Artisti nei territori 2021

Con il progetto VETTORI prosegue il sostegno della Contrada alla ricerca e alla sperimentazione attraverso la creazione di spazi di esperienza nei quali artisti di vari ambiti, studiosi e cittadini possano mettere in campo le proprie competenze al fine di dar vita ad un sapere condiviso. Il progetto di Artisti nei territori 2021, reso possibile dal Ministero della Cultura, dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste, non poteva ignorare il momento in cui stiamo vivendo: pur nelle limitazioni dovute alla Pandemia, i progetti di giovani artisti emergenti si affiancano ad artisti affermati di livello nazionale e internazionale per provare a creare un’immaginazione di futuro. La drammaticità degli eventi spinge infatti alla riflessione e alla prefigurazione di un “dopo”, che immaginiamo dai confini ancora labili.

Il punto di partenza

Partiamo allora dal presupposto che le nostre esperienze ed esistenze percorrono il passato, attraversano il presente e abbracciano il futuro: le connessioni che creiamo in questo tragitto sono collegate ai nostri valori e alle nostre spesso molteplici identità. Nel corso della storia molti artisti e poeti si sono ispirati alla vita definendola come un cammino, ma interpretando questa scoperta solamente in chiave individuale. Non sempre però la nostra vita ha un percorso diretto e solitario verso quello che cerchiamo; si contorce e annoda. Come in una fune, siamo una fibra che si torce nella direzione in cui va il mondo, impotenti di cambiarne la direzione da soli. Forse questo cambiamento si attuerà solo attraverso influenze della volontà collettiva. Nel presente questa consapevolezza cresce ogni giorno, aiutando a studiare ed evolvere temi ambientali, sociali ed economici. Essendo più connessi di sempre ormai diamo quasi per scontato questo intreccio, ma ricadiamo nella stessa chiave di lettura individuale: non riusciamo a cogliere le influenze che le nostre vite hanno su altri luoghi o altre esistenze. Vettori vuole indagare le nostre esperienze collettive e le conseguenze di questa trama. L’artista, come portatore di ‘suggestioni di futuro’, sarà il catalizzatore che ispira lo spettatore attivo a sviluppare una nuova coscienza sulle connessioni remote ed inaspettate tra diverse culture e individui, attraverso ricerca, attività collettive e tematiche connesse al futuro delle relazioni umane.

Perché Vettori?

Nella fisica una grandezza è un vettore quando per definirla completamente è necessario fornire un modulo (= l’entità), una direzione e un verso. Non può mancare neanche uno di questi elementi. Le direzioni però possono essere molteplici e intrecciarsi tra loro componendo una trama. E il verso mutare improvvisamente. In questo tempo mobile con queste residenze non vogliamo fornire risposte, ma idee di percorsi.

MAREA – Trio TSABA

Ideazione e coreografia: Irene Ferrara

Danzano: Irene Ferrara, Angelica Margherita, Nicol Soravito

Luogo di prova: Sala Polacco

Restituzione data e luogo: 17 giugno Gasometro ore 18.00.

Tutor: Valentina Magnani, Sergia Adamo

Evento collaterale: 8 giugno Teatro dei Fabbri ore 18.00: There will be blood incontro con Valentina Magnani, Sergia Adamo, Ariella Reggio e le danzatrici del Trio Tsaba, confronto sul tabù delle mestruazioni.

Marea è il fenomeno periodico che provoca l’innalzamento (flusso) o l’abbassamento (riflusso) delle grandi masse d’acqua del nostro Pianeta, a causa dell’attrazione gravitazionale del Sole e soprattutto della Luna.
Marea è una grande massa liquida che fluttua o avanza o s’innalza producendo danni o generando una sensazione di pericolo.
Da un punto di vista meno comune e letterale, esiste la marea di pensieri, sensazioni e sentimenti, per lo più in tumulto.
Marea è una grande quantità.

Cosa vuol dire essere donna? Non può esistere una definizione tecnico scientifica dell’essere donna: non esiste una donna uguale ad un’altra. Essere donna è forza, emotività, sopportazione, coraggio, è una continua     sfida, un percorso in evoluzione.
E’ forza per battersi e seguire i propri ideali, farsi largo in mondi che vengono negati. Essere donna è dare vita, è avere la capacità di poter far nascere una vita    dentro di sé.
Per fare questo l’organismo femminile si avvale di un processo biologico noto con il termine di “ciclo mestruale”, uno degli eventi naturali più belli, di cui però le donne sono state costrette a tacere per troppo tempo.

Così come la marea ha il suo flusso, la donna ha il suo flusso mestruale. Gli stati d’animo e quelli ormonali subiscono l’influsso della Luna.
Proprio come la Luna impiega all’incirca 28 giorni per fare un giro completo attorno alla Terra, il ciclo mestruale è di approssimativamente 28 giorni.

I cicli mestruali corrispondono alle fasi lunari: luna nuova, luna crescente, luna piena e luna calante.

con il sostegno di “Compagnia Arearea”

TRIO TSABA

Il Trio Tsaba è un collettivo che nasce dall’incontro fra tre giovani danzatrici durante collaborazioni artistiche con la Compagnia Arearea: Irene Ferrara, Angelica Margherita e Nicol Soravito.

I temi che il collettivo sceglie di affrontare sono sempre legati alla necessità di raccontare il contemporaneo, mettendo in luce anche il ruolo sociale e comunicativo della danza. Le componenti del Trio Tsaba condividono un’ampia formazione nella danza e, grazie ai percorsi diversi, mettono a disposizione le proprie peculiarità per arricchire la visione artistica comune.

Il linguaggio artistico che utilizzano è quello della danza contemporanea e del teatro danza. Il Trio presenta, nel 2017 a Gradisca d’Isonzo (GO), il suo primo progetto intitolato “LA TOILETTE_primo studio”, in occasione della residenza coreografica “Focus”, organizzata da a.Artisti Associati in collaborazione con Compagnia Arearea ed ERT Ente Regionale Teatrale del FVG, individuando fin da subito la femminilità come uno dei temi centrali di ricerca.

Durante il 2019 il collettivo lavora al secondo progetto dal titolo “Rummân”, ospite di “Intersezioni– Incroci di arti performative” rassegna di danza contemporanea a cura della Compagnia Artemis Danza.

Durante il 2020 il Trio è stato selezionato al Festival Strabismi di Cannara (PG) con il primo studio di “Marea” di Irene Ferrara. A luglio 2020 Irene Ferrara e Nicol Soravito sono state selezionate per partecipare a Botteghe Digitali delle associazioni Young for fun e 47|04 di Gorizia, un progetto che si propone di far interagire il mondo della ricerca artistica, il mondo accademico e alcune realtà produttivo/commerciali della zona. Da questa ricerca è nata “EDEN: kyōkay”, performance site specific che debutterà in primavera/estate 2021.

LA DISPUTA Semplicemente noi – COLLETTIVO FUGA GEOGRAFICA

Liberamente tratto dal testo omonimo di Pierre de Marivaux

Drammaturgia | Regia | Interpretazione

Compagnia Fuga Geografica

Adel Abo Oof, Pietro Cerchiello, Girleine Garbaccio, Sara Setti

Luogo di prova: Sala Polacco

Eventi collaterali: conversazione tutoriale con il regista: Alessandro Marinuzzi; 

Inquadramento storico/artistico: prof. Paolo Quazzolo

Restituzione data e luogo: 29 luglio, Gasometro ore 19.00

La Disputa, un atto unico rappresentato per una sola serata il 22 settembre 1744 e sonoramente fischiato, è un testo insolito su un tema classico: l’infedeltà amorosa. Marivaux affronta la spinosa questione oggetto di dibattito nei salotti dell’epoca: se il primo tradimento fu operato dall’uomo o dalla donna, chi dei due insomma abbia dato per primo il cattivo esempio. La Compagnia Fuga Geografica ha preso spunto dal fatto che Marivaux ha immaginato la storia di quattro orfani che sono stati allevati in isolamento, dal mondo e l’uno dall’altro. La stessa solitudine che i giovani hanno provato dolorosamente e faticosamente durante la pandemia.

La scoperta è il tema fondante della drammaturgia elaborata per lo spettacolo. O meglio, la riscoperta dell’uomo, del corpo, del contatto fisico.  La riscoperta dell’amore, dell’amicizia e di quell’istinto ancestrale, privo di retaggi sociali e culturali, che è l’amore fisico. Questo progetto si pone dunque l’obiettivo di offrire spunti di riflessione sul presente, sul significato di una relazione, di un contatto umano: sulla recente pandemia. Un tema spinoso, delicato. Trattato però in modo leggero e al tempo stesso profondo, privo di luoghi comuni, grazie all’unico strumento concreto, universale ed essenziale che l’uomo possiede per farlo: il proprio corpo con le sue stranezze e fragilità, particolari e necessarie ad ogni essere umano. Caratteristiche che rendono ciascuno di noi unico nel muoversi e nello stare, nell’ascoltare e nel parlare, nell’emozionarsi e nell’esprimersi, ma che allo stesso tempo fungono da segni di un linguaggio universalmente comprensibile, non tanto a livello concettuale, ma più che altro a livello emotivo.

Infatti, mentre il pensiero e la parola tendono a bloccare il libero flusso delle emozioni, sia per chi agisce sia per chi guarda, il corpo strizza l’occhio alla sorpresa, alla meraviglia, al cuore di tutti.

COLLETTIVO FUGA GEOGRAFICA

Il gruppo nasce nel 2019, quando Adel Abo Oof, Pietro Cerchiello, Girleine Garbaccio e Sara Setti si incontrano per la prima volta alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. Qui si formano e sebbene negli anni maturino gusti e stili apparentemente lontani e diversi, scoprono tuttavia l’interesse comune nel ricercare un linguaggio universale, in grado di raccontare storie che arrivino dritte al cuore più che alla mente. Il corpo è l’elemento cardine del lavoro. Lavoro che di nulla ha bisogno, se non di quattro attori che raccontano una storia attraverso azioni chiare, semplici, pulite, concrete che talvolta sfociano nella Danza: per mettere in scena unicamente l’essenziale.

IL GRAN TRENO DEL MONDO – ALESSANDRO MAGGI

Restituzione data e luogo: 5 agosto, Teatro dei Fabbri ore 19.00

Evento collaterale: proiezione del film Snowpiercer

Nel 2013 il regista coreano Boon Jo-hoon, più noto per il suo recente “Parasite”, debutta cinematograficamente con il film “Snowpiercer”, tratto dalla graphic novel “The Transperceneige”, un fumetto di fantascienza ideato da Jacques Lob e Jean-Marc Rochette. In un mondo decimato da fallimentari esperimenti per rimediare al surriscaldamento globale, un treno viaggia in apparente moto perpetuo attorno al pianeta. Sul treno vivono, divisi nei vari vagoni che lo compongono, le diverse classi sociali dell’umanità, i più poveri nei vagoni posteriori e i più ricchi nei vagoni anteriori. In questo microcosmo che si erge a simbolo generale di un mondo scorretto e malato, una soffocante gerarchia stabilisce a chi vanno i piatti raffinati e a chi gli avanzi, chi vive nei caldi ed eleganti vagoni di testa e chi in quelli freddi e bui di coda. In questo senso, il viaggio sul treno diventa pretesto per la realizzazione di un percorso teatrale pieno di metafore attuali: prendendo spunto dallo script del film e attraverso interpolazioni con altri testi (da Lagarce a Pirandello, da Kubrick a Terry Jones, da Camus a Terry Gilliam), un’umanità spiazzata, incerta, in bilico e quasi archetipica si interroga e interagisce alla ricerca di risposte e di uno scenario possibile. Mai come in questo momento è inevitabile elaborare paralleli con l’isolamento al tempo attuale per la pandemia in corso: chi vuole continuare a sopravvivere è costretto a rimanere dentro al treno e a sottostare alle autorità? Qual è il mondo che ci attende dopo questo isolamento forzato? Commetteremo gli stessi errori di sempre o gli esseri umani hanno un’opportunità di cambiamento? Durante il viaggio si recuperano ricordi perduti, ma al tempo stesso si creano le premesse per la rinascita e la nuova vita nel mondo fuori. Fuori dal treno, paradigma di un viaggio che è formazione, residenza, performance.

ALESSANDRO MAGGI

Nato A Pordenone nel 1966, la sua attività in teatro comincia nel 1989, e lo vede impegnato prima come attore, poi come regista assistente e infine come regista. Spazia dalla prosa a ogni settore relativo a messinscene finalizzate a spettacoli pubblici, con una particolare cura alla recitazione degli attori nella prosa e alla gestione dei movimenti e dello spazio scenico negli altri ambiti. L’attività professionale in teatro ha inizio nel 1992, prima come attore, poi come regista assistente, infine come regista. Nel 1997 è chiamato da Luigi Squarzina nel cast de “La guerra”, di Carlo Goldoni. Nel 1999 prende parte a “La dodicesima notte”, di William Shakespeare, regia di Egisto Marcucci. Nel 2000 intraprende la collaborazione con Benno Besson, per “L’amore delle tre melarance” di C.Gozzi per la Biennale di Venezia e “Il cerchio di gesso del Caucaso” di B.Brecht con il Teatro Stabile di Genova. Nel 2006, dopo la regia di “Casanova e l’episodio di M.M.”, collabora al “Mercante di Venezia”,  di W. Shakespeare, con Eros Pagni, al Teatro Romano di Verona. Nel 2007, è regista assistente di Lluis Pasqual per “La famiglia dell’antiquario”, di Carlo Goldoni, per la Biennale di Venezia. La stagione 2007-2008 lo ha visto anche impegnato in “Peccato che sia una sgualdrina “, di John Ford e ne “L’impresario delle Smirne”, di Carlo Goldoni, con il Teatro Stabile del Veneto, per la Biennale di Venezia. Realizza poi lo spettacolo “33 volte Michelangelo”, per la Fondazione FMR Art’è. Nello stesso anno è regista di “Processo a(lla) Madonna, ovvero della inquietudine delle icone”. Nella stagione 2009-2010 ha diretto “Andromaca”, di Euripide, per il 62° Ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico di Vicenza. Nella stagione 2010-2011 ha portato in scena “La Storia dell’avvenire”, di Antonio Ghislanzoni, “Piccoli crimini coniugali”, di Eric-Emmanuel Schmitt e, per il XLVII Ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa, “Le nuvole”, di Aristofane. Nella stagione 2011-2012 ha diretto “L’Illusione teatrale”, di Pierre Corneille e ha portato in scena, per Napoliteatrofestival, “Igiene dell’assassino”, di Amélie Nothomb, con Eros Pagni. Nella stagione 2014 ha diretto, in prima assoluta, “Peggy Guggenheim – Donna allo specchio”, di Lanie Robertson, per Napoliteatrofestival edizione 2014.

In apertura di stagione 2014-2015, ha curato la supervisione artistica di “Don Giovanni”, di Molière, con Alessandro Preziosi. Nel 2016, in prima assoluta e prodotto da Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale ha diretto “Ritorno a Pompei”, di Amélie Nothomb. Nel 2017 ha curato la regia di “Van Gogh – L’odore assordante del bianco”, di Stefano Massini, con Alessandro Preziosi, per il Napoliteatrofestival e per il Festival di Spoleto 60 edizione 2017, con ripresa e tournée per tre stagioni. Sempre nella stagione 2017-2018 ha curato la regia de “Il Don Chisciotte della Pignasecca”, nella riscrittura di Maurizio De Giovanni, con Nando Paone e Peppe Barra. Sempre nel 2018 mette in scena “Diario di un pazzo”, da Gogol, con Nando Paone, per il Napoli Teatro Festival Italia, prodotto da Sardegna Teatro. Nel 2019, allestisce “Vita di Leonardo – L’avventura di vedere davvero”, di e con Roberto Mercadini, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo. Per il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale realizza per la stagione 2019-2020 “La panne”, di Friedrich Dürrenmatt, con Nando Paone e Giacinto Palmarini. Dal 29 settembre 2017 al luglio 2020 è membro della commissione tecnico-scientifica del Teatro Civico della Spezia. Dal 2018 è direttore artistico di FAcT, primo Festival di Teatro Accademico, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa (due Medaglie al merito del Presidente della Repubblica italiana per l’iniziativa, nel 2018 e nel 2019). Dal 7 luglio 2020 è membro della commissione di direzione artistica e vicepresidente del Teatro Civico della Spezia. Nel 2020 è ideatore e direttore artistico del La Spezia Estate Festival.

MONUMENTO AL TUFFATORE TRIESTINO – ALDO GIANNOTTI

In collaborazione con PABLO CHIEREGHIN

Un monumento, una piattaforma partecipativa che accoglie chiunque si senta parte della sua storia, una celebrazione, non di un individuo o di un accadimento, ma di una azione radicata nella ‘cultura istintuale’ delle persone appartenenti alla comunità del golfo di Trieste. Questo è il Monumento al tuffatore Triestino!

Dal 21/8 al 4/9

Restituzione data e luogo: da definire

Aldo Giannotti, classe 1977 vive e lavora a Vienna dal 2000. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Carrara con Omar Galliani. Ha approfondito i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Wimbledon (Inghilterra) nel campo del video e all’Accademia di Belle Arti di Monaco nel campo della fotografia. Il suo lavoro include mostre personali e collettive nel campo dell’installazione, del video e della fotografia. È anche curatore e project manager di vari progetti espositivi. Tra le altre cose, uno dei due progetti selezionati in un concorso nazionale / internazionale è stata la sua installazione The Museum as a Gym dal 12 giugno al 21 agosto 2016 al Kunsthaus Graz. Non solo sono state testate le strutture per il fitness del sito espositivo, ma anche il pubblico è stato incoraggiato a partecipare fisicamente. Dal 6 luglio all’11 settembre 2016 ha esposto su invito l’installazione Spatial Dispositions all’Albertina di Vienna.

Il suo lavoro parte dallo spazio, in senso lato, e dalle rispettive relazioni e interazioni con esso attraverso una semplificazione e schematizzazione del progetto. L’artista utilizza il disegno come forma immediata per dare una forma ai suoi progetti prima di passare alla fase di realizzazione ed installazione; questo momento caratterizza la sua ricerca artistica che inizia dall’ambiente che lo circonda. A breve al MamBO di Bologna, nella Sala delle Ciminiere arà visitabile la grande mostra di Aldo Giannotti “Safe and Sound”, a cura di Lorenzo Balbi, con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì.

La pratica artistica di Pablo Chiereghin esplora dinamiche sociali e politiche. Le sue azioni, performance e interventi sono concepiti in dialogo con il pubblico e giocano con le interferenze tra il mezzo e significato. Situazioni e readymade culturali sono spesso usati per evidenziare incongruenze nelle relazioni tra leggi, comportamenti, linguaggi e prodotti. Le sue opere nascono nella realtà e nel quotidiano, dove comportamenti e regole creano entropia e discrepanze.

Nato nel 1977 ad Adria (Ro) Italia, vive a Vienna. Co-fondatore del collettivo Buuuuuuuuu.net. Co-fondatore dello spazio progetto www.raumstation.space. Membro della Künstlerhaus Vienna.

Mostre (selezione)  Kunstforum Vienna (AT), CCC Strozzina Palazzo Strozzi Firenze (IT), Künstlerhaus Vienna (AT), Kunstraum Niederösterreich Vienna (AT), Gallerie Laurance Bernard Geneva (CH), Biennale Trieste (IT), andata.ritorno Geneva (CH), Parallel Art Fair Vienna (AT), Palais Metternich Vienna (AT), Museo Archeologico Nazionale Adria (IT), GGK Gallery (CZ), Brut Vienna (AT), Galeria Miroslava Kubika Litomyšl (CZ), Museum des Stiftes Admont (AT), Akademie der bildenden Künste Vienna (AT), Cheapart Gallery Athens (GR), das weisse haus Vienna (AT), Micamera Gallery Milano (IT), Istituto Italiano Cultura Vienna (AT), Back to Athens Festival (GR) Galeria Tir Nova Gorica (SLO), Anzenberger Gallery Vienna (AT), Gallery Peithner-Lichtenfels Vienna (AT), Photon Gallery (SLO), Schattendof Kunstverein (AT). Ha realizzato diversi progetti in spazio pubblico in collaborazione con il KÖR di Graz e Vienna. É stato artista in residenza alla GGK Gallery in Prag (CZ), a Rondo Graz (AT) a Litomyšl (CZ) e a Tolmezzo (IT).

DREAM – ALESSANDRO SCIARRONI

ASSOCIAZIONE CORPOCELESTE

Dal 2 al 16 dicembre 2021

Restituzione data e luogo: 16 dicembre, Centrale idrodinamica

Evento collaterale: conversazione con Alessandro Sciarroni, modera Roberto Canziani

DREAM è un’osservazione dell’essere umano visto da vicino.

6 performer abitano uno spazio per un tempo predeterminato. La durata della performance è sufficientemente lunga da permettere agli interpreti di dimenticare il concetto stesso di tempo – ore ed ore – ed incoraggia gli spettatori a sostare, ad avvicinarsi, e ad abbandonare la performance in qualsiasi momento se ne senta il bisogno.

Sebbene la performance si svolga principalmente in silenzio, per tutta la durata dell’evento il pianista resterà seduto davanti alla tastiera di un pianoforte verticale. Di quando in quando il silenzio verrà rotto dall’esecuzione di brani tratti dal repertorio classico e contemporaneo come l’Aria iniziale delle variazioni Golberg di Bach, la Sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore di Beethoven (più comunemente nota con il nome di Sonata al chiaro di luna) e Dream di John Cage.

DRAMMATURGIA

I performer fanno parte, in quanto uomini e donne, di un’umanità sull’orlo di una salvifica estinzione volontaria del soggetto. Dimenticano i generi sessuali d’appartenenza e si trasformano in creature prive di un istinto sessuale attivo. Sono nello stesso corpo maschi e femmine. Non possono più generare in maniera concreta una prole, perché il loro orgoglio biologico li ha spinti ad indietreggiare. Manifestano silenziosamente (e con gioia) il desiderio di essere innocentemente incapaci: serena è la loro sterilità.

Acquista legittimità la mente androgina. Benvenuto è il corpo in forma d’angelo.

Presagiscono il destino dell’ultima generazione che verrà: quella dei testimoni puri.

La transizione non è mai una trasformazione dolorosa. Il loro cammino è pieno di luce: nel palmo delle mani, nei dorsi e nelle ciglia. Luce tra i capelli. Gli occhi perennemente spalancati, pieni di speranza, scrutano un denso vuoto.

Il passaggio degli spettatori, il loro avvicinarsi e allontanarsi, è il motore e il generatore dell’energia che li spinge a stare e/o a muoversi. È sempre un percorso individuale per i 6 soggetti. Ad eccezione dei momenti musicali.

La musica è l’unica rappresentazione possibile dell’anima. Come l’anima, la musica è immateriale e non ha significato. La musica li potrà spingere ad ascoltarsi da lontano, nel tentativo di composizione all’unisono. Fino al nuovo silenzio.

Potrà capitare a tratti che l’immaginazione di immagini li faccia precipitare nel desiderio di un futuro. È così che perderanno il filo della metamorfosi. È così che desidereranno declinare l’amaro calice della condizione di testimoni. Desiderando l’amore, abbandoneranno le transizioni e si consegneranno tra le braccia di un salvatore che non c’è: l’autoerotismo e il bisogno di non essere soli.

Rovinosa è la caduta nel nero. Ma gloriosa sarà la riconquista della luce

Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle Performing Arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline. Tra i vari riconoscimenti, gli viene assegnato nel 2019 il Leone d’Oro alla carriera per la Danza.

Il suo lavoro parte da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana, fa ricorso ad un impianto teatrale, e può utilizzare alcune tecniche e pratiche derivanti della danza, e da altre discipline come il circo e lo sport. Oltre al rigore, alla coerenza e alla nitidezza di ogni creazione, i suoi lavori tentano di disvelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica degli interpreti, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo, alla ricerca di una dimensione temporale altra, e di una relazione empatica tra spettatori e interpreti.

Le sue creazioni sono state presentate in tutta Europa, in Nord e Sud America, Medioriente e Asia. Tra le principali manifestazioni ha preso parte alla Biennale de la Danse di Lione, Kunstenfestivaldesarts di Brussels, Impulstanz Festival a Vienna, Festival d’Automne e Festival Séquence Danse del 104 a Parigi, Centrale Fies, Abu Dhabi Art Fair, Juli Dans Festival ad Amsterdam, Crossing the Line di New York, Hong Kong Art Festival, il Festival TBA di Portland, Festival Panorama Rio de Janeiro, la Biennale di Venezia (che gli dedica una monografica nel 2017) e presentato il suo lavoro presso il Centre Pompidou di Parigi, The Walker Art Center di Minneapolis, Punta della Dogana-Palazzo Grassi a Venezia e il Museo MAXXI di Roma.

Alessandro Sciarroni è artista associato del CENTQUATRE-PARIS ed è sostenuto come focusartist da apap – Performing Europe 2020. I suoi spettacoli sono prodotti da Marche Teatro in collaborazione con diversi coproduttori nazionali e internazionali, a seconda dei progetti. Alcuni dei sostenitori storici sono Centrale Fies, Comune di Bassano del Grappa – Centro per la Scena Contemporanea, Amat, la Biennale de la danse – Maison de la Danse de Lyon, La Biennale di Venezia, Mercat de les Flors – Graner (Barcelona), Fondation d’entreprise Hermès nell’ambito di New Settings e l’Associazione corpoceleste_C.C.00# della quale è direttore artistico.]

PREMI

2019 – Leone d’Oro alla carriera per la Danza

2017 – Premio Europa Realtà Teatrali; Hystrio Award; Premio Coreografo Elettronico

2013 – Premio Rete Critica; Marte Award

2012 & 2013 – Premio del miglior spettacolo – Puf Festival de Pola (Croatia)

2012 – Miglior artista emergente – Danza&Danza Magazine

2008 – Premio Nuove Sensibilità

Partner

Il Comune di Trieste

L’Università degli studi di Trieste

Danceproject Festival

 

Media partnership

media partnership