcuno a rivelare anche qualche segreto che sarebbe dovuto restare tale. Ancora una volta Galceràn riesce a fare ridere il pubblico con la sua forza narrativa ma anche a portare a galla la precarietà sulla quale sono ancorati molti rapporti, allargando il suo raggio d’indagine sulla vita moderna. Cancun non sarà più solo una meta da sogno, ma anche un posto in cui i sogni possono avverarsi.

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La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Pronto, Mama… ?

di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna

Regia di: Davide Calabrese
Con: Ariella Reggio, Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Franko Korosec, Daniela Gattorno, Francesco Godina, Enza De Rose e Leonardo Zannier

Scene e costumi: Andrea Stanisci
Coreografie e preparazione voce: Alberta Izzo
Musiche: Fabio Valdemarin
Luci: Bruno Guastini

Uno spettacolo prodotto da La Contrada che porta le firme dei due indimenticabili autori di Trieste, Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, indiscussi maestri del dialetto triestino e di quello istro-veneto che attraverso le vicende narrate mettono in luce personaggi folcloristici.
Un triestino tipico, di mezza età, agli arresti domiciliari volontari nel suo trascurato appartamento, vive la sua ossessione preferita: l’ascolto di “Barba Nane, el Musical”, un improbabile disco del 1964 custodito in casa meglio di una reliquia. Appena poggia la puntina sul vinile, dalle pareti ammuffite prendono forma una miriade di personaggi stravaganti: marinai “ruspidi”, cantanti latini, i passeggeri e l’equipaggio della stravagante crociera “Boche de Cataro”.
Ma è la sua versione della storia: tutto è filtrato dai suoi occhi e dalle sue manie e in un attimo le “Maldobrie” di Carpinteri e Faraguna diventano un film con Gene Kelly e Fred Astaire.
Il suo rito quotidiano filerebbe liscio come l’olio se non fosse per il continuo squillare del telefono di casa. All’altro capo, l’anziana madre, dispensatrice di raccomandazioni e rimproveri, un ciclone inarrestabile spalleggiato dalla persuasiva e tragicamente fantasiosa vicina di casa: la Dèbegnac.
Un’ora e mezza di risate, canzoni e danze sfrenate durante la quale la figura della “mamma triestina”, declinata in mille colori, diventa l’autentica protagonista.
La compagnia della Contrada, capitanata dall’incontenibile Ariella Reggio, si butta a capofitto nella commedia musicale, genere tutto italiano, che stavolta strizza l’occhio alle più scintillanti atmosfere di Broadway.
“Pronto, mama?” è un Opera Omnia totalmente folle, in cui il regista e adattatore Davide Calabrese condensa una decina di libri di Carpentieri e Faraguna e un universo variopinto di canzoni ironiche della tradizione triestina e italiana tagliando, incollando, mescolando, insomma “oblivionando”.
Le musiche originali e gli arrangiamenti sono di Fabio Valdemarin, eccezionale musicista triestino già collaboratore di Brachetti, Vanoni, Branduardi e Mannoia mentre la preparazione vocale del cast e le coreografie sono affidate ad Alberta Izzo, nome prestigioso del Musical italiano. Completano lo spettacolo le scenografie “magiche” e i costumi hollywoodiani ideati dal triestino Andrea Stanisci, una garanzia nel panorama teatrale nazionale.


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Vipere

Di: Carlo Tolazzi

Regia: Matteo Oleotto
Con: Gualtiero Giorgini, Roberta Colacino e Massimiliano Borghesi

Scene: Anton Spacapan Voncina
Musiche: Antonio Gramentieri

Restare aggrappati alla vita normale anche quando la guerra ha cambiato tutte le sue regole. Una guerra ormai stanca, che ha già sfinito ogni tipo di entusiasmo e che continua con la complicità delle regole e della volontà di pochi. Consapevoli di avere un unico modo per comunicare con i loro cari, i soldati affidano i loro sogni, le loro speranze e i loro pensieri alle lettere che una commissione si trova a valutare ed eventualmente a epurare. Vipere si basa su questo materiale, quello epistolare, che manteneva vivi i rapporti fra il fronte e i soldati costretti a guardarsi le spalle non solo dal nemico vero ma anche dal codice penale militare e da quella censura che cercava in ogni modo di nascondere gli orrori degli eventi. E proprio questo è il caso di un combattente, che si troverà a scoprire sulla propria pelle se sia più veloce il veleno di una vipera o la giustizia militare a porre fine ai suoi giorni.

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La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Luci della ribalta

Autore Charlie Chaplin, Adattamento Eleonora Zacchi, Regia Giuseppe Emiliani

Interpreti
Antonio Salines, Marianella Bargilli, Lino Spadaro, Renata Zamengo, Orazio Stracuzzi, Riccardo De Francesca, Luigi Biava

Dopo trattative durate alcuni anni Antonio Salines ha ottenuto dalla famiglia Chaplin i diritti teatrali di Luci della ribalta, forse il film più famoso del grande comico.

La storia di un grande clown in declino, Calvero, e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa. I due si incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa, con pazienza e dedizione riesce a restituirle l’uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita. Teresa sboccerà come un fiore in primavera e anche Calvero dopo tante vicissitudini tornerà al successo. Lei si innamorerà di lui e quel sentimento non nascerà dalla riconoscenza, sarà amore vero. 


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste coproduzione con Gitiesse Artisti Riuniti

Omicidi in pausa pranzo

Tratto dal romanzo di: Viola Veloce

Regia e adattamento di: Paola Galassi
Con: Rossana Carretto
e con: Gualtiero Giorgini, Paola Bonesi, Rosanna Bubola, Marcello Mocchi, Giuseppe Nicodemo

Era una giornata come tante altre, almeno per Francesca, che rientrando dalla pausa pranzo cercava di divincolarsi dalle solite domande della madre, una donna molto impegnata nell’aiutarla a trovare un nuovo compagno. Ma al rientro in ufficio Francesca trova la sua collega a terra, con una corda al collo.
Un omicidio avvenuto in breve tempo, mentre tutti si erano assentati dalle loro scrivanie. Un omicidio che cambia, immediatamente, l’atmosfera che si respira in azienda e non solo.
Tratto dall’omonimo romanzo di Viola Veloce, arriva a teatro con l’adattamento e la regia di Paola Galassi. In scena Rossana Carretto, Gualtiero Giorgini, Paola Bonesi, Rosanna Bubola, Marcello Mocchi e Giuseppe Nicodemo.
Una nuova, esilarante coproduzione della Contrada con il Dramma Italiano di Fiume in grado di appassionare, divertendo: una tranquilla impiegata, Francesca, rientra alla sua postazione, attanagliata dalle incessanti domande della madre, mirate, come al solito, a trovarle un nuovo compagno e trova il cadavere della sua collega a terra. Partono le indagini e con l’arrivo della polizia anche gli equilibri tra i dipendenti prendono nuove forme.
A Francesca viene assegnato un nuovo collega, Santi, che si rivela da subito scomodo quanto quella precedente mentre nuovi omicidi rendono ancora più complicata l’atmosfera in azienda.


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste coproduzione con Dramma Italiano di Fiume

Il solito viaggio

Di: Matteo Oleotto e Filippo Gili

Regia di: Matteo Oleotto
Con: Marina Massironi, Roberto Citran, Luisa De Santis, Giancarlo Ratti, Aram Kian

Non è un ufficio di collocamento. Non è un’agenzia interinale. Non è l’anagrafe, né, come di primo acchito sembra, un’agenzia di viaggi. Lì non si comprano sogni, case, lavori, svaghi: lì si aiuta nel migliore dei modi… chi vuol togliersi la vita. Buttarsi giù? E da dove? Da una montagna, da un palazzo, da un monumento? Barocco? Antico? Oppure sotto un treno? O meglio, sotto una macchina? Un suicidio che lasci il segno? In più, l’agenzia offre pacchetti ottimizzati: forse in due no, ma in tre, a morire in quello stravagante modo, si può fare!…
Pomeriggio inoltrato. Prima Zelda, poi Anacleto, si ritrovano dentro l’agenzia turistica ‘Il solito viaggio’. Sono soli, la diffidenza fra i due è forte, sono lì per comprare un viaggio, sì, ma l’atmosfera è strana.
Uno amerebbe andare in Scozia ma non a vedere città e colline, bensì una antica distilleria abbandonata; l’altra vorrebbe andare in Africa ma non per deserti o zoo-safari, solo per arrivare in quel luogo incredibile dove un raggio di luna può essere letale.
Arriva il titolare, Franco: sembra un gioco a carte coperte. Franco indaga, scruta, cerca di capire quel che è finalmente chiaro quando Maria, una terza cliente, dichiara di amare molto un certo, altissimo ponte in Romania…
Ora è chiaro: non siamo in uno di quei luoghi dove si compra un biglietto per andare al mare, a sciare, per andare in Cina o a New York, no.
Lì non si acquistano semplici viaggi, ordinari svaghi… lì si aiuta solo chi vuol farne un ‘altro’, di viaggio: quello “finale”, il “solito viaggio” che prima o poi facciamo tutti…
Surreale e dissacrante, la commedia di Matteo Oleotto e Filippo Gili interpreta quel male di vivere che, fra luci e canzoni, pervade il nostro mondo: fra cinismo e il disperato, muto bisogno.


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Risorgi

Di Duccio Camerini, prodotto insieme alla Compagnia La Casa dei Racconti

Lo spettacolo inscena storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato…

«Quando ho cominciato a pensare a Risorgi – spiega Duccio Camerini –  mi sono ricordato di due copioni che mi hanno colpito. Il primo è Re Lear, una sorta di Monumento del Teatro, un “supermercato” da cui il Teatro attinge. Io vi ho tratto ispirazione per il rapporto padri e figli ma anche per quanto concerne l’irrazionale, la figura del fool che anche nel nostro spettacolo cambia tutte le carte in tavola. L’altro copione da cui ho attinto è “The Connection” di Jack Gelber, del 1959, una storia di droghe e dipendenze.»

Una storia scabrosa dunque, barocca, quasi una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Marika, un uomo di mezza età, aspirante transessuale in attesa dell’operazione; Sergio, un marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre una specie di “azienda di famiglia”: un traffico di storpi e deformi che loro proteggono e addestrano a chiedere l’elemosina, soprattutto in vista del nuovo Giubileo della Misericordia, annunciato dal Papa; Mongo, un ragazzo ritardato, un fool che vede dietro le cose e gli eventi; Tommi, un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali in vista degli incontri; Rosa, la sua ex, una tossica – un tempo assistente sociale – che lo ricatta per convincerlo a tornare con lei. E poi Nadia, impiegata della Circoscrizione alle prese con un figlio disabile, e Bacio, un marchettaro più maturo. Infine “Latodestro”, uno storpio “acquisito”, è finito sotto un camion perdendo l’uso del braccio e della gamba sinistri, è lui il piccolo Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta.

Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa solo ignorare. Ma uno di loro alla fine morirà.


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste coproduzione con la Compagnia La casa dei Racconti

Quel pomeriggio di un giorno… da star!

Di: Gianni Clementi

Da un’idea di: Corrado Tedeschi
Regia: Ennio Coltorti

Con: Corrado Tedeschi, Tosca D’Aquino, Augusto Fornari
e con: Patricia Vezzuli, Claudio Moneta e Tullio Sorrentino

Scene: Andrea Bianchi

Gino Fumagalli è un piccolo imprenditore, fondamentalmente onesto, che sta attraversando un periodo di grave difficoltà economica. Oppresso dai debiti e in odore di accertamento da parte della Guardia di Finanza, Gino tenta il tutto per tutto: una rapina in banca.
Con il fidato ragionier Pacini, che nutre per il suo capo una vera e propria venerazione, Gino assalta una banca di periferia, dove il direttore, la sportellista e un vigilante stanno aspettando che l’unica cliente, una giornalista televisiva caduta un po’ in disgrazia, se ne vada.
Bloccati in banca con gli ostaggi e circondati dalla polizia, i due maldestri rapinatori si ritroveranno a loro volta ostaggio della giornalista e dei suoi scoop televisivi!


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste coproduzione con Skyline Productions

Egon & Jim

Di: Renzo Crivelli

Regia di: Enza de Rose e Francesco Godina
Con: Enza De Rose, Francesco Godina e Giacomo Seguglia

Musiche: Valentino Pagliei

Il Prof. Renzo Crivelli, esperto di Joyce, firma lo spettacolo “Egon&Jim”, terzo appuntamento della sua trilogia, nel quale immagina che due grandi artisti, Egon Schiele e James Joyce – figure controverse del loro tempo – s’incontrino a Trieste sul Molo San Carlo (oggi Audace) davanti a un cavalletto: un colloquio che darà inizio ad una profonda amicizia.

“Egon&Jim”, per la regia di Enza De Rose e Francesco Godina, immagina Schiele, condannato alla prigionia per aver sedotto una quattordicenne e per le sue opere definite “oscene”, che ritorna a Trieste dopo esservi stato con la sorella anni prima. A quel tempo James Joyce, già autore di “Gente di Dublino”, soggiorna a Trieste sentendosi più che a suo agio lontano dalla sua città, dalla quale gli arrivano solo commenti negativi per i suoi scritti, considerati anch’essi immorali. Crivelli li vede accomunati dall’amore per le donne, alle quali affidano la loro ispirazione, in lotta contro le resistenze e le incomprensioni della società del loro tempo. Essi stabiliscono un’amicizia immaginaria incentrata sull’arte e sull’oggetto delle loro rappresentazioni, che includono con pari dignità la sessualità, l’amore, la religione e i grandi interrogativi del loro tempo. All’orizzonte, fisico e mentale, il piroscafo Carpathia in partenza per New York: il simbolo della tragedia incombente di una guerra che inghiottirà il mondo. In una lettera autentica al pittore Anton Peschka, datata Trieste 14 maggio 1912, Schiele, che sta soggiornando presso l’Excelsior Palace Hotel, osserva il mare e nota proprio il Carpathia. La nave, che ha appena salvato i superstiti del “Titanic”, è l’immagine della società che “balla sul ponte” mentre si avvicina il naufragio del conflitto mondiale. Il testo del prof. Crivelli sottolinea come i due artisti si siano  “riconosciuti come maestri nel cavalcare burrasche (…) navigatori infiniti anche se nel breve spazio degli sguardi”, entrambi in grado di superare  il consueto, verso l’essenza delle cose, capaci di trasformarlo in arte, descrivendo “l’istinto che seduce ma anche quello che corrompe il corpo, quando sceglie, invece dell’amore, l’oscenità della guerra.”

Il messaggio che si nasconde dietro le trame di questa storia rispecchia le esigenze della nostra epoca come il bisogno di approfondire il significato del rapporto tra adulti e giovani attraverso la ricerca di nuovi codici di comunicazione.


La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

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