Sala Party

DAL

18 gennaio 2023

AL

19 gennaio 2023

di e con Giustina Testa

Il monologo di Giustina Testa, non è solo il dramma di una donna costretta a scegliere per la vita di suo figlio, ma punta una luce su quel meccanismo caustico, fatto di ironia istintiva, che si attiva nelle situazioni disperate per proteggerci. Per illuderci che lo schianto con la realtà sia meno forte. L’ironia come scialuppa di salvataggio. Il vetro da rompere in caso di emergenza.

Per poco più di un’ora Sala Party, con la sua atmosfera asettica, con le luci gelide da blocco operatorio, costringe il pubblico a soffrire con questa donna. Ed proprio quella di rompere il vetro l’esigenza che proviamo durante il monologo . Vorremmo fuggire. Scappare lontani da tutte quelle flebo, quelle parole, quelle contrazioni, quel dolore “che non porterà a nulla”. Ogni componente della platea deve fare i conti con il fatto che da nessuna porta entrerà un super chirurgo zoppicante geniale e stronzo, nessuna Meredith piena di spasimanti, nessuno. Questa è roba seria, questo è Teatro. E’ la vita. Quando si accendono le luci il trucco è sciolto, i più fortunati si sono ritrovati un fazzolettino in tasca, i meno fortunati sono costretti ad annegare nel disagio. Il disagio di non sapere cosa dire. Guardiamo l’attrice come se fosse un’eroina. Una donna che è stata all’inferno ed è tornata per raccontarcelo.

Teatro Contemporaneo

Monologo

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