Alla ricerca della felicità nella battaglia dei sentimenti - LA VOCE DEL POPOLO 11/05/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 21 mag
- Tempo di lettura: 3 min
La Contrada di Trieste porta sul palco del Teatro Orazio Bobbio la nuova produzione firmata da Assous. A Palazzo Gopcevich l'ente festeggia i suoi primi cinquant'anni di storia
Rossana Poletti
TRIESTE

Alla Contrada va in scena l'ultima produzione dello Stabile triestino, prima della pausa estiva, "La felicità" di Éric Assous, drammaturgo e sceneggiatore francese. Lo scrittore mette assieme commedia brillante e introspezione psicologica in questo testo dedicato alla coppia, che in questo caso è interpretata da Marzia Postogna e Maurizio Repetto.
Una vicenda attuale
La storia è un classico di tanti modelli comportamentali conosciuti, l'isteria femminile, la "leggerezza" maschile, gelosia, sesso e possesso ed altro ancora. Lei sceglie lui, Luisa vuole Alessandro per una notte d'amore. Ma vuole anche qualcosa di più. Lui invece preferirebbe non compromettersi, è già sposato, anzi sta divorziando, ma è ancora innamorato della moglie, che tradisce, ricambiato. Trascorrono i giorni, i mesi e i due sono ancora lì, in un ménage alquanto complicato. Ottenuto il divorzio Luisa e Alessandro si sposeranno, ma le conflittualità non avranno fine, sempre alla ricerca della felicità. Ma quale felicità? Sono due adulti con un vissuto complicato, trovare l'accordo non è semplice e poi la felicità cos'è, confliggere per poi ritrovare la strada dell'armonia? Forse, ma questa armonia regala momenti fugaci, che la vita vera, vissuta cancella continuamente. Il pubblico ride; si riconosce nelle azioni, nei comportamenti dei due protagonisti, che sono le nostre azioni, i nostri comportamenti nella vita quotidiana. Intravvede la propria ricerca di felicità, nella vita che arranca tra mille difficoltà. I due attori hanno l'età giusta per i due personaggi, hanno l'esperienza attoriale e umana per affrontare il tema dell'amore e della vita. Mostrano nel recitare questa consapevolezza, che li rende naturali e a proprio agio nei ruoli svolti.
La regista dello spettacolo, Marcela Serli, racconta di una "commedia che sa essere al contempo vivace e intensa, capace di sorprendere con i suoi numerosi sviluppi inattesi. Attraverso un dialogo che oscilla tra diversi registri, la pièce svela le fragilità molto umane di ciascun personaggio. Un incontro apparentemente leggero diventa il detonatore di una resa dei conti: con l'altro, ma soprattutto con se stessi. Le reazioni emotive dei personaggi trasformano una battuta in un ribaltamento, una situazione in un cortocircuito". Il tutto si svolge nel soggiorno della casa di lei, con porte attraverso le quali si entra in spazi solo immaginati, la camera da letto e la cucina,
ma anche da cui si esce, lasciando sempre il dubbio di un possibile ritorno. Le scene e i costumi sono di Andrea Stanisci, i suoni e le musiche di Enza De Rose.
Mezzo secolo tra attori e produzioni
Nel frattempo a Palazzo Gopcevich, presso il Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl" di Trieste, la Contrada festeggia i suoi primi cinquant'anni di storia con una mostra che sarà visitabile fino a settembre, quando ci sarà il compleanno di Ariella Reggio, fondatrice della Compagnia, anima instancabile, sempre attiva a teatro, in tv e al cinema. "La Contrada: 50 anni e oltre", curata da Mario Bobbio e Andrea Stanisci, ricorda il ventennale della scomparsa di Orazio Bobbio, che fu il principale motore della nascita del teatro e della sua crescita. La mostra è un percorso attraverso le immagini, foto e locandine, costumi e testi, nella storia di un teatro popolare, amato dal suo pubblico. Si contemplano le origini del teatro ragazzi, fino alle produzioni dialettali, mai abbandonate; alcune fortunatissime come "A casa tra un poco", "Marcovaldo", "Due paia di calze di seta di Vienna". Non si possono tralasciare le produzioni nazionali, che si avvalsero di grandi interpreti: Cochi Ponzoni, Lauretta Masiero, Johnny Dorelli, Antonio Salines, Anna Galiena, Tullio Solenghi, e molti altri. Tanti i video che mostrano vecchie produzioni, artisti ormai purtroppo scomparsi e altri che ancora fanno parte della compagine artistica della Contrada. Le grafiche sono di Mario Bobbio e i video di Maurizio Bressan, con la collaborazione di Videoest e di TV Capodistria. L'allestimento, curato da Diego Fantoma e Nathan Vitta con le strutture di Bruno Guastini e Francesco Orrendo, mostra la modernità digitale, ma pone l'osservatore anche davanti al palcoscenico reale: il pubblico può vedere da vicino infatti elementi scenografici, costumi originali e il verbale originale di costituzione della Compagnia. Ad impreziosire la mostra c'è il catalogo "La Contrada: 50 anni e oltre".





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