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Scene da un Arrivo

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di Renzo S. Crivelli

regia Sabrina Morena

con Maurizio Zacchigna, Adriano Giraldi, Isaura Argese, Fabiana Bisulli, Sara Cechet, Silvia Cesca, Andrea Germani, Vesna Hrovatin, Lara Komar, Fulvio Koren, Gian Maria Martini, Chiara Pasqualini, Julian Sgherla, Raffaele Sinkovich e Maria Giustina Testa

aiuto regia Maria Grazia Plos

fisarmonica Carlo Moser

La Contrada presenta uno spettacolo itinerante intitolato JAMES JOYCE: SCENE DI UN ARRIVO, scritto dal professor Renzo S. Crivelli.

Lo spettacolo, realizzato con il sostegno dell’Università Popolare, della Trieste Trasporti e dell’AIAT, si avvale della collaborazione dell’Associazione Ferstoria, di Trenitalia, di Centostazioni, della RFI, dell’Assessorato ai Grandi Eventi e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, con il coinvolgimento della Biblioteca Civica-Museo Joyce. Particolarmente preziosa è la collaborazione fra l’Università Popolare di Trieste e la Contrada che contribuisce da anni in maniera costante alla salvaguardia e alla promozione della cultura presso le comunità italiane dell’Istria e della Dalmazia.

In questa importante giornata del 20 ottobre si vedono simultaneamente diverse realtà culturali triestine rendere omaggio allo scrittore irlandese che legò così intimamente il suo nome – e le sue opere – alla nostra città.

Dopo l’inaugurazione della mostra fotografica Trieste al tempo di Joyce - allestita a cura della Trieste Trasporti sui vecchi mezzi del trasporto pubblico - e lo scoprimento in Piazza Ponterosso di una statua che raffigura lo scrittore, la giornata del 20 ottobre si apre alle 12.00 con l’inaugurazione di una seconda mostra fotografica dal titolo Le città di Joyce di Megan O’Beirne, che viene ospitata nella Sala Polifunzionale della Biblioteca Quarantotti Gambini (Via del Teatro Romano, 7).

Alle 18.00, con l’arrivo del treno storico alla Stazione Centrale, inizia lo spettacolo itinerante della Contrada JAMES JOYCE: SCENE DI UN ARRIVO, seguito alle 21.30 dalla rappresentazione di Nora Joyce: l’altro monologo, presentato alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti.

JAMES JOYCE: SCENE DI UN ARRIVO, oltre a celebrare il centenario dell’incontro fra Joyce e Trieste, ripercorre con una vena di poesia le disavventure intercorse alla giovane coppia nella città ancora sconosciuta.

Il rapporto fra lo scrittore James Joyce e la città di Trieste fu estremamente significativo, non solo per la sua biografia ma nella sua evoluzione in quanto autore, Se Dublino fu la città dove la personalità di Joyce venne creata e plasmata, Trieste è quella dove si sviluppò e maturò; fu il luogo in cui visse per più di dieci anni e in cui conobbe molte persone che dovevano avere un ruolo importante nella sua vita. A Trieste fu insegnante, conferenziere, giornalista, impiegato, studente di canto, traduttore, aspirante imprenditore, nonché amico di molti membri dell’élite economica, politica e intellettuale della città. A Trieste, Joyce sviluppò e perfezionò la sua arte, traendo molta della sua ispirazione da fatti, persone e luoghi che vi vide ed elaborandone i caratteri nelle sue rivoluzionarie opere.

Il testo, scritto dal prof. Renzo Crivelli, professore ordinario di Letteratura inglese all’Università di Trieste e direttore della Trieste Joyce School dell’ateneo triestino, coniuga fedeltà biografica e divertente interpretazione dell’originale multiculturalità della Trieste dei primi del ‘900.

JAMES JOYCE: SCENE DI UN ARRIVO ha inizio presso i binari della Stazione Centrale di Trieste, dove gli spettatori attendono l’arrivo del treno storico dal quale scendono Joyce e Nora. Da qui lo spettacolo segue, attraverso varie tappe significative, il percorso ideale che il letterato irlandese avrebbe compiuto nella sua prima memorabile giornata di permanenza nella nostra città. Dall’atrio della Stazione ci si dirige verso il giardino di Piazza Libertà dove Joyce lascia Nora ad aspettarlo (come in effetti accadde). Da qui, il pubblico assieme ai figuranti segue la carrozza d’epoca che porta lentamente Joyce verso Piazza Vittorio Veneto, per proseguire lungo la Via Roma fino a giungere al Canale di Sant’Antonio.

Di scena in scena si arriva lungo le Rive fino in Piazza Unità, dove viene rievocata la celebre rissa fra marinai, in cui Joyce stesso rimane coinvolto finendo in manette. Abbandonata la carrozza, lo spettacolo volge al termine in Piazza Ponterosso - nei cui presso dimorò Joyce e dove ha sede l’Università Popolare, teatro di alcune conferenze tenute dall’autore - con un inedito dialogo tra Joyce e la statua dello scultore Spagnoli appena collocata.

JAMES JOYCE: SCENE DI UN ARRIVO è un testo dinamico e vivace che ben si presta a rappresentare la variegata personalità del grande letterato irlandese. Vediamo infatti rappresentato Joyce e il suo doppio; da una parte c’è il ragazzo giovane che arriva in una città sconosciuta, pieno di entusiasmo e di speranze ma ancora immaturo, inesperto, acerbo; dall’altra c’è uno scrittore adulto, più maturo, cresciuto anche attraverso la ragnatela di importanti incontri fatti a Trieste, che guarda al suo giovane doppio con affetto e disincanto.

Scritto dal professor Crivelli, autore anche dello spettacolo in scena al Rossetti, JAMES JOYCE: SCENE DI UN ARRIVO si avvale dell’interpretazione di due attori che hanno già molto dimestichezza con questo personaggio, Maurizio Zacchigna e Adriano Giraldi. I due, che collaborano da diversi anni con la Contrada-Teatro Stabile di Trieste, hanno preso parte a tutte le edizioni di TRIESTE IN SCENA-SERATE SVEVIANE, la manifestazione ideata da Elena Vitas con la collaborazione della Biblioteca Civica e incentrata sulle figure e sulle opere di Svevo e Joyce. Mentre Giraldi dà corpo al Joyce giovane, irruento e impulsivo, Zacchigna rappresenta lo scrittore nel suo aspetto più maturo ed equilibrato. Nora, compagna di molte avventure - e disavventure – del grande letterato ha il volto intenso di Nikla Petruska Panizon.

Ma oltre all’impatto con Trieste, in quel primo giorno fu soprattutto l’incontro con i suoi abitanti ad entusiasmare Joyce (e sconcertare Nora). I vari tipi di “triestino” che animano l’arrivo della coppia in città - la signora dell’alta società e il marinaio, il commerciante e il rabbino, la coppia borghese e la popolana – sono interpretati dagli allievi dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste” (Isaura Argese, Fabiana Bisulli, Sara Cechet, Silvia Cesca, Andrea Germani, Vesna Hrovatin, Lara Komar, Fulvio Koren, Gian Maria Martini, Chiara Pasqualini, Julian Sgherla, Raffaele Sinkovich e Maria Giustina Testa) e da Giuliano e Leonardo Zannier con alcuni figuranti “presi a prestito” dall’Armonia.

Accompagnati dalla fisarmonica di Carlo Moser - che è anche autore delle musiche - gli attori indossano suggestivi abiti di inizio secolo curati dal costumista Fabio Bergamo.

La messa in scena di questo variopinto spettacolo itinerante è curata da Sabrina Morena, con l’ausilio alla regia di Maria Grazia Plos. L’organizzazione dello spettacolo è a cura di Livia Amabilino, responsabile di contradeaperte, il Settore Progetti Speciali della Contrada sotto la cui egida è realizzata la messinscena.

Dramma

Spettacolo

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