
Rose

ONLINE PLACES ARE SOLD OUT
Rose ha debuttato al Royal National Theatre di Londra nel maggio del 1999 ed è il più recente dei testi drammatici scritti da Martin Sherman.
Prima trasposizione italiana (a cura di Alessandra Serra) del celebre testo drammatico di Martin Sherman, Rose fu rappresentata in prima nazionale l’anno scorso al Teatro Cristallo di Trieste, facendo meritare alla sua interprete, Ariella Reggio, un unanime e corale consenso di pubblico e critica.
Debuttata a Londra nel maggio del 1999, la prima edizione inglese di “Rose” ebbe come protagonista la grande attrice americana Olympia Dukakis, e il successo dello spettacolo fu tale da venir trasposto e rappresentato nel giro di pochi anni in numerosi teatri europei e nordamericani.
Lo spettacolo prende il titolo dal nome della protagonista, Rose, una vivace signora di ottant’anni che ripercorre le varie tappe della sua vita: dall’infanzia in un villaggio ebraico della nuova Russia sovietica, alla giovinezza nella Varsavia degli anni ’30; dalla reclusione nel ghetto al drammatico viaggio dell’Exodus in Palestina, per approdare in un’America postbellica, piena di possibilità, assistendo da lontano alla nascita dello Stato di Israele.
Attraverso l’esistenza di Rose rivive tutta la storia del ventesimo secolo, in cui risuonano gli echi del tempo presente, quasi un affresco della dramma recente del popolo ebraico. Quella di Rose, con i suoi continui cambiamenti, dolori e successi, è prima di tutto la storia di una donna forte, coraggiosa e intraprendente, che nonostante le difficoltà sa guardare al lato ironico, grottesco e sorprendente della vita.
Fedele alla linea tematica che Sherman ha voluto perseguire nelle sue opere teatrali e cinematografiche, anche “Rose” si concentra sul tema degli emarginati e di coloro che sono vittime di persecuzioni, per aver scelto un determinato stile di vita o, ancora più drammaticamente, per essere parte di un determinato popolo.
In un lungo monologo, Rose testimonia gli orrori delle persecuzioni ai danni del popolo ebraico, ma anche la lacerazione davanti alla situazione medio orientale. “Rose” non è necessariamente un testo cupo e tragico, anzi, la vitalità e la forza di vivere – e sopravvivere – della protagonista riescono a stemperare anche i momenti più crudi e dolorosi di questo lungo racconto.
Dramma
Spettacolo
I'm a paragraph. I'm connected to your collection through a data set. Click Preview to see my content. To update me, go to the Data Manager.










