A TEATRO IN COMPAGNIA – Rassegna dedicata alle scuole


Mignolina Rap

con SERENA CERCIGNANO e MARTA PAGANELLI
scenografie e pupazzi FEDERICO BIANCALANI
adattamento teatrale e regia di ENRICO FALASCHI

Mignolina Rap è uno spettacolo fatto di canzoni, musica e tanti meravigliosi pupazzi in gommapiuma che animeranno questa divertente versione della Mignolina di H. C. Andersen. Uno spettacolo suggestivo e affascinante che ha una forte implicazione ambientale: Mignolina nasce da un tulipano e attraversa un mondo fatto di piccole o grandi avventure, fatto soprattutto di animali, quali rospi, farfalle, maggiolini, topolini, talpe e pesci rossi, che aiuteranno la protagonista a superare le difficoltà del suo cammino. Lo spettacolo, infatti, affronta anche la problematica dei rifiuti, della grave situazione di degrado della natura che oggi ci circonda: tutte difficoltà che la protagonista riuscirà a superare attraverso il rapporto tenerissimo con una rondine che, grazie all’amore di Mignolina, si risveglierà da una morte apparente. Insieme troveranno la forza di superare le insidie della vita.

29 e 30 novembre 2021 ore 10:00
Teatro dei Fabbri  – via dei Fabbri 2/a


C’era una volta il Kamishibai

con Greta Belometti
regia Pietro Bonaccurso
di Pietro Bonaccurso
aiuto regia Felicia Andrea De Fazio
scenografie Pietro Bonaccurso
tecnica teatro di narrazione con Kamishibai e piccole magie

C’era una volta un fuoco e attorno al fuoco tante persone. C’erano anziani, adulti e bam- bini. Un bimbo chiedeva: “Nonno, nonno! Raccontaci una storia.” E il nonno cominciava a narrare: “C’era una volta…”.
Attorno al fuoco si raccontavano le vicende della giornata e si passava il tempo inventan- do storie divertenti o misteriose, spesso avevano una morale. Molte volte capitava che da una storia ne nascesse un’altra cosicché la notte passava raccontandone mille, una in- trecciata all’altra come matriosche.
In questo modo i racconti e le storie si tramandavano una generazione dopo l’altra.
In quanti modi possiamo racontare una storia? Quante versioni di una stessa storia pos- siamo ascoltare? Vi siete mai chiesti cosa succede dopo il famoso “E vissero tutti Felici e Contenti…”?
“Il Kamishibai e altre storie” nasce proprio da queste domande. La storia di Cappuccetto Rosso è solo una delle avventure raccontate dalla narratrice. In questo spettacolo vi mo-striamo come sono andate le cose secondo noi, quando Cappuccetto Rosso e la nonna si sono salvate.
Servendoci di un grande e artigianalissimo Kamishibai, un’antica forma di narrazione giapponese, arricchita di dettagli e particolari, raccontiamo dell’importanza di avere fidu- cia in se stessi e non avere troppa paura di ciò che non si conosce.
Sarà un gioco di contaminazioni narrative e stilistiche. Pronti per questa avventura?
durata 50 minuti
età dai 3 anni Adatto per le famiglie

20 e 21 dicembre ore 10.00
Teatro dei Fabbri  – via dei Fabbri 2/a


I Tre porcellini

con Anna Chiara Castellano Visaggi, Giacomo Dimase e Chiara Bitetti
scene Anna Chiara Castellano Visaggi burattini
pupazzi Lucrezia Tritone
regia Paolo Comentale

Un viaggio affascinante in un classico della favola, la storia di un lupo che cerca di raccontare le sue maldestre avventure canore alle prese con tre porcellini giocosi e divertenti. Un lupo allergico e canterino, una gazza che predice il futuro a prezzi modici, due uccellini innamorati persi e, alla fine, i tre porcellini: ecco i protagonisti della fiaba che andiamo a raccontare.
Pupazzi animati a vista da sembrare veri, musiche e canzoni coinvolgenti, case e casette che si montano e si smontano in scena sotto gli occhi divertiti degli spettatori e tanto altro ancora. Questi gli ingredienti più importanti della nostra storia che, grazie ad un ritmo originale e
incalzante, vive come sempre dell’appassionata, gioiosa e totale partecipazione del pubblico di ogni età.
L’intento della messa in scena è di divertire il pubblico dei più piccoli usando pupazzi e oggetti di scena esplorando, con stupore e meraviglia, le tante possibilità del teatro d’animazione. La celebre storia dei tre porcellini, delle tre casette e del lupo cattivo nasconde un insegnamento
profondo: solo lavorando intensamente e con impegno e dedizione si possono ottenere risultati stabili e duraturi nel tempo. La “morale” della storia resta tutta ma si è voluto privilegiare in questa messa in scena l’energia inesauribile del buonumore, delle risate, dei tempi comici nei quali, come
sempre, i bambini si confermano maestri impareggiabili.

31 gennaio 2020 ore 10:00
Teatro dei Fabbri- via dei Fabbri 2/a


Alice nel paese delle meraviglie

Con Enza De Rose, Valentino Pagliei, Francesco Paolo Ferrara
Regia Giulio Settimo
Musiche Giovanni Settimo

Un titolo che ha ispirato tantissimi registi teatrali e cinematografici, che vi hanno trovato la giusta ispirazione per i loro lavori. Adatto ai più piccoli, ma in grado di convincere anche gli adulti, il testo di Lewis Carrol dal 1865 è uno dei più amati al mondo. In questa nuovissima messinscena, il regista Giulio Settimo ha deciso di basarsi, come spesso accade, anche sul seguito, intitolato “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, mantenendosi fedele all’originale ma concedendosi anche delle aggiunte. La vicenda è quindi ambientata al giorno d’oggi. Alice è una bambina di otto anni con la testa tra le nuvole, che a scuola fatica a seguire le lezioni perché la sua fantasia troppo spesso la porta a girovagare per altri luoghi. Nel paese delle meraviglie, appunto, che è un posto in cui incontra tanti buffi personaggi, come il Bruco Buffo o il Cappellaio matto. Questo suo percorso la porta però a conoscere le diverse discipline scolastiche come la matematica, la storia, la geografia, l’inglese e l’italiano, prima di arrivare a confrontarsi con il test più importante, ovvero l’incontro con la famigerata Regina di Cuori, che minaccia di tagliarle la testa, perché non è adeguatamente preparata. Per la prima volta nella sua storia la Contrada produce uno spettacolo di teatro di figura. In questa messinscena infatti il teatro si fonde con il teatro di figura misto e l’animazione a vista. Burattini e muppet animeranno tutta la vita nel paese delle meraviglie, nel quale la stessa Alice arriverà trasformata in un burattino.

Tecnica Teatro d’attore, Pupazzi e Maschere Fascia d’età dai 3 ai 10 anni Durata 60 minuti circa

7 febbraio 2022 ore 10:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


Rodari Smart

con Marta Vedruccio e Dario Mennella
sonorità e musiche dal vivo Dario Mennella
illustrazioni e video animazioni di Chiara Spinelli e Diego Franzese
luci di Paco Summonte
regia Giovanna Facciolo

Il progetto è un piccolo tuffo nel mondo di Gianni Rodari, un mondo fatto di acuta leggerezza, visionarietà, dissacrazione dei luoghi comuni, tensione morale e civile, che viene qui rivisitato e restituito attraverso l’incontro tra sonorità e musica dal vivo, linguaggio visuale, parola e movimento. Ispirato da alcune storie della scrittura di Rodari, quali Le favolette di Alice, Giacomo di Cristallo, e dall’Enciclopedia della Favola, da lui stesso curata, il progetto vede in scena un musicista ed una attrice/performer che interagiscono sul piano visuale con i disegni animati nati dalla matita dell’illustratrice Chiara Spinelli. La struttura drammaturgica prevede possibili momenti di coinvolgimento del pubblico. Le suggestioni sonore e le musiche dal vivo, a cura del maestro Dario Mennella, accompagnano la narrazione, e interagiscono col gesto e l’azione, sostenendo l’evocazione di personaggi, luoghi e atmosfere, sapendo diventare giochi di ritmo da costruire insieme ai piccoli spettatori, mentre magici oggetti prendono vita. Una serie di poetiche ed ironiche illustrazioni videoanimate, a firma di Chiara Spinelli e Diego Franzese, proiettate e in continua interazione col corpo degli attori e gli elementi di scena, faranno da guida e contraltare allo svilupparsi delle singole storie, diventando esse stesse drammaturgia. Un coinvolgente e poetico omaggio a colui che ha dedicato gran parte della sua vita e del suo immaginario ai bambini e ai loro mondi possibili nel centenario della sua nascita.

21 e 22  febbraio 2022 ore 10:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


Mulan e il Drago

Testo, regia e spazio: Valentina Ciaccia
Animatori e mimi: Maddalena Celentano, Valentina Franciosi, Andrea Tufo, Massimo Sconci. Figure: Gabriele Ciaccia –
Costumi e maschere: Bartolomeo Giusti

Dall’epica dell’antica Cina. La storia della coraggiosa principessa Mulan diventa il pretesto per raccontare una grande civiltà, lontana ma sempre più vicina, con i suoi valori e la sua cultura spettacolare. Sullo sfondo il paesaggio della sconfinata Cina, rurale e guerresco, magico e misterioso. I personaggi, nobili raffinati e contadini saggi, aiuteranno la giovane Mu Lan nel percorso che la porterà a scegliere e a definire la sua identità. Nel rapporto tra il maschile e il femminile, nella dinamica di conquiste e tabù, si definisce la problematica che rende questa storia attuale, capace di dialogare con le giovani donne e i giovani uomini di un mondo che, come allora, cambia repentinamente, e può essere infinito, spaesante, ma allo stesso tempo pieno di possibilità inaspettate, nuove avventure e amici. Accompagnata da due simpatici amici, il Grillo e il Draghetto, Mu Lan affronterà le trasformazioni della crescita, il timore del diverso e dell’ignoto, i turbamenti del primo amore, il distacco dalla casa dei genitori e il confronto con il mondo. La calma narrazione della storia si intercala a divertenti dialoghi, immagini di figure in movimento, e acrobatici ed avvincenti combattimenti. La magia appare e scompare grazie alla poesia del teatro nero, con apparizioni di demoni del cielo e della terra, e della figura immortale ed affascinante del maestoso indomabile drago… Tecnica: Teatro d’attore, teatro di narrazione, teatro di figura e teatro nero con figure luminescenti Fascia d’età: dai 5 agli 11 anni Durata: 60 minuti circa

14 e 15 marzo 2022 ore 10:00
Teatro Orazio Bobbio- via del Ghirlandaio 12


Giannino Stoppani in arte Burrasca

GIANNINO STOPPANI
IN ARTE BURRASCA
Scritto e diretto da Giacomo Sette
Con Gloria Sapio e Maurizio Repetto
Musiche di Andrea Cauduro
Scene di Marco Malerba
Luci e video: Fabio Romano Marianelli
Figurine: Gloria Sapio
Videomapping: Maurizio Repetto

Il Giornalino di Gianburrasca di Vamba è certamente una delle opere più interessanti, intense e potenti della narrativa per ragazzi. Nella sua poetica corrosiva, satirica, ironica, leggerissima e insieme radicale, l’autore investe un ragazzino di dieci anni della responsabilità di “smascherare” l’ipocrisia del mondo degli adulti e le dinamiche dissociate e dissocianti del “bastone e carota” come metodo universale di trattamento dei “ragazzi”. Gianburrasca assalta a colpi di scherzi la doppia morale e la fiacca razionalità degli adulti. L’arma di questo piccolo eroe metà garibaldino e metà anarchico è la risata. Giovanni Spezzani in arte Gianburrasca, non è un semplice enfant terrible che gioca ad imbarazzare e sovvertire un mondo fatto di rigida disciplina e opportunismo; né il simbolo di una gioventù annoiata, che si oppone ciecamente, con una ribellione vaga e qualunquista, ad una realtà vetusta e inquadrata. Gianburrasca è, prima di tutto, la rivendicazione della specificità del bambino e della sua personalità. Nel diario cui consegna le sue memorie, Gianni Spezzani lo afferma più volte: questo mondo, (il suo mondo), non è a misura di bambino. Tutto è fuori scala per lui e gli adulti sono lontani, presi solo dalle loro cose e del tutto dimentichi dell’infanzia. Infatti hanno una visione universale, antica, rigida, schematica del bambino e del ragazzo. Non sanno riconoscergli un’identità personale, un’unicità caratteriale. Sanno solo “controllarlo” e mandargli messaggi discordanti confondendolo. Gianburrasca lotta per la libertà e per la verità. E’ un ragazzino di cuore, generoso, vitale, leale e sensibile. Non c’è crudeltà o vacuità nelle sue azioni, ma affermazione. Non sa mentire e per questo motivo finisce nei guai. Non sopporta la sopraffazione, l’oppressione, la spacconeria – e per questo finisce nei guai. Pochissimi dei suoi famosi e tremendi scherzi sono dovuti al semplice divertimento. Per lo più questi sono veri e propri atti di resistenza. Per mettere “a posto” le cose, per fare giustizia, per vendicare un torto. Non è così lontano, questo piccolo personaggio, dalla visione romantica che abbiamo dei briganti, dei fuorilegge del far west o di certi lupi solitari dei film d’azione americani. Gianburrasca nasce e cresce trent’anni dopo l’Unità d’Italia e sembra incarnare al meglio gli ideali libertari, popolari e umanitari degli antichi patrioti. Nella letteratura d’avventura e nella storia dell’autodeterminazione dei popoli, il nostro piccolo eroe, trova e costruisce un’epica e un’etica della vita e dei rapporti sociali tutta sua. I suoi pensieri e proponimenti sono profondi, intelligenti, emozionali, coraggiosi e rigorosi e vengono espressi in azione dai suoi dispetti, dalle burle spesso pericolose con cui stravolge il mondo dei grandi. Ed è proprio questa la sua forza. Gli ideali personali, estremamente pratici e onesti, sono retti da una leggerezza e da una gioia di vivere che niente e nessuno riesce a scalfirgli. Spesso Gianburrasca è triste, si sente solo o vittima di ingiustizie, ma non si arrende mai e trova sempre il modo di reagire, ricostruire là dove gli adulti hanno distrutto, rivoltarsi là dove lo hanno represso, sciogliere i loro cuori quando lo hanno punito. Ed è proprio questo aspetto che noi vogliamo sottolineare, è su questo immaginario comicamente eroico di Gianburrasca che vogliamo lavorare. Il nostro obiettivo è quello di dare ai bambini e ai ragazzi che fruiscono di questo spettacolo un piccolo eroe “di ogni tempo”; capace di opporre alle bruttezze e incongruenze del mondo la sua naturale fantasia e intelligenza, tipica dei più piccoli e spesso perduta dai più grandi. Vogliamo, cioè, restituire a questa generazione un eroe romantico, un cavaliere armato di giornalino e di penna, un alfiere della lettura e della giustizia “naturale”, un ribelle divertente e inarrestabile e agli adulti che li accompagnano vogliamo regalare un “bambino interno”, che lotta contro i mostri della contemporaneità con le sole armi della sua vitalità. Un bambino che tutti noi abbiamo dentro e che spesso, troppo spesso, mettiamo in castigo e dimentichiamo da qualche parte. Tecnica: Teatro d’attore Fascia d’età: dai 4 agli 11 anni

278 e 29 marzo 2022 ore 10:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a