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I confini ci attraversano la vita e il cuore - Il RESTO DEL CARLINO 28/11/25

  • Immagine del redattore: Teatro La Contrada
    Teatro La Contrada
  • 28 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min
Militare in divisa con elmo e tuta mimetica, in piedi su un letto. Coperte sciupate. Sul retro un muro rotto. Luce dal retro. The Other Side è una produzione de La Contrada.
Gigio Alberti e Elisabetta Pozzi sono i protagonisti di 'The Other Side tragicommedia scritta da Ariel Dortman e diretta d Marcela Serli

Filippo Biondi


Una casa in mezzo alle montagne. Una guerra in corso. Una vecchia coppia, interpretata da Elisabetta Pozzi e Gigio Alberti, Ii sopravvive identificando e sotterrando i cadaveri dei soldati, vittime anonime del conflitto. La notizia improvvisa della pace e l'arrivo di un terzo personaggio (Nicola Claffoni) scuotono la quotidianita del due conlugi. The Other Side', scritto da Arlel Dorfman e diretto da Marcela Serli, sul palco del Teatro Duse da domani a domenica (alle 21, domenica alle 16) è un viaggio grottesco e paradossale che riflette sul concetto di confine, reale e metafisico, e sulle atrocità della guerra, nonché sul rapporto tra presente e passato, tra verità e menzogna. Le scene sono di Marla Spazzi, I costumi di Matelka Horvat e le musiche di Daniele D'Angelo.


Pozzi, perché avete scelto di portare in scena quest'opera di Dorfman? «L'idea e venuta alla regista SerIi. Nonostante siano passati quasi vent'anni, è un testo che ha mantenuto intatta la sua contemporaneità. Si parla di una guerra tremenda che sembra non avere fine, come molti conflitti attuali, ma soprattutto si parla di confini. E sarà proprio un confine a cambiare tutto. La linea di demarcazione passerà in mezzo alla casa, al letto coniugale, alla vita della coppia, causando divisioni e malintesl as. surdi. E una vicenda tanto atroce quanto grottesca, affrontata anche con quell'ironia che porta a ridere di una situazione cosl drammatica. I personaggi sono maschere di dolore spinte all'estremo».


Come siete riusciti a inserire il comico e il grottesco all'interno di una storia del genere? all grottesco è un elemento presente già nel testo originale. Alberti, In quanto attore comico, ci ha aiutati. È molto espressivo quando recita, non è mal caricaturale ed è stato capace di trasmettere quel senso di follla che serviva allo spettacolo. lo mi sono accodata a lui e abbiamo creato una coppia verosimile nella follia»


In scena comparirà anche un terzo personaggio «Si, è il militare che arriva per tracciare il confine in mezzo alla casa. La madre si autoconvincerà che questo ragazzo sia suo figlio, In realtà disperso da anni. Si parla della follia della guerra che porta una madre a credere che un soldato sconosciuto sia Il proprio figlio»


In un mondo cosi interconnesso e globale come il nostro, ha ancora senso parlare di confini? «Si, perché è una connessione soltanto virtuale. Siamo sempre più isolati, chiusi in un'individua. lità esasperata che rende quasi Impossible comunicare in modo autentico. Quindi si, i confini cI sono eccome»


La sua carriera l'ha portata più volte a Bologna. «Alla fine degli anni Settanta, quando ho iniziato a lavorare con I grandi nomi del palcoscenico, come Glorgio Albertazzi, venivo spesso a Bologna. Poi ci sono tornata nel 2000 con una pièce di Dacla Maraini su Marla Stuarda.

Era uno spettacolo piccolo con sole ale aci o e Mariangela D'Abbraccio, ma fu un grande successo. Vedere II Duse sempre pieno mi lasciava senza fiato. L'Alma Mater mi ha poi ospitata molte volte durante le sue serate. Sotto le Due Torri, ho anche conosciuto Umberto Eco e Luciano Canfora».



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