Teatro legato al territorio

LA DRAMMATURGIA TRIESTINA

Sin dalla sua origine La Contrada ha riservato una costante e significativa attenzione alla creazione di un nuovo repertorio in lingua dialettale per la valorizzazione dell’identità, della storia e della cultura di Trieste.

Il lavoro svolto in questi anni grazie ad autori come Carpinteri e Faraguna, Tullio Kezich, Francesco Macedonio, Ninì Perno, Roberto Damiani, Claudio Grisancich e altri, ha consentito di dare attuazione ad una effettiva scelta progettuale con il plauso di un pubblico appassionato.

I primi tentativi fatti dal Teatro Stabile del Friuli–Venezia Giulia negli anni Sessanta con la messinscena di testi come Co’ son lontan de ti… di Vladimiro Lisiani, al quale fece seguito la famosa trilogia di Carpinteri e Faraguna Le maldobrie, Noi delle vecchie province e L’Austria era un paese ordinato, sono stati ripresi con continuità dalla Contrada. Testi come A casa tra un poco di Damiani e Grisancich hanno aperto un settore originale e hanno dimostrato come il dialetto triestino, più volte collaudato nel repertorio brillante, fosse un linguaggio fortemente espressivo anche nel versante drammatico.

La risposta che il pubblico nel corso di tutti questi anni ha sempre voluto dare al teatro dialettale – basti ricordare testi pur molto diversi come Sariandole di Roberto Curci e Un baseto de cuor di Claudio Grisancich – conferma la necessità di un programma pluriennale che possa, attraverso l’analisi di tematiche strettamente legate al tessuto culturale di una città così ricca di storia e di letteratura, ribadire la profonda importanza di sostenere lo sviluppo di una tradizione teatrale.

Punto di riferimento per lo sviluppo di una drammaturgia in dialetto deve essere il tessuto culturale e storico della città cui quella tradizione fa capo. Le possibilità offerte in questo senso dalla storia di Trieste sono veramente molte, soprattutto quando si consideri il Novecento, che per la nostra città è stato veramente ricco di avvenimenti di grande consistenza storica, sociale e culturale.

L’immagine di Trieste, inoltre, è fortemente radicata con un’intensa e complessa connotazione positiva in Italia e in Europa: potrebbe essere appunto il prodotto teatrale a fungere da raccordo e da punto di richiamo per le molteplici qualità sottese, grazie alla convergenza insita tra forme di espressività artistiche e alla forza della rappresentazione con la presenza viva e partecipe del pubblico.

Da queste brevi riflessioni è possibile tracciare un percorso drammaturgico che, facendo tesoro di quelle esperienze culturali, storiche e civili maturate dalla città nei suoi momenti cruciali, dia testimonianza del processo storico ma anche della funzione sociale e culturale che il teatro assolve.

LE PRODUZIONI DIALETTALI E LEGATE AL TERRITORIO

1976 – A casa tra un poco di Roberto Damiani e Claudio Grisancich

1981 – Un sial per Carlotta di Ninì Perno

1982 – 1902: I Fuochisti di Luisa Crismani

1986 – Due paia di calze di seta di Vienna di Carpinteri e Faraguna

1987 – Un biglietto da mille corone di Carpinteri e Faraguna

1988 – In mezo a ‘ste disgrazie… el tuo ricordo di Edda Vidiz

1988 – Marinaresca di Carpinteri e Faraguna

1989 – Due paia di calze di seta di Vienna di Carpinteri e Faraguna

1989 – Co’ ierimo putei di Carpinteri e Faraguna

1989 – Grisaglia blù di Sergio Velitti

1990 – Quela sera de febraio… di Francesco Macedonio e Ninì Perno

1991 – Sette sedie di paglia di Vienna di Carpinteri e Faraguna

1992 – Putei e putele di Carpinteri e Faraguna

1992 – Due paia di calze di seta di Vienna di Carpinteri e Faraguna

1993 – Pronto, mama…? di Carpinteri e Faraguna

1994 – Un baseto de cuor di Claudio Grisancich

1994 – Locanda grande di Carpinteri e Faraguna

1995 – Un’Isotta nel giardino di Ninì Perno e Francesco Macedonio

1996 – Galina vecia di Augusto Novelli

1996 – El mulo Carleto di Roberto Damiani da Angelo Cecchelin

1997 – Antonio Freno di Ninì Perno e Francesco Macedonio

1998 – L’americano di San Giacomo di Tullio Kezich

1999 – Alida Valli che nel ’40 iera putela di Claudio Grisancich

1999 – El serpente de l’Olimpia di Roberto Damiani da Cecchelin

2000 – Un nido di memorie di Tullio Kezich

2001 – Due paia di calze di seta di Vienna di Carpinteri e Faraguna

2002 – L’ultimo carnevàl di Tullio Kezich

2003 – Mia fia di Giacinto Gallina

2004 – Cosa dirà la gente? di Carpinteri e Faraguna

2004 – I ragazzi di Trieste di Tullio Kezich

2005 – Zente refada di Giacinto Gallina

2006 – Xe bon l’oio de Dragoseti da Carpinteri e Faraguna

2006 – Sariandole di Roberto Curci

2007 – Vola colomba di Pierluigi Sabatti e Francesco Macedonio

2008 – Tramachi di Roberto Curci

2009 – Remitur di Ugo Vicic e Francesco Macedonio

2010 – Fuori i secondi di Enrico Luttmann

2011 – Svola cicogna di Enrico Luttmann

2012 – Maldobrie di Carpinteri e Faraguna

2013 – Due paia di calze di seta di Vienna di Carpinteri e Faraguna

2014 – Sissi a Miramar di Alessandro Fullin

2015 – Zoran di Andrea Collavino e Aram Kian

2015 – Vipere di Carlo Tolazzi

2016 – Ritorno a Miramar di Alessandro Fullin

2016 – Pronto, mama…? di Carpinteri e Faraguna

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