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Raperonzolo

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di Enrico Spinelli
regia
Patrizia Morini
burattini
Carlo Staccioli e Ursel Rippe
costumi
Beatrice Carlucci
scenografie
Michele Signori
musiche
Enrico Spinelli

La celebre fiaba con la perfida strega e la giovinetta imprigionata nella torre è qui allietata dalla presenza del leprottino Frinfo e movimentata da un inseguimento addirittura in sala fra gli spettatori. Non manca il lieto fine preceduto dalla necessaria bastonatura della “cattiva”.
Il principino Filippo non ama stare a Palazzo e va sempre a giocare in campagna, dai contadini Rosa e Berto che non hanno figli. Finalmente Rosa è incinta e desidera tanto mangiare dei raperonzoli che crescono vicino ad un rudere. Nonostante la proibizione del marito la donna coglie un rametto… la Strega, padrona degli ortaggi, obbliga Rosa a consegnarle la nascitura, pena la morte. Raperonzolo cresce in prigionia, su di un’alta torre; quando la madre/strega la chiama da fuori getta le trecce e la tira su. La matrigna dona alla ragazza tre oggetti magici, ma non sa che alla fine saranno gli strumenti della propria rovina. Il principe Filippo, ormai grande, cerca di salvarla ma la strega lo trasforma in leprotto. Dopo un movimentato inseguimento il padre della giovane bastona la strega che poi finisce infondo ad un lago. Gran finale con il principe Filippo che sposa Raperonzolo e i poveri genitori finalmente rasserenati.

Scuole e Famiglie

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