SAFA E LA SPOSA BAMBINA

30 marzo 2017

AL TEATRO DEI FABBRI

ore 20

Ingresso Gratuito

Lo spettacolo è inserito nel programma della Festa della Poesia e della Letteratura,

che si terrà a Trieste e a Duino dal 21 marzo al 2 aprile

PRESENTAZIONE:

Ispirato alla storia vera di una donna siriana costretta a vivere l’incubo della vita nell’inferno della guerra. A Safa hanno tolto tutto, la famiglia, i figli, l’amore, la dignità,  il futuro. Si è abbattuto su di lei l’orrore della guerra che da sempre offende l’uomo, ma il destino le offre un’altra occasione per cui lottare, Awa. Awa è una piccola di 10 anni che come tante bambine ha smesso da troppo tempo di sorridere, è una sposa bambina, la famiglia l’ha data in moglie ad un uomo più grande per poter pagare i debiti e tirare avanti.  Quell’uomo, dopo averla presa, l’ha picchiata e torturata, ripetendo il macabro copione che colpisce migliaia e migliaia di bambine e che i conflitti  non fanno altro che esasperare. Poi l’ha venduta ai soldati Daesh, che l’hanno resa una  loro schiava, come tante altre donne catturate, fatte prigioniere e piegate al malato volere dell’Is. E’ lì che Safa ed Awa s’incontrano, vittime degli stessi carnefici insieme ad altre donne. Awa è la più giovane e Safa decide di proteggerla, di aiutarla, nel suo cuore la accoglie come figlia e decide di cercare insieme a lei  una via d’uscita.

Attraverso la storia di Safa ed Awa si racconta la condizione della donna tra le popolazioni martoriate dal conflitto mediorientale che oggi infiamma pericolosamente l’ umanità.

Con Safa e la sposa bambina’ Isabel Russinova ci porta dentro l’inferno della guerra, ricordandoci che in quel contesto le popolazioni civili pagano il prezzo peggiore e, in particolare, le bambine subiscono violenze indicibili. Awa, la sposa bambina fatta schiava, è il simbolo dell’infanzia rubata, del futuro negato. Safa è la luce in fondo al tunnel, la speranza che i matrimoni forzati e precoci e la riduzione in schiavitù sessuale diventino presto un orrore del passato, da ricordare solo per non ripeterlo ancora”.

(Riccardo Noury portavoce Amnesty International Italia)

Il teatro, così come l’arte e la scienza, quando sono di qualità, possono contribuire a cambiare il mondo.

Lo spettacolo di Isabel Russinova è una poesia in onore della solidarietà fra donne che subiscono l’orrore della violenza sessuale e della guerra.

Esso da’ voce alle vittime invisibili, restituendo loro la dignità del nome.

E’ uno spettacolo che ci porta sul baratro della violenza estrema, ma con il rispetto e la misura richiesti da un tema così difficile

Lo spettacolo ci sconvolge commuovendoci e ci cambia per sempre.”

(Anna Lisa Tota prof Ordinario Università Roma Tre)

Lo spettacolo, nato su stimolo di Amnesty International, che da anni è impegnata in una campagna contro le “spose bambine”, verrà presentato per la prima volta a Trieste dopo il suo debutto romano. Lo script farà parte del prossimo libro di Isabel Russinova, intitolato “Angheloi” (Angeli in esperanto), che uscirà per Curcio editore il prossimo autunno.

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