
Sette Sedie di Paglia di Vienna

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di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna
produzione Teatro Popolare La Contrada
regia Francesco Macedonio
movimenti coreografici Ondina Ledo
scene Gianfranco Padovani
costumi Fabio Bergamo
musiche a cura di Livio Cecchelin
con Gianfranco Saletta, Adriano Giraldi, Riccardo Canali, Laura Bardi, Orazio Bobbio, Paola Bonesi, Mimmo Lo Vecchio, Ariella Reggio, Maurizio Repetto, Marcello Rampazzo, Lidia Braico, Maria Grazia Plos, Patrizia Burul
Lino Carpinteri (Trieste 1924) e Mariano Faraguna (Trieste 1924), giornalisti, sono autori di alcuni fortunati testi teatrali in dialetto, molti dei quali messi in scena dalla Contrada. Il copione di Sette sedie di paglia di Vienna (1991) trova origine in un canovaccio inglese del 1835 di John Oxendorf, A Day Well Spent (Una giornata ben spesa), dal quale nel 1842 l'autore viennese Johann Nestroy trasse Einen Jux will er sich Machen (Vuol prendersi uno spasso). Infine nel 1938 Thornton Wilder ne trasse The Matchmaker (La sensale di matrimoni). La versione dialettale di Carpinteri e Faraguna si svolge fra Trieste e Vienna. Poco prima dello scoppio della grande guerra, Nicoleto Nicolich e Bepi Marovich, commessi di bottega, si recano a Vienna, all'insaputa del loro intransigente datore di lavoro Brettauer. Per non essere scoperti da quest'ultimo, si rifugiano dalla modista Valeria Maitzen. Intrighi, scambi di persona, situazioni esilaranti trovano soluzione all'Hotel Sacher, ove si ritrovano alfine tutti i protagonisti della vicenda.
Tutti positivi i giudizi della critica. «La palma spetta ai scintillanti Ariella Reggio, Gianfranco Saletta, Mimmo Lo Vecchio, Orazio Bobbio, goffi o tronfi, leggeri o vili, strafottenti o pagliacceschi, a ciascuno il suo» (Giorgio Polacco su Il Piccolo). «Oltre a un'Ariella Reggio deliziosamente civettuola, ad un Orazio Bobbio di palpitante freschezza, a un Gianfranco Saletta perfettamente antipatico e a un Mimmo Lo Vecchio generosamente burbero, la bella e gradita sorpresa viene dall'interpretazione di Lidia Braico che, nel ruolo di Valeria Maitzen, disegna una figuretta memorabile» (Sergio Crechici su Il Meridiano). «L'affiatata compagnia della Contrada, guidata da Francesco Macedonio, ha dato il meglio di se stessa, riuscendo a vitalizzare anche le parti meno felici del testo. Molto belle le scene in stile Liberty create da Gianfranco Padovani e soprattutto gli eleganti e appropriati costumi di Fabio Bergamo» (Paolo Quazzolo su TriesteOggi). «La compagnia tutta è sembrata in stato di grazia, merito indubbio della regia di Macedonio» (Carlo Milic su Il Messaggero Veneto)
Prosa Dialettale
Spettacolo
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