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El Serpente de l'Olimpia

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di Angelo Cecchelin

adattamento Roberto Damiani

regia Francesco Macedonio

con Ariella Reggio, Orazio Bobbio, Raniero Brumini, Riccardo Canali, Adriano Giraldi, Maria Grazia Plos, Paola Bonesi, Marzia Postogna, Maurizio Repetto e Elena Pontini

scene Sergio D’Osmo

costumi Fabio Bergamo

musiche Livio Cecchelin

coreografie Silvia Califano

El serpente de l’Olimpia”, commedia brillante in due atti che rende omaggio la comicità di Angelo Cecchelin.

Già tre anni fa, nella stagione 1996/97, la Contrada portò in scena uno spettacolo che si ispirava alla figura e alle opere di Cecchelin, che rimane a tutt’oggi uno dei più grandi comici cui la nostra città abbia dato i natali e che con la sua compagnia, la “Triestinissima”, esportò in tutta Italia la briosa allegria dei triestini, rimanendo fedele al dialetto e ai modi di dire tipici di queste terre. Con El mulo Carleto la compagnia della Contrada ottenne un ottimo successo di pubblico e di critica ma soprattutto riuscì nel suo intento di rendere omaggio alla Trieste di Angelo Cecchelin, usando il dialetto come veicolo principale ed indissolubile dalla briosità delle farse messe in scena.

El serpente de l’Olimpia” si compone di due tra le più note opere di Cecchelin, El serpente de l’Olimpia - che dà il titolo alla commedia - e Lo scandalo del giorno; nella prima storia, Lulù, provocante ballerina di tabarin, finisce nella casa di una coppia anziana e bacchettona dove è solita riunirsi un’associazione religiosa particolarmente rigida e moralista. Inizialmente scambiata per una nuova adepta, Lulù ben presto rivelerà la sua vera identità portando la situazione ad un finale imprevedibile.

Nella seconda farsa, Ucio, per amore della bella Giuliana, si prende a vivere in casa anche la madre di lei, Polonia, una vecchia ubriacona che non fa che criticare il nuovo spasimante della figlia. Dovendo prender moglie per ordine del suo datore di lavoro, Ucio vorrebbe sposare Giuliana che però, già coniugata benché abbandonata dal marito, non è legalmente libera. Così, per potersi sposare continuando a vivere con Giuliana, Ucio convola a nozze con Polonia, scatenando in città lo scandalo del giorno e dando il via ad un crescendo di situazioni grottesche.

Nato alla fine del secolo scorso, Cecchelin esordì come professionista sulle scene nel 1923 e sei anni più tardi costituì la sua prima compagnia teatrale, “La ganga dele macie”, con Adolfo Leghissa, Armando Borisi, Anna Carpi, Marcella Marcelli, Roberto De Rosè, Aura Grisi; più tardi la compagnia si arricchì della presenza di Jole Silvani, diventò “La Triestinissima” e iniziò a collezionare un successo dietro l’altro portando in tutta Italia barzellette, nonsense, canzoni e parodie. Al culmine del suo succeso durante il ventennio fascista, Cecchelin raccolse applausi e risate, ma anche critiche, numerose diffide e addirittura tre arresti, per aver messo sistematicamente alla berlina il regime di Mussolini.

L’adattamento teatrale de“El serpente de l’Olimpia” è stato curato da Roberto Damiani, uno dei più profondi conoscitori e studiosi dell’opera ceccheliniana, autore già tre anni fa della versione teatrale de El mulo Carleto. Sempre a Damiani si devono i primi adattamenti radiofonici delle farse di Cecchelin trasmessi dalla RAI vent’anni fa e interpretati già allora dagli attori della Contrada.

La regia dello spettacolo è affidata a Francesco Macedonio, Direttore artistico dello Stabile di Trieste, nonché regista di tutti gli spettacoli dialettali di maggior successo della Contrada. Macedonio cerca con questo spettacolo di ricreare integralmente l’atmosfera delle esibizioni della Triestinissima, rispettandone i tempi e le scansioni comiche nonostante un necessario riaggiornamento di stile.

Le scenografie dello spettacolo, che richiamano scorci della città vecchia a far da sfondo ad un interno borghese (nel primo atto) o alla cucina di una famiglia di estrazioni umili (secondo atto), sono state ideate e realizzate da Sergio D’Osmo, lo scenografo di punta della Contrada che da anni ricrea gli ambienti e le atmosfere per le commedie della Contrada. Gli originali costumi d’epoca de “El serpente de l’Olimpia” sono invece di Fabio Bergamo, che ha riprodotto in scena abiti e accessori della Trieste degli anni di Cecchelin.

Le musiche dello spettacolo sono curate da Livio Cecchelin, figlio di Angelo, che accompagna al pianoforte le varie situazioni delle due farse; accanto a Livio Cecchelin, sottolinea i momenti più eclatanti Rudy Ongaro alla batteria e percussioni. I movimenti coreografici della commedia sono stati ideati da Silvia Califano.

In scena ritroviamo schierati i beniamini del pubblico del Cristallo, Ariella Reggio e Orazio Bobbio, che si dividono tra le due farse alcune delle “macchiette” più divertenti realizzate dalla comicità di Angelo Cecchelin, mentre gli altri personaggi sono interpretati dagli attori della compagnia stabile della Contrada, Raniero Brumini, Riccardo Canali, Adriano Giraldi, Maria Grazia Plos e Paola Bonesi, che hanno preso parte alla maggior parte delle produzioni realizzate dallo Stabile di Trieste. Completano il cast tre degli attori della nuova generazione della Contrada: Marzia Postogna e Maurizio Repetto, che in poche stagioni hanno già collezionato un apprezzabile numero di partecipazioni nelle produzioni più importanti della Contrada, ed Elena Pontini, recente interprete delle Serate Sveviane e Joyciane, realizzate assieme alla Biblioteca Civica.

Prosa Dialettale

Spettacolo

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