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Galina Vecia

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di Augusto Novelli (Traduzione e adattamento di Mario Licalsi)

produzione Teatro Popolare La Contrada

regia Mario Licalsi

scene e costumi Tatiana Giorgi

con Ariella Reggio, Orazio Bobbio, Paola Bonesi, Adriano Giraldi, Maria Grazia Plos, Riccardo Canali, Mari 

Augusto Novelli (Firenze 1867 - Carmignano 1927) è stato uno dei migliori rappresentanti della scena vernacolare fiorentina. Sua opera migliore è ritenuta L’acqua cheta (1908), alla quale si accostano Un campagnolo ai bagni (1887) e Canapone (1914). Ma l’autore si cimentò anche con il teatro della rivista, proponendo nel 1912 Firenze a zig-zag.

Galina vecia è la riduzione in dialetto triestino dell’omonima commedia scritta da Novelli nel 1911. Amalia è una ricca vedova, padrona di un negozio di stoffe. A discapito della sua età, si innamora di un uomo molto più giovane di lei, strappandolo alla legittima fidanzata. Resasi conto della situazione grottesca e della propria perfidia, Amalia rinuncia al suo proposito, scegliendo un uomo a lei più adatto.

Molto positive le impressioni della critica e l'accoglienza dalla platea. «Efficace e garbato - scrisse Miriam Bianco su Il Gazzettino -, il remake della Contrada può considerarsi riuscito: giganteggia, naturalmente, la splendida Ariella Reggio, disinvolta protagonista, ora arcigna, ora tenera e commovente. Ma affiatata è, davvero, tutta la compagnia».

«Ci sono episodi comici - spiegò Roberto Canziani su Il Piccolo - e piccole occasioni drammatiche a rendere vario questo copione, costruito innanzitutto per divertire, ma spinto dalla regia di Licalsi anche più in là del suo iniziale spirito di commedia. [...] L'allestimento non abbandona mai il ritmo dinamico di una vicenda a lieto fine, che Ariella Reggio pilota fino in fondo con padronanza e senso spettacolare. [...] Orazio Bobbio investe un incredibile senso di umanità».

«Bravi tutti gli interpreti - Erika Vida su TriesteOggi - [...]; superbamente naturalistica la scenografia di Tatiana Giorgi, con pezzi Biedermeier in perfetto stile con l'epoca». «Brillante protagonista - scrisse Carlo Milic su Il Messaggero Veneto - è Ariella Reggio, che disegna una figura femminile, coerente con la tradizione delle virago giuliane-dalmate [...]; non le è da meno Orazio Bobbio [...] dolente e amareggiato nei toni giusti di una dignità abbattuta [...]. Buon taglio recitativo [...] offrono anche la Bonesi, la Plos, Giraldi e Canali». «La Contrada - osservò infine Sergio Brossi su Vita Nuova - ha presentato un'edizione vagamente crepuscolare, intrisa di dolce melanconia dei tempi andati».

Prosa Dialettale

Spettacolo

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