TEMPO D’ATTESA

*Il tesseramento è possibile entro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

PRESENTAZIONE:

Quinto appuntamento con il teatro a leggio con “Tempo d’attesa” di Elke Burul e Pietro Spirito. La regia è di Marko Sosič con Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna e Lorenzo Acquaviva.

Trieste 1972. Alle porte della città è attivo il campo profughi per stranieri di Padriciano, una struttura voluta dal governo italiano per accogliere persone della più varia estrazione, in fuga dai Paesi del blocco sovietico, che chiedono asilo politico in cerca della libertà. Il centro, recintato da un muro e sorvegliato dalla polizia, è una vera e propria cittadella, con gli alloggi per i profughi, l’infermeria, una chiesa, un cinema, persino un campo di calcio.Il centro si apre alle porte di Trieste, città di confine e spartiacque, in quegli anni, tra due realtà opposte e nemiche, l’Est e l’Ovest, tra il mondo dei regimi democratici – minati da tensioni sociali e politiche – e quello dei regimi socialisti, barricati oltre la cortina di ferro. In quegli anni Trieste è una città-sismografo, che coglie e riflette i mutamenti e le inquietudini di un mondo diviso in due blocchi. Al centro per profughi stranieri di Trieste un giorno
dell’autunno del 1972 arriva Krystof Paklic. E’ un fotografo cecoslovacco, noto per aver immortalato i fatti della Primavera di Praga, in fuga del suo Paese nonostante la posizione privilegiata acquisita sotto il regime sovietico. Come tanti altri fuggitivi, Krystof è arrivato a Trieste attraverso la Jugoslavia passando la frontiera di nascosto, di
notte nei boschi, ma durante la fuga ha perso ogni contato con l’amata moglie Jana.Il campo profughi non è solo un centro di accoglienza e smistamento per richiedenti asilo politico, ma è anche un centro di raccolta informazioni gestito in parte dai servizi segreti che cercano di raccogliere quanti più elementi possibili sui regimi oltrecortina. Nel
centro ci sono anche spie mandate proprio da quei Paesi, camuffate da falsi profughi.In questo ambiente di frontiera Krystof si trova sospeso in un limbo, diviso tra il sogno di un futuro migliore, e l’angoscia di un presente spesso incomprensibile. Nonostante chieda con insistenza alle autorità di cercare la moglie, Krystof non sa nulla della sorte di Jana, la donna sembra svanita nel nulla. E mentre anche lui, come gli altri, viene sottoposto agli interrogatori dei funzionari dei Servizi segreti italiani – interessati in particolare a quella parte dell’archivio di negativi che il fotografo ha portato da Praga con sé in una valigia -, nel campo conosce un’altra profuga, Ivana, fuggita dall’Ungheria.Fra Krystof e Ivana si insatura un rapporto ambiguo, finché Krystof scopre la vera identità della donna, una spia infiltrata nel campo. Sullo sfondo una Trieste città di frontiera pressata tra forze e tensioni opposte, dove si confrontano e si mischiano culture diverse si consuma, il dramma di un uomo in fuga dalla sua terra e da se stesso, in cerca di una libertà che appare piena di insidie.

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