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Antonio Freno

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regia Ninì Perno e Francesco Macedonio

con Orazio Bobbio, Ariella Reggio, Paola Bonesi, Raniero Brumini, Riccardo Canali, Mari Delconte, Adriano Giraldi, Carlo Moser, Maria Grazia Plos e Marzia Postogna, Michele Ainzara, Paolo De Paolis, Andrea Lovisato, Maurizio Repetto, Elena Senes, Fabio Ursich e Michela Vitali

scene Sergio D’Osmo

musiche Livio Cecchelin

costumi Fabio Bergamo

Antonio Freno. Quela note in via Crosada”si ispira a un reale fatto di cronaca cittadina che, agli inizi del secolo, appassion˜ l'opinione pubblica locale: si tratta dell'assassinio di una guardia municipale commesso da un uomo del popolo, Antonio Freno. La vicenda, consumatasi in via Crosada Nella trasposizione scenica di questo fatto di cronaca in“ Perno e Francesco Macedonio hanno voluto offrire una precisa analisi di caratteri, personaggi e ambienti che pur nella loro lontananza temporale possono divenire una possibile chiave di lettura pecostruire in modo cronachistico la vicenda di Antonio Freno, hanno voluto offrire allo spettatore un testo che cerca soprattutto di comprendere il perchè dei fatti e le motivazioni che si celano dietro l'agire dei personaggi. Scelta questa che permette di conferire alla storia un alone di poesia e di profonda comprensione per i destini dei protagonisti in un quadro d'ambiente ricostruito con passione ma senza nostalgie.

Il nuovo spettacolo della Contrada riunisce un affiatato binomio di autori, Ninì Perno e Francesco Macedonio, che presentandosi al pubblico con un testo dal carattere drammatico, intendono rinnovare un'esperienza che testimonia come il dialetto triestino, ampiamente collaudato nel repertorio brillante, sia un linguaggio fortemente espressivo anche nel genere serio.

Ninì Perno, regista di trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI, ha già collaborato in passato con Francesco Macedonio, Direttore Artistico della Contrada, nella stesura di testi brillanti come Un sial per Carlotta, Quela sera de febraio e UnÕIsotta nel giardino.

A Macedonio, com’è ormai tradizione, viene affidata anche la regia della commedia che egli stesso definisce una meta cui tendeva da tempo: uno spettacolo sulla figura di Antonio Freno, ma ancora di più sulla Trieste in cui Freno viveva, era in progetto da anni, ma per un motivo o per l’altro non sembrava mai pronto alla realizzazione. Oggi, presentando un percorso artistico già intrapreso con El mulo Carleto, Macedonio ritrae uno spaccato di storia della nostra città, rievocando per gli spettatori un mondo di gente semplice e povera, di sentimenti ed emozioni scomparsi, rimasti intatti solo nelle canzoni popolari e nel ricordo di quelle vecchie osterie che una volta erano il centro della vita della gente.

La musica diventa così un altro protagonista di “Antonio Freno”; la vicenda è sottolineata, marcata e accompagnata dalle canzoni popolari, scelte grazie alla minuziosa ricerca dal Maestro Livio Cecchelin.

La scenografia, insieme astratta e figurativamente accurata nel ricostruire la piccola via Crosada (oggi chiusa in attesa di un restauro dell’intera zona), è stata ideata da Sergio D’Osmo, mentre i costumi sono di un altro nome noto agli spettatori del Cristallo, Fabio Bergamo.

Il numeroso cast di “Antonio Freno” vede schierati tutti gli attori storici della compagnia della Contrada: Orazio Bobbio nei panni di Freno e Ariella Reggio in quelli della fioraia che instaura con Freno un rapporto quasi materno; accanto a loro ritroviamo Paola Bonesi, Raniero Brumini, Riccardo Canali, Mari Delconte, Adriano Giraldi, Carlo Moser, Maria Grazia Plos e Marzia Postogna.

Completano il cast Michele Ainzara, Paolo De Paolis, Andrea Lovisato, Maurizio Repetto, Elena Senes, Fabio Ursich e Michela Vitali, i sette attori che Francesco Macedonio ha selezionato fra i partecipanti del corso per giovani attori, svolto la scorsa estate appositamente per questo allestimento.

Prosa Dialettale

Spettacolo

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