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Putei e Putele

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di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna

produzione Teatro Popolare La Contrada

regia Francesco Macedonio

coreografie Ondina Ledo

scene Demetrij Cej

costumi Fabio Bergamo

musiche a cura di Livio Cecchelin

con Ariella Reggio, Mimmo Lo Vecchio, Gianfranco Saletta, Orazio Bobbio, Giorgio Amodeo, Paola Bonesi, Lidia Braico, Riccardo Canali, Giulia Crocini, Luciano Delmestri, Adriano Giraldi, Liliana Decaneva, Maria Grazia Plos

Ballerini Roberto Bonora, Silvia Grassellini, Luciano Pasini, Alessandra Scaffei

Lino Carpinteri (Trieste 1924) e Mariano Faraguna (Trieste 1924) hanno pubblicato i sei volumi del ciclo Le Maldobrie. Putei e putele (1992) è la seconda parte della trilogia dedicata al varietà e costituita da "Co’ ierimo putei" (1989) e Pronto, mama...? (1993). È una carrellata sulla storia locale che va dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Tra una scenetta e una canzone, lo spettacolo conduce lo spettatore attraverso i luoghi più lontani e impensati, dalla Malesia di Sandokan al Giappone di Madama Butterfly, mentre alcune Maldobrie come Il vapore di ferro o I tedeschi, completano il quadro.

Renzo Sanson su Il Piccolo definì lo spettacolo «Una specie di “Blob” teatrale, che a Macedonio è riuscito benissimo, confermando anche la sua invidiabile capacità di “usare” altrettanto bene i pregi e i “difetti” degli attori, che ormai conosce come le sue tasche. Risultato: uno spettacolo gradevole, duttile, ricco di humor». Carlo Milic su Il Messaggero Veneto commentava che «Il dosaggio riesce alla perfezione, anche perché sul palco sono tutti leoni di tante e tante stagioni della Contrada». Paolo Quazzolo infine su TriesteOggi osservava che «A dare vita alle tante scenette [...] è una numerosa compagnia in piena forma [...] a partire da una irresistibile Ariella Reggio. [...] Il narratore scanzonato ma anche riflessivo è Orazio Bobbio il quale alla “prima” ci è sembrato fornire una delle prestazioni migliori tra quelle da lui realizzate in parlata dialettale».

Prosa Dialettale

Spettacolo

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