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Solfrizzi: «L'anatra all'arancia è ancora rivoluzionaria contro la superficialità di oggi» - IL PICCOLO 29/02/24



Annalisa Perini


Mossa dopo mossa Gilberto vuole dare scacco matto all'amante della moglie, per riconquistare la sua regina. Da oggi al 3 marzo al Teatro Bobbio per la stagione di prosa della Contrada è in scena "L'anatra all'arancia", un grande classico della commedia. Diretti da Claudio Greg Gregori ne sono protagonisti Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli, insieme ad Antonella Piccolo, Ruben Rigillo e Beatrice Schiaffino.


Celebre è la trasposizione cinematografica di Luciano Salce del '75, con Ugo Tognazzi e Monica Vitti (nel cast anche Barbara Bouchet e John Richardson), ma questa produzione della Compagnia Molière, diretta dallo stesso Solfrizzi, non tiene tanto conto della pellicola quanto della commedia originale di William Douglas Home del '67, riadattata per il teatro da Marc Gilbert Sauvajon una decina di anni dopo, un mix quindi tra humour inglese e comicità francese.

La coppia formata da Gilberto e Lisa è pronta a scoppiare, principalmente a causa delle bugie e delle infedeltà di lui. Anche la moglie, al culmine dell'esasperazione, si è trovata un amante e si appresta ad andarsene. Il marito apparentemente non batte ciglio, la separazione avverrà senza drammi, ma Gilberto, per suggellare amichevolmente il patto che aprirà ad entrambi nuovi sentieri, propone un pranzo a quattro nella villa al mare, con i rispettivi amanti. E l'anatra all'arancia è il piatto che la coppia consumò durante il viaggio di nozze.


«Gilberto è un grande scacchista, si considera imbattibile – racconta Emilio Solfrizzi - e posto di fronte al rischio di perdere la moglie porta sul campo della vita questa sua abilità. Progetta e gioca la sua partita, sperando che finisca come desidera. I personaggi si muoveranno tra vari trabocchetti, come pedine su una scacchiera».

Ogni mossa dei protagonisti mette a nudo a poco a poco le loro emozioni. Il cinismo lascia il passo a timori, acredine, rivalità e gelosie, ed emergono i sentimenti.


«Nel rispetto di un racconto sofisticato – prosegue l'attore - le meschinità dell'animo umano servono a far sorridere, ma anche a suggerire il modo di sbarazzarsene. Non c'è dubbio che quella al centro sia una coppia ferita, ma lo spettacolo è un inno all'ironia, al divertimento e alla leggerezza, e alla complicità, alla capacità di rimanere in ascolto dell'altro e alla relativizzazione dei problemi perché molto dipende da come li affronti». «Gilberto e Lisa sono pieni di difetti – conclude Solfrizzi - ma forse sono proprio quelli ad aver reso possibile la loro alchimia, rendendoli unici l'uno per l'altra. Per stare insieme serve una mediazione continua, il saper capitalizzare il bello e reggere quando i periodi sono peggiori. Il marito, quando la relazione volge verso il baratro, agisce per amore. La perfezione non appartiene alla realtà e al quotidiano e il pubblico sente più vicini i personaggi proprio nei loro chiaroscuri. "L'anatra all'arancia" dopo oltre 50 anni continua a coinvolgere e divertire e secondo me nei tempi attuali lancia persino un messaggio "rivoluzionario" rispetto a una certa superficialità dilagante per c ui oggi, nelle relazioni, il buttare via tutto sembra invece così facile, non ci si confronta più e si arriva al punto di lasciarsi con un messaggio di testo e un "click" sui social network».


Lo spettacolo nelle repliche serali sarà alle 20.30, domenica alle 16.30.



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