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Un'Isotta nel Giardino

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di Nini Perno e Francesco Macedonio

produzione Teatro Popolare La Contrada

regia Francesco Macedonio

scene Sergio D'Osmo

costumi Fabio Bergamo

musiche a cura di Livio Cecchelin

con Riccardo Canali, Lidia Braico, Ariella Reggio, Paola Bonesi, Orazio Bobbio, Gianfranco Saletta, Maria Grazia Plos, Mimmo Lo Vecchio, Adriano Giraldi

Nini Perno (Trieste, 1935), è autrice della commedia Un sial per Carlotta (1981), degli sceneggiati radiofonici Corte d’Assise - dove vennero rievocati i più celebri processi celebrati a Trieste tra fine Ottocento e inizi Novecento - e della trasmissione televisiva su Raitre Un giorno in Pretura. Francesco Macedonio (Idria 1927) regista e drammaturgo, ha firmato numerose regie per diversi teatri. Nel 1976 è stato tra i fondatori del Teatro Popolare La Contrada, del quale è direttore artistico. In tale veste ha firmato la regia di numerosi spettacoli. La farsa dialettale Un’Isotta nel giardino (1995) è tratta da un canovaccio di origine inglese e si ambienta nella Trieste d’inizio secolo. Protagonista è una famiglia alto borghese colta in un momento di difficoltà economiche. L’arrivo di una insperata eredità spinge il protagonista, l’inventore Oscar Babuder, ad attuare, con la complicità della moglie Evelina, tutta una serie di travestimenti pur di sottrarsi ai creditori e tenere l’intera eredità per sé.

Generalmente favorevoli le impressioni della critica. «Poco importa dunque che i meccanismi (cioè la trama) non siano né inediti né funzionali. Conta piuttosto la "verve" dell’interpretazione, il saper stringere i tempi sorvolando sulle piccole pause. [...] Questa volta il ruolo di incontrastato mattatore tocca al "leader" della compagnia, Orazio Bobbio, ma egual merito nel successo lo ottengono le tante sfaccettature proposte dagli altri interpreti. [...] Di grande maestria disegnativa la scena di D'Osmo, raccomandabili anche i costumi di Fabio Bergamo» (Carlo Milic su Il Messaggero Veneto).

«Orazio Bobbio è il Fregoli della situazione: prima inventore in bolletta, poi seduttore in costume da gaucho, infine frate con barba posticcia, per non dire della fulminea apparizione adamitica alla fine del secondo atto. Nella specialità questa volta è imbattibile Ariella Reggio, vestita da zia nubile e arteriosclerotica» (Roberto Canziani su Il Piccolo).

«Più di un accenno meritano la bellissima scenografia di Sergio D'Osmo e i costumi di Fabio Bergamo» (Umberto Bosazzi su VivaTrieste).

«Un cammeo, la vecchia sorda zia Elide, viene cesellato da Ariella Reggio» (Sergio Brossi su Vita Nuova).

Prosa Dialettale

Spettacolo

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