Il teatro come atto di ribellione: al Bobbio arriva “A Mirror”, la distopia firmata Sam Holcroft -LANOUVELLEVAGUE 28/01/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 29 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Immaginate di acquistare un biglietto per uno spettacolo teatrale e di ritrovarvi, all’improvviso, nel mezzo di un matrimonio. O meglio, di una cerimonia che sembra tale, ma che nasconde un segreto pericoloso. Succede al Teatro Bobbio di Trieste, dove per la Stagione della Contrada, da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio, va in scena A Mirror. Uno spettacolo falso e non autorizzato, il testo della drammaturga britannica Sam Holcroft, per la prima volta a Trieste dopo il successo nel West End londinese.
Diretto da Giancarlo Nicoletti, lo spettacolo è un thriller psicologico distopico che trasforma il teatro in un atto di resistenza, coinvolgendo il pubblico in una vera e propria performance clandestina.

Una distopia teatrale tra Orwell e Pirandello
Ambientato in uno Stato totalitario in cui il Ministero della Cultura esercita un controllo ossessivo su ogni forma di espressione artistica, A Mirror mette in scena un teatro che deve nascondersi per sopravvivere. L’allestimento trasforma la platea in un’elegante sala eventi, maschera necessaria per aggirare la censura, mentre le forze dell’ordine incombono minacciose, pronte a interrompere lo spettacolo.
Il confine tra finzione e realtà si assottiglia rapidamente: come in un gioco di specchi — richiamato dal titolo originale — i ruoli si ribaltano e lo spettatore diventa complice involontario di un atto di insubordinazione. Il risultato è un’esperienza teatrale immersiva che richiama Orwell, Pirandello e i meccanismi metateatrali di Rumori fuori scena, fondendo tensione distopica e comicità tagliente.
Il pubblico al centro della ribellione
Mentre la minaccia della repressione aleggia costante, il pubblico viene coinvolto in prima persona, sospeso nel dubbio di poter essere “arrestato” insieme agli attori. A Mirror diventa così una riflessione potente sulla libertà di espressione, sulla censura e sul rapporto ambiguo tra verità e menzogna.
Lo spettacolo pone una domanda scomoda e attualissima: preferiamo una bugia rassicurante o una verità pericolosa? E fino a che punto siamo disposti a rischiare per difendere il diritto di raccontare la realtà? In questo contesto, ogni applauso sembra trasformarsi in un gesto sovversivo, un potenziale reato.
Un cast d’eccezione per uno spettacolo corrosivo
A dare corpo a questa girandola di inganni è un cast straordinario:
Ninni Bruschetta e Claudio “Greg” Gregori, due pilastri della scena italiana, portano in scena carisma, precisione comica e intensità drammatica. Accanto a loro Fabrizio Colica (volto noto del duo virale Le Coliche), Paola Michelini e Gianluca Musiu, interpreti capaci di muoversi con naturalezza tra ironia e tensione adrenalinica.
Con la regia di Giancarlo Nicoletti, A Mirror non è solo un esercizio di stile, ma una riflessione urgente sul ruolo dell’arte in tempi di controllo e autocensura. Uno spettacolo che diverte, inquieta e lascia il pubblico con un dubbio persistente: quanto di ciò che abbiamo visto era davvero finzione?











Commenti