TI RACCONTO UNA FIABA – rassegna per le famiglie


Gaia e Re Ciclo- ANNULATO

AL SUO POSTO Spettacolo “LE MILLE E UNA NOTTE”
14 novembre  2021 – ore 11:00
Teatro Orazio Bobbio  – via del Ghirlandaio, 12


Mignolina Rap

con SERENA CERCIGNANO e MARTA PAGANELLI
scenografie e pupazzi FEDERICO BIANCALANI
adattamento teatrale e regia di ENRICO FALASCHI

Mignolina Rap è uno spettacolo fatto di canzoni, musica e tanti meravigliosi pupazzi in gommapiuma che animeranno questa divertente versione della Mignolina di H. C. Andersen. Uno spettacolo suggestivo e affascinante che ha una forte implicazione ambientale: Mignolina nasce da un tulipano e attraversa un mondo fatto di piccole o grandi avventure, fatto soprattutto di animali, quali rospi, farfalle, maggiolini, topolini, talpe e pesci rossi, che aiuteranno la protagonista a superare le difficoltà del suo cammino. Lo spettacolo, infatti, affronta anche la problematica dei rifiuti, della grave situazione di degrado della natura che oggi ci circonda: tutte difficoltà che la protagonista riuscirà a superare attraverso il rapporto tenerissimo con una rondine che, grazie all’amore di Mignolina, si risveglierà da una morte apparente. Insieme troveranno la forza di superare le insidie della vita.

28 novembre 2021 ore 11:00
Teatro dei Fabbri  – via dei Fabbri 2/a


L’uccellino la Gallinella e il cane

Pupazzi: Federica Guerra
Musiche: Fabio Mazza
Baracca e scenografie: Paolo Pezzutti
Regia: Fabio Scaramucci

Nelle tre storie che compongono lo spettacolo si parla della bellezza e della difficoltà di crescere e diventare grandi; si parla dell’importanza della generosità e dell’amicizia, della collaborazione e dell’aiuto reciproco.
La prima storia ha come protagonista un cane piccolo piccolo di nome Martino, capitato, chissà come, in un paese senza cani. Martino non sa né abbaiare né fare nessun altro verso. Lui sarebbe tranquillo se gli altri non lo prendessero in giro per questo. Si sente smarrito e parte alla ricerca di qualcuno che gli insegni ad abbaiare. Ci prova il gallo, incontra la volpe astuta, chiede aiuto al cuculo, evita il cacciatore, finché dopo molte avventure, buffe e tenere, troverà chi saprà, con pazienza e amore, insegnargli ad abbaiare. Martino conquista la propria autonomia e identità attraverso un percorso di fiducia che diventa entusiasmante se fatto con “i giusti maestri”, con coloro che sanno toccare le giuste corde. Dal racconto di Gianni Rodari “Il cane che non sapeva abbaiare” – della raccolta “Tante storie per giocare”.
Il secondo episodio è la rappresentazione di un racconto popolare inglese, ripreso da numerosi autori e diffuso in moltissime tradizioni orali: “LA GALLINELLA E IL CHICCO DI GRANO”.
La Gallinella Rossa ha dei chicchi di grano che decide di seminare.
Chiede aiuto ai suoi amici, la Papera, il Gatto, il Maiale, ma tutti rifiutano perché impegnati a giocare. E la stessa cosa avviene per la mietitura, per fare la farina, per impastare il pane… Quando, però, si tratta di mangiare e di dividere il pane Papera, Gatto e Maiale si presentano puntuali, allora la Gallinella Rossa darà loro una lezione.
Conclude lo spettacolo “TICO CHE NON PUÒ VOLARE”, elaborazione del racconto illustrato di Leo Lionni “Tico dalle ali d’oro”, si parla di un uccellino, Tico, appunto, che nasce, non si sa perché, senza ali. Questa grande differenza non gli impedisce di avere molti amici uccellini. Un giorno Tico riceve dall’Uccello dei Desideri delle ali d’oro e con quelle può, finalmente, girare il mondo. Impara ad essere generoso e comincia a regalare le piume dorate a chi ne ha bisogno, ai molti poveri che incontra per strada. L’altruismo di Tico viene premiato: per ciascuna ala d’oro regalata a Tico spunta un’ala nera!
Per bambini da 3 a 8 anni e pubblico misto.

5 dicembre ore 11.00
Teatro dei Fabbri  – via dei Fabbri 2/a


Anche le pulci hanno la tosse!

Con Enza De Rose
Marzia Postogna
Francesco Godina
Giacomo Segulia
Regia Diana Höbel

I personaggi della favola, animaletti umanizzati e parlanti, sono figurette vive e vere, tratteggiate con poche parole o con descrizioni più ampie, delineate con freschezza immaginativa e naturalezza di similitudine. Una certa forza comica non disgiunta da disincanto ironico è espressa da questi bizzarri protagonisti che denotano l’abilità dell’autore di rendere partecipi i lettori dei loro vizi e virtù, dei loro drammi e delle loro eccessive ambizioni: con la brillante concisione e l’immaginazione visiva, l’arguzia e l’ingegnosità dello scrittore di talento, Tomizza narra le loro vicende e, con il gusto quasi epigrammatico della battuta mordace, conclude la scena con una brusca antitesi e il taglio onesto dell’adattamento di Ugo Vicic lo rende un monito a comportarsi con umiltà. “Anche le pulci hanno la tosse” è un modo di dire usato per definire quelle persone che non valgono nulla, ma che si permettono di parlare e di fare sentire la propria voce, anche se è impercettibile come quella, in senso figurato, delle pulci. Lo spettacolo racconta la storia di Saltellina, ambiziosa e capricciosa pulce amante del bel canto. Un ragno, una zanzara e un millepiedi penseranno a darle una piccola lezione. “Anche le pulci hanno la tosse”: nel suo racconto Tomizza parte da questa espressione figurata e le dà vita. Ci presenta infatti Saltellina, una pulce con la tosse! E poi il ragno Tessitori, il millepiedi Locomotore e la zanzara Tzatzira che come Saltellina… adorano l’opera lirica! e soprattutto cantare, cantare come veri cantanti! Come i bambini che giocano a fare le cose degli adulti. Chi sono le pulci con la tosse, chi sono quelli che si fingono più grandi di ciò che sono in realtà? Gli insettini? I bambini? o tutti noi, presi dalle nostre serissime passioni, che viste da lontano, dal fondo della platea, non sono altro che piccolissimi colpi di tosse pulcesca? – Diana Höbel, regista – La vita è fatta di incontri felici, che ti permettono di crescere e guardare il mondo con occhi diversi. E la collaborazione tra La Contrada e il Dramma italiano è uno di questi, in particolar modo in questo spettacolo rivolto ai giovanissimi, il nostro pubblico di domani. ”Anche le pulci hanno la tosse” è di un grande autore istriano, Fulvio Tomizza, forse non valorizzato sufficientemente a Trieste, per il quale abbiamo pensato uno spettacolo che coniugasse dolcezza e divertimento, musica e teatro, nella festa collettiva che è (o dovrebbe essere) andare a Teatro. Voci liriche che si alternano alle battute dei quattro bravissimi attori nei panni dei piccoli insetti, una giovane regista dalle idee innovative, delle musiche coinvolgenti e arie di tradizione: gli ingredienti giusti per un pubblico speciale! – Livia Amabilino, presidente de La Contrada –

Tecnica Teatro d’Attore e Teatro Musicale Fascia d’età
dai 4 ai 10 anni Durata 60 min circa

8 dicembre  2021 – ore 11:00
Teatro Orazio Bobbio  – via del Ghirlandaio, 12


C’era una volta il Kamishibai

con Greta Belometti
regia Pietro Bonaccurso
di Pietro Bonaccurso
aiuto regia Felicia Andrea De Fazio
scenografie Pietro Bonaccurso
tecnica teatro di narrazione con Kamishibai e piccole magie

C’era una volta un fuoco e attorno al fuoco tante persone. C’erano anziani, adulti e bam- bini. Un bimbo chiedeva: “Nonno, nonno! Raccontaci una storia.” E il nonno cominciava a narrare: “C’era una volta…”.
Attorno al fuoco si raccontavano le vicende della giornata e si passava il tempo inventan- do storie divertenti o misteriose, spesso avevano una morale. Molte volte capitava che da una storia ne nascesse un’altra cosicché la notte passava raccontandone mille, una in- trecciata all’altra come matriosche.
In questo modo i racconti e le storie si tramandavano una generazione dopo l’altra.
In quanti modi possiamo racontare una storia? Quante versioni di una stessa storia pos- siamo ascoltare? Vi siete mai chiesti cosa succede dopo il famoso “E vissero tutti Felici e Contenti…”?
“Il Kamishibai e altre storie” nasce proprio da queste domande. La storia di Cappuccetto Rosso è solo una delle avventure raccontate dalla narratrice. In questo spettacolo vi mo-striamo come sono andate le cose secondo noi, quando Cappuccetto Rosso e la nonna si sono salvate.
Servendoci di un grande e artigianalissimo Kamishibai, un’antica forma di narrazione giapponese, arricchita di dettagli e particolari, raccontiamo dell’importanza di avere fidu- cia in se stessi e non avere troppa paura di ciò che non si conosce.
Sarà un gioco di contaminazioni narrative e stilistiche. Pronti per questa avventura?
durata 50 minuti
età dai 3 anni Adatto per le famiglie

19 dicembre 2021 ore 11.00
Teatro dei Fabbri  – via dei Fabbri 2/a


Biodiverso a modo mio

Lo spettacolo ha debuttato all’inaugurazione del BioMa di Trieste, nel 2018.
Di Giustina Testa. Con Giustina Testa, Julian Sgherla e Riccardo Beltrame.
Il BioMa di Trieste, il nuovo museo dedicato alla biodiversità marina all’interno della riserva di Miramare, è da poco più di una settimana, e il nostro spettacolo Biodiverso a modo mio sta già per tornare.
Biodiverso a modo mio è lo spettacolo originale che la nostra Giustina Testa ha scritto appositamente per essere rappresentato all’interno del Biodiversitario Marino di Trieste, la nuova struttura che sabato 10 marzo 2018 ha aperto le porte a turisti e cittadini per condurli alla scoperta delle meraviglie che l’Adriatico gelosamente conserva.

19 dicembre 2021 ore 11:00
Teatro Orazio Bobbio – via del Ghirlandaio 12


La Regina delle Nevi

La nuova produzione Contrada, “La Regina delle nevi”, un progetto di Enza De Rose ed è in fase di ideazione, in un riadattamento di Livia Amabilino sulla storia originale in cui la regina delle nevi, intenzionata a distruggere l’arte con l’obiettivo di rendere gli animi umani sterili, un parallelismo con i tempi che stiamo vivendo ma in una chiave, come sempre, adatto ai bambini.

2 gennaio 2022 ore 11:00
dal 3 gennaio al 5 gennaio ore 16:30

Teatro Orazio Bobbio – via del Ghirlandaio 12


La strega dell’acqua e il bambino di ciccia

Spettacolo di fiabe popolari narrate e cantate
di e con Fabio Scaramucci

“Mia nonna d’estate mi portava in vacanza in montagna e io sognavo il mare. Allora quando il sole scottava, chiedevo alla nonna di fare un bel bagno al fiume, o nei bei torrenti che circondavano la nostra casa. Lei immancabilmente mi diceva allarmata: “No! Non farlo. Non sai che in quelle acque ci vivono le Agane?” “E chi sono le Agane?” chiedevo io. “Sono delle donne malvagie che vivono e comandano le acque. Guai ad avere a che fare con loro”.Così, grazie ai racconti della nonna sono diventato esperto di Agane, di streghe e di creature dei boschi!”

In questo spettacolo, che prosegue il percorso sull’arte del contastorie intrapreso da Fabio Scaramucci con successo sempre crescente, si racconta la storia della bella Caterina e del perché le Agane sono entrate nei corsi d’acqua; la storia del giovane Tarcisio che si innamora di una donna un po’ speciale; del piccolo Martino che si imbatte in una strega/agana che trasforma i bambini in coniglietti. E poi ci sono gli Orcul, il Mazzarot, e tutte le atmosfere antiche di quando l’ascoltare una storia era magia, paura e gran divertimento. Come allora, quando nelle stalle si riunivano le famiglie per ascoltare i vecchi narratori, il contastorie di oggi saprà coinvolgere il pubblico di tutte le età.

Durata: circa un’ora.

16 gennaio 2022 ore 11:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


Il Frigorifero Lirico

Opera lirica in un frigorifero
ispirata a “Il Vascello Fantasma” di R. Wagner

Di notte non riesce a dormire. Entra in una cucina minuscola. La luna alla finestra assorbe tutti i suoi pensieri. Beve qualcosa e apre il frigorifero. Il mondo gira e rigira nella sua testa e nulla sembra distogliere i pensieri dell’uomo dall’astro illuminato. Voci escono dal frigorifero, come se qualcuno fosse rinchiuso al suo interno.
A volte basta un pensiero, un segno e tutto trasfigura. Piccole marionette e ballerini cantano nelle bottiglie del latte e nella ghiacciaia si consuma una scena della Bohéme. L’elettrodomestico si trasforma sotto gli occhi dell’uomo in un teatro d’opera , con il pubblico seduto nei palchi illuminati tra il burro e il formaggio mentre l’orchestra si prepara a suonare, accordando gli strumenti, nascosta nel cassetto della frutta.
Non resta che tuffarsi letteralmente nel frigorifero a inseguire le proprie visioni.
In questo andirivieni tra realtà e mondo onirico si perdono le relazioni tra lo spazio e il tempo; incredibilmente colori, suoni, immagini e video animazioni, ombre cinesi, marionette e figure di carta esplodono dal frigorifero lirico: raccontano e dipingono la musica in un affresco leggero e brillante, e animali, vascelli, sirene, cantanti e personaggi da fiera si muovono incantati sulle musiche d’opera del Vascello Fantasma di Wagner, della Carmen di Bizet e delle entusiasmanti musiche di Rossini.
La musica lirica fa da traccia sonora, ironica e speciale in una inaspettata e prodigiosa atmosfera di ‘divenire leggero della vita’: alla fine tra gli applausi, il pubblico ritorna nel suo teatro fatto di bottiglie, frutta e pomodori e l’uomo ritorna alla luna, da dove è sceso per un attimo.
Qualche volta anche gli oggetti si ribellano rivelandoci i loro caratteri e le loro passioni e ci riportano al gioco e alle sue regole: tutto può succedere, anche in una cucina come le nostre, dove ogni oggetto svolge pigramente la propria attività e dove un frigorifero esegue con pazienza da sempre il suo gelido compito.

Uno spettacolo breve, per un piccolo spazio e per un piccolo pubblico, che va visto molto da vicino.

23 gennaio ore 11:00  e ore 15:30
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


I Tre porcellini

con Anna Chiara Castellano Visaggi, Giacomo Dimase e Chiara Bitetti
scene Anna Chiara Castellano Visaggi burattini
pupazzi Lucrezia Tritone
regia Paolo Comentale

Un viaggio affascinante in un classico della favola, la storia di un lupo che cerca di raccontare le sue maldestre avventure canore alle prese con tre porcellini giocosi e divertenti. Un lupo allergico e canterino, una gazza che predice il futuro a prezzi modici, due uccellini innamorati persi e, alla fine, i tre porcellini: ecco i protagonisti della fiaba che andiamo a raccontare.
Pupazzi animati a vista da sembrare veri, musiche e canzoni coinvolgenti, case e casette che si montano e si smontano in scena sotto gli occhi divertiti degli spettatori e tanto altro ancora. Questi gli ingredienti più importanti della nostra storia che, grazie ad un ritmo originale e
incalzante, vive come sempre dell’appassionata, gioiosa e totale partecipazione del pubblico di ogni età.
L’intento della messa in scena è di divertire il pubblico dei più piccoli usando pupazzi e oggetti di scena esplorando, con stupore e meraviglia, le tante possibilità del teatro d’animazione. La celebre storia dei tre porcellini, delle tre casette e del lupo cattivo nasconde un insegnamento
profondo: solo lavorando intensamente e con impegno e dedizione si possono ottenere risultati stabili e duraturi nel tempo. La “morale” della storia resta tutta ma si è voluto privilegiare in questa messa in scena l’energia inesauribile del buonumore, delle risate, dei tempi comici nei quali, come
sempre, i bambini si confermano maestri impareggiabili.

30 gennaio 2022 ore 11:00
Teatro dei Fabbri- via dei Fabbri 2/a


Alice nel paese delle meraviglie

Con Enza De Rose, Valentino Pagliei, Francesco Paolo Ferrara
Regia Giulio Settimo
Musiche Giovanni Settimo

Un titolo che ha ispirato tantissimi registi teatrali e cinematografici, che vi hanno trovato la giusta ispirazione per i loro lavori. Adatto ai più piccoli, ma in grado di convincere anche gli adulti, il testo di Lewis Carrol dal 1865 è uno dei più amati al mondo. In questa nuovissima messinscena, il regista Giulio Settimo ha deciso di basarsi, come spesso accade, anche sul seguito, intitolato “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, mantenendosi fedele all’originale ma concedendosi anche delle aggiunte. La vicenda è quindi ambientata al giorno d’oggi. Alice è una bambina di otto anni con la testa tra le nuvole, che a scuola fatica a seguire le lezioni perché la sua fantasia troppo spesso la porta a girovagare per altri luoghi. Nel paese delle meraviglie, appunto, che è un posto in cui incontra tanti buffi personaggi, come il Bruco Buffo o il Cappellaio matto. Questo suo percorso la porta però a conoscere le diverse discipline scolastiche come la matematica, la storia, la geografia, l’inglese e l’italiano, prima di arrivare a confrontarsi con il test più importante, ovvero l’incontro con la famigerata Regina di Cuori, che minaccia di tagliarle la testa, perché non è adeguatamente preparata. Per la prima volta nella sua storia la Contrada produce uno spettacolo di teatro di figura. In questa messinscena infatti il teatro si fonde con il teatro di figura misto e l’animazione a vista. Burattini e muppet animeranno tutta la vita nel paese delle meraviglie, nel quale la stessa Alice arriverà trasformata in un burattino.

Tecnica Teatro d’attore, Pupazzi e Maschere Fascia d’età dai 3 ai 10 anni Durata 60 minuti circa

6 febbraio 2022 ore 11:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


Esmeralda la Farfalla del bosco

testo e regia Enrico Cavallero
con Letizia Buchini, Enrico Cavallero
musiche originali Rosario Guerrini

Esmeralda è un farfalla desiderosa di scoprire nuove terre. Purtroppo però non sempre si è ben accolti quando si viene da lontano e si hanno le ali di un colore diverso… Esmeralda si troverà a dover affrontare diverse difficoltà: prima la paura di perdersi, poi l’incontro con la sentinella del bosco, il salice piangente che sembra burlarsi di lei, poi con l’imperatore del campo di lavanda, uno splendido farfallone colorato che non ammette nel suo regno farfalle con ali bianche, e ancora la furia del vento, la fatica di volare con le ali sporche… tutte prove che Esmeralda saprà superare imparando, insieme ai bambini, il valore della “differenza” e il coraggio di vivere “liberi”. Una piccola storia che invita i bambini e gli adulti ad una fondamentale riflessione: conoscere ed amare ciò che è diverso da noi, sfumature e colori che arricchiscono gli occhi e il cuore di chi li sa cogliere.
E allora avanti… seguiamo Esmeralda in questa storia di speranza e di pace!

13 febbraio 2022 ore 11:00
Teatro Orazio Bobbio – via del Ghirlandaio 12


Rodari Smart

con Marta Vedruccio e Dario Mennella
sonorità e musiche dal vivo Dario Mennella
illustrazioni e video animazioni di Chiara Spinelli e Diego Franzese
luci di Paco Summonte
regia Giovanna Facciolo

Il progetto è un piccolo tuffo nel mondo di Gianni Rodari, un mondo fatto di acuta leggerezza, visionarietà, dissacrazione dei luoghi comuni, tensione morale e civile, che viene qui rivisitato e restituito attraverso l’incontro tra sonorità e musica dal vivo, linguaggio visuale, parola e movimento. Ispirato da alcune storie della scrittura di Rodari, quali Le favolette di Alice, Giacomo di Cristallo, e dall’Enciclopedia della Favola, da lui stesso curata, il progetto vede in scena un musicista ed una attrice/performer che interagiscono sul piano visuale con i disegni animati nati dalla matita dell’illustratrice Chiara Spinelli. La struttura drammaturgica prevede possibili momenti di coinvolgimento del pubblico. Le suggestioni sonore e le musiche dal vivo, a cura del maestro Dario Mennella, accompagnano la narrazione, e interagiscono col gesto e l’azione, sostenendo l’evocazione di personaggi, luoghi e atmosfere, sapendo diventare giochi di ritmo da costruire insieme ai piccoli spettatori, mentre magici oggetti prendono vita. Una serie di poetiche ed ironiche illustrazioni videoanimate, a firma di Chiara Spinelli e Diego Franzese, proiettate e in continua interazione col corpo degli attori e gli elementi di scena, faranno da guida e contraltare allo svilupparsi delle singole storie, diventando esse stesse drammaturgia. Un coinvolgente e poetico omaggio a colui che ha dedicato gran parte della sua vita e del suo immaginario ai bambini e ai loro mondi possibili nel centenario della sua nascita.

20 febbraio 2022 ore 11:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


Il Canto magico delle Foresta

di Enrico Cavallero

Siamo nella foresta dell’Africa nera e la giovane Amilù deve cantare alla grande festa che ci sarà nel suo villaggio ma ahimè… le sue doti canore sono veramente scarse e inadeguate: vocalizzi stonati e urletti mal assestati le sgorgano dall’ugola in modo straziante. Per evitare brutte figure, Amilù studia con impegno, ma con scarsi risultati. Ecco quindi che le viene in soccorso… un vaso! Ma non un vaso come tutti gli altri! Un vaso magico, un vaso parlante, capace di raccogliere al suo interno ogni tipo di suono. Ed è proprio questo vaso che spinge Amilù ad inoltrarsi nella foresta dove troverà ciò che cerca: i maestri della musica. Così Amilù si mette in viaggio imbattendosi prima nello scorbutico bucero, poi nella vanitosa gru, quindi nel serpente Stive, nella stravagante upupa, nell’intimorito cuculo ed infine nell’instancabile mangiamosche del paradiso. Imparando e ripetendo i versi di ciascun animale, Amilù comporrà una melodia originale e armoniosa che custodirà con cura nel suo vaso magico. Il rientro al villaggio sarà un successo garantito. Questa delicata e divertente favola vuole essere un invito all’ascolto dei suoni che ci circondano e che se vogliamo possono diventare una musica gioiosa. Lo spettacolo affascina per l’utilizzo di variopinti e simpatici pupazzi e per il cambio continuo di scenografia dai colori sgargianti, solari ed esotici proprio come i diversi ambienti della terra africana descritti dalla favola.

27 febbraio 2022 ore 11:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


Mulan e il Drago

Testo, regia e spazio: Valentina Ciaccia
Animatori e mimi: Maddalena Celentano, Valentina Franciosi, Andrea Tufo, Massimo Sconci. Figure: Gabriele Ciaccia –
Costumi e maschere: Bartolomeo Giusti

Dall’epica dell’antica Cina. La storia della coraggiosa principessa Mulan diventa il pretesto per raccontare una grande civiltà, lontana ma sempre più vicina, con i suoi valori e la sua cultura spettacolare. Sullo sfondo il paesaggio della sconfinata Cina, rurale e guerresco, magico e misterioso. I personaggi, nobili raffinati e contadini saggi, aiuteranno la giovane Mu Lan nel percorso che la porterà a scegliere e a definire la sua identità. Nel rapporto tra il maschile e il femminile, nella dinamica di conquiste e tabù, si definisce la problematica che rende questa storia attuale, capace di dialogare con le giovani donne e i giovani uomini di un mondo che, come allora, cambia repentinamente, e può essere infinito, spaesante, ma allo stesso tempo pieno di possibilità inaspettate, nuove avventure e amici. Accompagnata da due simpatici amici, il Grillo e il Draghetto, Mu Lan affronterà le trasformazioni della crescita, il timore del diverso e dell’ignoto, i turbamenti del primo amore, il distacco dalla casa dei genitori e il confronto con il mondo. La calma narrazione della storia si intercala a divertenti dialoghi, immagini di figure in movimento, e acrobatici ed avvincenti combattimenti. La magia appare e scompare grazie alla poesia del teatro nero, con apparizioni di demoni del cielo e della terra, e della figura immortale ed affascinante del maestoso indomabile drago… Tecnica: Teatro d’attore, teatro di narrazione, teatro di figura e teatro nero con figure luminescenti Fascia d’età: dai 5 agli 11 anni Durata: 60 minuti circa

13  marzo 2022 ore 11:00
Teatro Orazio Bobbio- via del Ghirlandaio 12


Giannino Stoppani in arte Burrasca

GIANNINO STOPPANI
IN ARTE BURRASCA
Scritto e diretto da Giacomo Sette
Con Gloria Sapio e Maurizio Repetto
Musiche di Andrea Cauduro
Scene di Marco Malerba
Luci e video: Fabio Romano Marianelli
Figurine: Gloria Sapio
Videomapping: Maurizio Repetto

Il Giornalino di Gianburrasca di Vamba è certamente una delle opere più interessanti, intense e potenti della narrativa per ragazzi. Nella sua poetica corrosiva, satirica, ironica, leggerissima e insieme radicale, l’autore investe un ragazzino di dieci anni della responsabilità di “smascherare” l’ipocrisia del mondo degli adulti e le dinamiche dissociate e dissocianti del “bastone e carota” come metodo universale di trattamento dei “ragazzi”. Gianburrasca assalta a colpi di scherzi la doppia morale e la fiacca razionalità degli adulti. L’arma di questo piccolo eroe metà garibaldino e metà anarchico è la risata. Giovanni Spezzani in arte Gianburrasca, non è un semplice enfant terrible che gioca ad imbarazzare e sovvertire un mondo fatto di rigida disciplina e opportunismo; né il simbolo di una gioventù annoiata, che si oppone ciecamente, con una ribellione vaga e qualunquista, ad una realtà vetusta e inquadrata. Gianburrasca è, prima di tutto, la rivendicazione della specificità del bambino e della sua personalità. Nel diario cui consegna le sue memorie, Gianni Spezzani lo afferma più volte: questo mondo, (il suo mondo), non è a misura di bambino. Tutto è fuori scala per lui e gli adulti sono lontani, presi solo dalle loro cose e del tutto dimentichi dell’infanzia. Infatti hanno una visione universale, antica, rigida, schematica del bambino e del ragazzo. Non sanno riconoscergli un’identità personale, un’unicità caratteriale. Sanno solo “controllarlo” e mandargli messaggi discordanti confondendolo. Gianburrasca lotta per la libertà e per la verità. E’ un ragazzino di cuore, generoso, vitale, leale e sensibile. Non c’è crudeltà o vacuità nelle sue azioni, ma affermazione. Non sa mentire e per questo motivo finisce nei guai. Non sopporta la sopraffazione, l’oppressione, la spacconeria – e per questo finisce nei guai. Pochissimi dei suoi famosi e tremendi scherzi sono dovuti al semplice divertimento. Per lo più questi sono veri e propri atti di resistenza. Per mettere “a posto” le cose, per fare giustizia, per vendicare un torto. Non è così lontano, questo piccolo personaggio, dalla visione romantica che abbiamo dei briganti, dei fuorilegge del far west o di certi lupi solitari dei film d’azione americani. Gianburrasca nasce e cresce trent’anni dopo l’Unità d’Italia e sembra incarnare al meglio gli ideali libertari, popolari e umanitari degli antichi patrioti. Nella letteratura d’avventura e nella storia dell’autodeterminazione dei popoli, il nostro piccolo eroe, trova e costruisce un’epica e un’etica della vita e dei rapporti sociali tutta sua. I suoi pensieri e proponimenti sono profondi, intelligenti, emozionali, coraggiosi e rigorosi e vengono espressi in azione dai suoi dispetti, dalle burle spesso pericolose con cui stravolge il mondo dei grandi. Ed è proprio questa la sua forza. Gli ideali personali, estremamente pratici e onesti, sono retti da una leggerezza e da una gioia di vivere che niente e nessuno riesce a scalfirgli. Spesso Gianburrasca è triste, si sente solo o vittima di ingiustizie, ma non si arrende mai e trova sempre il modo di reagire, ricostruire là dove gli adulti hanno distrutto, rivoltarsi là dove lo hanno represso, sciogliere i loro cuori quando lo hanno punito. Ed è proprio questo aspetto che noi vogliamo sottolineare, è su questo immaginario comicamente eroico di Gianburrasca che vogliamo lavorare. Il nostro obiettivo è quello di dare ai bambini e ai ragazzi che fruiscono di questo spettacolo un piccolo eroe “di ogni tempo”; capace di opporre alle bruttezze e incongruenze del mondo la sua naturale fantasia e intelligenza, tipica dei più piccoli e spesso perduta dai più grandi. Vogliamo, cioè, restituire a questa generazione un eroe romantico, un cavaliere armato di giornalino e di penna, un alfiere della lettura e della giustizia “naturale”, un ribelle divertente e inarrestabile e agli adulti che li accompagnano vogliamo regalare un “bambino interno”, che lotta contro i mostri della contemporaneità con le sole armi della sua vitalità. Un bambino che tutti noi abbiamo dentro e che spesso, troppo spesso, mettiamo in castigo e dimentichiamo da qualche parte. Tecnica: Teatro d’attore Fascia d’età: dai 4 agli 11 anni

27 marzo 2022 ore 11:00
Teatro dei Fabbri – via dei Fabbri 2/a


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