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Cosa dirà la Gente

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POSTI ONLINE ESAURITI

autore Lino Carpinteri e Mariano Faraguna

regia Francesco Macedonio

con Ariella Reggio e Orazio Bobbio

scene Sergio D'Osmo

costumi Fabio Bergamo

musiche Livio Cecchelin

"Mi credo che i scrivi 'sta roba solo per insempiar la gente". Era il 1945 quando Tullio Kezich sentì un uomo pronunciare questa frase mentre leggeva i titoli dei giornali esposti in un'edicola. Erano tempi difficili per Trieste e quell'espressione in dialetto, così immediata e sdrammatizzante, sembrava riassumere un atteggiamento diffuso di diffidenza e disorientamento. Kezich ne parlò a Lino Carpinteri e Mariano Faraguna e presto la frase entrò a far parte del loro lessico redazionale, diventando un intercalare, una battuta di contrappunto nel lavoro quotidiano. Quando nel '49 il foglio satirico della "Cittadella" fu inserito nel "Giornale del Lunedì" e poi nel "Giornale di Trieste" (che nel '54 avrebbe ripreso la vecchia testata de "Il Piccolo") fu creato uno spazio per una rubrica fissa. Nacque così Cosa dirà la gente?, piccolo box destinato a registrare veri e ipotetici commenti dell'uomo della strada sui fatti più importanti del momento. A chiusa permanente della rubrica venne posta la frase pronunciata dallo sconosciuto di fronte all'edicola anni prima: non c'era espressione più appropriata per suggellare al meglio quello spirito diffidente e ipercritico, e quindi umoristico, cui si consacravano i dialoghi.

Per cinquant'anni Cosa dirà la gente? è rimasto invariato soprattutto nella filosofia di fondo: fermare in brevi, fulminanti pensieri un certo modo di essere e di porsi di fronte alle cose del mondo di una parte dell'anima triestina.

In questo nuovo spettacolo quello spirito torna nei numeri di un varietà annunciati dalla lettura di diversi fogli della "Cittadella": attraverso le voci popolari - un marittimo, un avventore d'osteria, una signora di "Città Vecia" - prende corpo la scenetta, l'operina musicale, la canzone che nell'assieme ridanno espressione alla straordinaria e felicissima invenzione poetica di Carpinteri e Faraguna.

Prosa Dialettale

Spettacolo

Ricordiamo alle Famiglie che i titoli per le Scuole sono disponibili su prenotazione!

Per informazioni e prenotazioni contattare la biglietteria al Teatro Bobbio

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