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Il Gatto Senza Stivali

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regia Sergio Manfio, Laura Fintina 

autore Sergio Manfio 

interpreti Tullia Dalle Carbonare e Simone Babetto 

tecnica Teatro d’attore con pupazzi 

durata 60 minuti circa

fascia d’età 3-8 anni

Una fiaba per insegnare la creatività Lo spettacolo tratto dalla fiaba di Perrault inizia nel modo tradizionale. Un vecchio mugnaio lasciò in eredità ai tre figli i suoi beni: a Ginone il mulino, a Gino l’asino e a Ginetto, il più giovane, un gatto. Il furbo felino convinse il nuovo padrone a comprargli un cappello e un paio di stivali: in questo modo avrebbe fatto la sua fortuna… Gino andò in Oriente a lavorare in un circo con il suo somaro. Ginetto, grazie al gatto, riuscì a sconfiggere un malvagio Orco e a vivere nel suo castello, mentre Ginone era divorato dall’invidia. Era talmente arrabbiato che aveva deciso di chiudere l’acqua che faceva girare le pale del suo mulino. A questo punto dagli ingranaggi del mulino uscì una strega, facendo un grande sbadiglio: “Il mio nome è Bulai, strega maligna che dorme e non si sveglia mai. Il fragore delle pale del mulino è la mia ninna nanna e tu me l’hai tolta!”. Ginone raccontò l’accaduto alla strega che decise di vendicare il suo amico Orco. Lei si introdusse nottetempo nel castello dove ora abitava Ginetto con la principessa. Il gatto si accorse della presenza della strega e cercò di sconfiggerla, ma senza riuscirci. Fortunatamente, in seguito all’accaduto, un tacchino di passaggio gli riferì quello che aveva visto al mulino. Il gatto, lesto, lo rimise in funzione: prese una conchiglia, catturò il suono della ruota e lo fece ascoltare a Bulai, che si addormentò per non svegliarsi mai più!

Famiglie

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