"Archimede. La Solitudine di un Genio", Mario Incudine porta al Bobbio la vita del genio, tra cuore e scienza -- TRIESTEPRIMA 07/04/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 10 apr
- Tempo di lettura: 1 min

Un viaggio poetico e potente nella mente di Archimede di Siracusa, nelle ore che precedono la sua morte, dove scienza e cuore si intrecciano, tra ricordi, invenzioni, solitudine, genialità e amore. Mario Incudine porta in scena lo spettacolo “Archimede” al teatro Bobbio dal 9 al 12 aprile. In questo allestimento, Archimede non è più soltanto una figura legata ai libri di scuola o ai teoremi geometrici, è un uomo fatto di anima e desideri, una voce che invoca giustizia e si trasforma in un testamento morale contro ogni forma di barbarie.
Sul palco l’istrionico, vulcanico, il canta e cunta storie, Mario Incudine protagonista assoluto di questo percorso interiore che presta il suo carisma e la sua sensibilità a un racconto che scava nelle fragilità del genio. Accanto a lui le musiche sostenute dalla fisarmonica, l’organetto e il tamburo di Antonio Vasta, e la spalla muta, ma essenziale, di Tommaso Garrè, incolpevole soldato romano, che si trova a compiere la missione più complessa della sua carriera militare: neutralizzare il genio siracusano, vantaggio competitivo intollerabile per gli alleati di Cartagine da sconfiggere.
La struttura della messinscena si affida a un raffinato lavoro di teatro-canzone, una dimensione espressiva dove Mario Incudine si muove con naturalezza in quel bilico meraviglioso tra parola detta e parola cantata grazie anche alle musiche originali da lui composte ed eseguite dal vivo da Antonio Vasta.





Commenti