L'Arte della Truffa - BIAGIO IZZO METTE IN GUARDIA: «NON FIDATEVI NEANCHE DI MAMMA, PERÒ VENITE A TEATRO!» - VERO 12/03/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
di Luca Marsi
«Vogliamo solo far ridere, ma la storia che raccontiamo è vera» dichiara il comico campano impegnato con L'arte della truffa

APPLAUSI A TRIESTE
Grande successo di pubblico per Biagio Izzo e la commedia L'arte della truffa al teatro La Contrada di Trieste.
Lo dice ridendo, ma sotto le parole di Biagio Izzo (61 anni) c'è anche un messaggio serio: «Non fidatevi neanche di mamma... Però venite a teatro!». Lo abbiamo incontrato mentre è in tournée con L’arte della truffa, la commedia che lo vede protagonista sul palco. Tra una battuta e l'altra ci ha raccontato cosa c'è dietro questo spettacolo, cosa significa oggi far ridere e quanto sia cambiato il mondo negli ultimi anni.
«Anch’io vittima di una truffa»
Biagio, cosa ti ha conquistato de L’arte della truffa?
«Ogni commedia è come un figlio. In tutti i lavori che faccio c'è sempre qualcosa che mi appartiene. Questa ha il paradosso di essere una truffa a fin di bene, dove anche il truffato è contento di esserlo stato per come viene realizzata. È un meccanismo contorto ma divertente e alla fine mette tutti d'accordo».
La truffa in scena fa ridere, ma qual è il messaggio?
«Noi prendiamo le distanze dalle vere truffe. Con questa maledetta intelligenza artificiale stanno clonando le voci delle persone. Anche a me è arrivata la voce di mio figlio che mi diceva che aveva rotto il telefono. È una cosa bruttissima. Fate attenzione, soprattutto le persone anziane. Noi non vogliamo fare i paladini di niente, vogliamo solo far divertire, ma la storia che raccontiamo è vera».
Hai scoperto qualcosa sui meccanismi dell'inganno?
«I meccanismi comici sono quelli che conosco. Mi rivedo in quello che faccio, è il nostro modo di fare teatro e comicità».
Oggi si parla molto di truffe, anche sentimentali. È più difficile fidarsi?
«Sì. Oggi è pericoloso avere fiducia. Deve essere una persona che non ti tradirebbe mai. Il mondo è diventato un po’ cattivo».
Ti sei mai sentito ingannato?
«Economicamente sì, tante volte mi hanno ingannato. Mia moglie mi dice che sono troppo buono e mi fido delle persone. Ecco, non fidatevi troppo».
Che rapporto hai con il tuo pubblico?
«È la mia vita. Io vivo per loro e appartengo a loro. Mi fermo sempre per una foto, anche dieci volte. Vengono a teatro, spendono soldi, lasciano i bambini con la baby sitter. È un gesto d'amore».
Questo momento della tua carriera come lo descrivi?
«Speriamo di continuare a fare questo mestiere anche l'anno prossimo. Sembra un gioco di parole, ma non lo è».
Cosa ti dà il teatro?
«Nessun altro mezzo mi offre quello che mi offre il teatro».
Ti emozioni ancora prima di andare in scena?
«Più che emozione è responsabilità. Ogni sera è una prima. Quando giri tutta l'Italia e si riempiono i teatri, quella gente crea aspettative e tu devi soddisfarle».
È cambiato il modo di far ridere?
«Sì, perché cambia il mondo. Cambia il linguaggio. I giovani usano slang, bisogna stare al passo. Il comico deve stare al passo con l'attualità».
Ti rivedremo in Tv?
«Ho fatto Pechino Express con Francesco Paolantoni dal 12 marzo. È stata un'esperienza tosta. E ho registrato due puntate di un altro programma, ma sono in tournée...»



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