
When the Visible Horizon Still Meant the End of the Known World (2011–2021)

Michele Spanghero
Una fotografia diafana (sfocata o a bassa risoluzione) del mare ci pone davanti a due campiture di colore, che lo spettatore immediatamente identifica come la linea dell’orizzonte. Metafora della nostra attuale cecità verso una visione ampia e profonda del paesaggio, l'immagine pone una questione (quasi ontologica) sull'orizzonte della conoscenza umana e sulla nostra attuale capacità immaginativa.
Il progetto When the Visible Horizon Still Meant the End of the Known World iniziato nel 2011 lavora sull'immaginario fotografico contemporaneo in dialogo con il retaggio iconografico del concetto di orizzonte. In occasione del progetto MUDS, l'artista ha creato una versione con il titolo dell'opera inscritto nell’immagine, giocando con il formato della cartellonistica pubblicitaria.
L’attività artistica di Michele Spanghero (Gorizia, 1979) spazia dal campo della sound art, alla scultura e alla ricerca fotografica in modo versatile, ma coerente tanto da ricevere la nomina di “Miglior giovane artista italiano 2016” dalla rivista Artribune. Ha esposto e si è esibito in vari contesti internazionali quali Jardin des Tuileries (Parigi, Francia), Le Centquatre (Parigi, Francia), Hyundaii Motorstudio (Pechino, Cina), School of the Art Institute (Chicago, USA), Darb 1718 Center (Il Cairo, Egitto), Museum of Modern Art (Istanbul, Turchia), Ars Electronica festival (Linz, Austria), Technisches Sammlungen (Dresda, Germania), Ambasciata Italiana (Bruxelles, Belgio), Festival Tina-B (Praga, Repubblica Ceca), Vžigalica Galerija (Lubiana, Slovenia). Tra le varie attività in Italia si ricordano Mart (Rovereto), Palazzo Te (Mantova), Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia), Galleria Civica (Modena), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), Tempio di Adriano (Roma) e la partecipazione alla 16ma Quadriennale d’arte (Roma).
MUDS
Residenza Artistica
20/21


