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La Felicità, storia ironica di un amore di mezza età - IL PICCOLO 07/05/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 7 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Al teatro Bobbio l'opera del francese Assous interpretata dagli attori Postogna e Repetto


Annalisa Perini


Maurizio Repetto e Marzia Postogna in La Felicità, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Bobbio de La Contrada Teatro Stabile di Trieste
Gli interpreti dello spettacolo

La ricerca, forse vana, forse possibile, certamente necessaria, di uno stato emotivo, potente, agognato, sdrucciolevole come può esserlo "La Felicità". Dal oggi a domenica, al Teatro Orazio Bobbio è in scena la nuova produzione della Contrada, opera di Eric Assous, autore e regista francese, scomparso nel 2020 e noto per la capacità di intrecciare commedia brillante e introspezione psicologica.


Con la regia di Marcela Serli, artista argentina di origini italo-libanesi attiva sulla scena internazionale, ne sono protagonisti Marzia Postogna e Maurizio Repetto. Interpretano Luisa e Alessandro che, non più nel fiore degli anni, condividono una notte a seguito di un incontro fortuito. È solo l'indomani, quando si svegliano, a colazione cominciano davvero a conoscersi pian piano.


Prende così il via una storia, con l'avvicinarsi e scontrarsi di due mondi molto diversi. E, passo dopo passo, emerge anche una loro personalissima chiave per aprire, costruire una complicità a due, tra sviluppi inattesi, sino a un incredibile equilibrio. Il testo è del 2010, Assous all'epoca aveva 54 anni e ne "La Felicità" racconta così le maturità e immaturità emotive dei suoi coetanei.


«I protagonisti non sono due giovani fidanzati che cominciano una vita insieme – spiega Postogna – bensì due adulti. Non si affacciano solo sul futuro. Ciascuno porta con sé anche il bagaglio della propria vita, delle proprie esperienze precedenti e quindi tutte le paure e le perplessità, anche la conoscenza delle fragilità di quello che è il rapporto di coppia, così come delle dinamiche più egoistiche, della disillusione, persino di qualche piccolo cinismo». Si capisce sin dall'inizio dello spettacolo che la felicità è una ricerca che non è detto vada a buon fine, ma ci si prova, come nella realtà. E la comicità nasce dall'urgenza emotiva dei personaggi, profondamente legata alla loro incapacità – o al loro disperato tentativo – di essere sinceri.


«Sono due individui che è possibile incontrare nella vita di tutti i giorni e nei quali ci si può riconoscere – racconta Maurizio Repetto - per il tema delle relazioni di coppia, per le fragilità molto umane di ciascun personaggio e anche perché il testo è molto contemporaneo. Lui è un piccolo imprenditore di successo, benestante, che dedica la sua intera esistenza a mandare avanti un ristorante. È un uomo molto pratico, che però di fronte alle responsabilità nei sentimenti tende a omettere, mentire per evitare il conflitto, le discussioni».


Si ride riconoscendosi nelle contraddizioni di Luisa e Alessandro, nei loro tentativi maldestri di difendersi, di controllare l'altro, di trattenere ciò che, per sua natura, è instabile. «La commedia parte da una notte di passione – sottolinea la regista Marcela Serli – per aprire, quasi senza accorgersene, una voragine emotiva. Un incontro apparentemente leggero diventa il detonatore di una resa dei conti, con l'altro, ma soprattutto con se stessi. La mia regia parte da qui, dal corto circuito tra ciò che i personaggi dichiarano e ciò che realmente desiderano. Il lavoro è interamente concentrato sugli attori, sulle loro reazioni, sui tempi comici e sugli scarti improvvisi di senso che il testo propone. Ogni situazione può rivelare un lato inatteso, a volte in modo paradossale, a volte in modo dolorosamente vero. Le reazioni emotive dei personaggi trasformano una battuta in un ribaltamento, una situazione in un cortocircuito». Musiche originali di Enza De Rose. Info: www.contrada.it —


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