Marta Ciappina, Marco D’Agostin. Lascia l’ultimo ballo per me: "Catalogo" - QUANTESCENE! 24/01/26
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 26 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 feb
Di Roberto Canziani
A Passariano (Udine), nella foresteria di Villa Manin, ultima dimora dei dogi della Serenissima, ha preso il via un progetto congiunto di Residenze per artisti.
Centro di residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia è la nuova denominazione, che mette assieme e coordina le esperienze realizzate finora nella Regione FVG da Artefici (residenze di Artisti Associati – Gorizia), Dialoghi (residenze di CSS – Udine), Vettori (residenze di La Contrada – Trieste).

Ad aprire, a gennaio 2026, la serie degli artisti che in questo luogo troveranno ospitalità, spazi, tempi di ideazione e lavoro, ci oggi sono Marta Ciappina e Marco D’Agostin, stelle di prima grandezza nel firmamento della danza italiana.
E questa sera, noi, due decine di osservatori, curiosi, attenti, siamo arrivati, qui, presso il parco della villa, nelle ali più silenziose, dove trovano spazio le sale prove, a spiare il momento in cui nasce un progetto d’arte, testimoni quasi invisibili di un’aurora.
Rivolto a noi, che siamo seduti in una delle sale, in attesa di capire come un’ipotesi – un’idea ancora indistinta – diventerà spettacolo – uno spettacolo d’addio – d’Agostin spiega il percorso che lui e Ciappina intendono intraprendere.
Dire addio tante volte
“L’unico modo per dire veramente addio – dice il coreografo e danzatore – è dire addio tante volte. È uno dei pochi elementi certi che Marta ed io abbiamo in mano e nella testa, oggi, al nostro primo giorno di prove di uno spettacolo nuovo. Comincia tutto adesso, e voi siete qui, a spiarci quasi, noi facciamo finta che non ci siete, e con le nostre parole e i movimenti diamo avvio a qualcosa possiamo soltanto immaginare e che potrebbe completamente cambiare da qua a novembre 2026, quando il progetto, lo spettacolo, giungeranno al debutto”.
“Ciò che ci rassicura è l’ipotesi di un piano sequenza: la nostra idea è immaginare e seguire una danzatrice al suo ultimo giorno di prove. L’ultimo spettacolo, prima del congedo. L’unico modo per dire veramente addio – ce lo siamo ripetuti – è dire addio tante volte. Marta infatti sostiene che lei continuerà a danzare soltanto finché ci sarà qualcuno che scriverà danza per lei”.
Catalogo
“Così, per cominciare, abbiamo chiesto a quattro artisti, di cui abbiamo stima e che nella nostra professione non abbiamo mai ancora incontrato, di scrivere per lei. Sono Silvia Gribaudi, Francesca Pennini, Emio Greco e il collettivo Sotterraneo. L’ipotesi è che incontrino Marta per creare, in 14 giorni ciascuno, una danza per lei, un piccolo formato di durata eccentrica, attorno al tema del congedo”.
“Dopo aver raccolto queste quattro sequenze, a settembre, Marta ed io cominceremo a costruire lo spettacolo vero e proprio. Metterà assieme le quattro sequenze, alle quali si aggiungeranno, forse, altre, che altri artisti potrebbero aver scritto per lei. Dalle iniziali quattro, forse diventeranno otto, o sedici, per una performance che potrebbe durare ore. Molti potrebbero aiutarla a non dire addio. Perciò lo spettacolo si chiamerà Catalogo”.
“Basta. Vi ho detto queste cose non tanto per manipolarvi emotivamente, ma perché possiate comprendere meglio ciò che sentirete e vedrete oggi. A Marta, poco fa, ho ricordato quel soleggiato pomeriggio di novembre in cui su whatsapp abbiamo parlato di questa idea. Poco fa le ho dato anche un foglio con le istruzioni per il primo esercizio, che tanto io tanto voi, vedremo questa sera per la prima volta“.
“Noi ora cominciamo. Siate discreti, faremo finta che non ci siate. Anche se so che la vostra vicinanza ci condizionerà, almeno un po’. Ma per avere un inizio perfetto bisogna iniziare molte volte”.
Iniziare molte volte
D’Agostin ha concluso la premessa. A questo punto, il silenzio si fa più teso. Solo pochi secondi, poi una porta si apre ed entra Ciappina. Comincia il viaggio.
CATALOGO
debutto novembre 2026
un’idea originale di Marta Ciappina, Marco D’Agostin, Damien Modolo
con le creazioni di Emio Greco and Pieter C. Sholten, Silvia Gribaudi, Francesca Pennini / Collettivo Cinetico, Sotterraneo
con Marta Ciappina
drammaturgia Marco D’Agostin
suono Luca Scapellato
produzione VAN
co-produzione di Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; ERT Emilia Romagna Teatro; Romaeuropa Festival; CDCN Pôle Sud
con il supporto di Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia / La Contrada Teatro stabile di Trieste; AMAT e Civitanova Danza per RAM_Residenze Artistiche Marchigiane and other partners to be defined


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