
Co' Ierimo Putei

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di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna
produzione Teatro Popolare La Contrada
regia Francesco Macedonio
coreografia Ondina Ledo
scene Fondali originali di Angelo Cecchelin eseguiti da Giuseppe Rossi
costumi Fabio Bergamo
musiche a cura di Livio Cecchelin
con Ruggero Winter, Orazio Bobbio, Luciano Delmestri, Patrizia Burul, Ariella Reggio, Riccardo Canali, Marcello Rampazzo, Liliana Decaneva, Maria Grazia Plos, Mimmo Lo Vecchio, Gianfranco Saletta, Giorgio Amodeo
Lino Carpinteri (Trieste 1924) e Mariano Faraguna (Trieste 1924) sono stati i fondatori, nel 1947, del settimanale satirico triestino "La Cittadella". A partire dal 1966 hanno pubblicato i sei volumi del ciclo Le Maldobrie, storie di mare e di terra ambientate nelle vecchie province dell'Impero Austro-ungarico. Sono pure autori di alcuni fortunati testi teatrali in dialetto. "Co' ierimo putei" (1989) prende il titolo da un mezzo verso che il "noneto" della radio ripeteva nella trasmissione El Campanon. La commedia, ricca di canzoni, balletti e gags, è soprattutto il pretesto per fare spettacolo, per lasciarsi andare e per far rivivere il clima del varietà. È questa la prima commedia di una trilogia che comprende Putei e putele (1991) e Pronto, mama...? (1993).
Ancora un nuovo successo per lo spettacolo d'apertura in dialetto triestino. Scrisse Renzo Sanson su Il Piccolo: «"Co' ierimo putei..." mira a fare le cose in grande, in quanto a numero di personaggi, di lustrini, di coreografie. Insomma una via di mezzo fra avanspettacolo e un music-hall».
Commentò Sergio Crechici su Il Meridiano: «Luciano Delmestri si porta dietro il noneto da così tanto tempo da avercelo attaccato alla pelle, mentre Ruggero Winter è un figlio ora premuroso, ora iroso. [...] Le coreografie appartengono a Ondina Ledo».
Carlo Milic su Il Messaggero Veneto osservava che «Gli interpreti sono quelli di sempre, beniamini di un pubblico di abituè». Sergio Brossi su Vita Nuova infine ricordava il «Divertimento, applausi ad uno spettacolo che oltre al vecchio varietà ha rievocato alcune scene dipinte dagli scenografi Rossi».
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