Non solo Maldobrie: l’umorismo targato Carpinteri-Faraguna - IL PICCOLO 08/09/26

Annalisa Perini

Un’immersione a tutto tondo, per raccontare ancora una volta, ma da una prospettiva nuova, e con un approfondito e variegato sguardo critico e scientifico a più voci, la lunga, straordinaria produzione artistica di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna.
L’11 e 12 settembre i due autori, con un’indagine nella loro opera radiofonica, teatrale, giornalistica e letteraria, saranno al centro, al Museo Lets–Letteratura Trieste, del convegno “Per bon/Sul serio”, e, sino a novembre, di una mostra, “Due Uomini in coffa”, curata da Riccardo Cepach. Non mancheranno anche oggetti iconici, come la coppia di poltroncine provenienti dalla motonave Vulcania utilizzate dalla premiata ditta nelle sessioni creative.
Il Museo Lets e il Teatro Stabile La Contrada (con il sostegno della Regione/Bando creatività 2026) hanno dato vita al progetto “El passeger dimanda se sarà bel”. Dopo una prima parte realizzata nei mesi scorsi, il programma entrerà ora nella sua fase finale, illustrata alla presenza dell’assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia Maurizio De Blasio.
Come ha sottolineato Cepach, Carpinteri (1924 – 2013) e Faraguna (1924 – 2001), per oltre cinquant’anni, con la loro opera artistica e gli strumenti a loro congeniali (l’uso del dialetto e una potente vena satirica e umoristica) hanno attraversato stagioni molto complesse e controverse della storia del territorio nel secondo Novecento e si accarezzava da tempo un approfondimento nell’originalità e varietà del loro percorso.
Il convegno “Per bon/Sul serio. Carpinteri e Faraguna al vaglio della critica letteraria” si svolgerà nello Spazio Forum del Museo LETS. Il via venerdì 11 alle 15 con l’intervento di apertura di Elvio Guagnini.
Si approfondiranno poi le diverse forme dell’espressività dei due autori, dai testi radiofonici, oggetto dell’analisi di Alessandro Spanghero, a quelli teatrali, studiati da Paolo Quazzolo, per poi affrontare la delicata “questione mirkica”, ovvero le modalità della satira politica della fine degli anni ’40 e dei primi ’50, fissata nella caricaturale figura del “Druse Mirko”, personaggio di cui si occuperanno Luciano Santin, Iwan Paolini e Roberto Dedenaro.
Sabato 12, dalle 10, si entrerà invece, a opera di Cristina Ferluga e Donatella Fischer, nelle complesse categorie di “nostalgia” e “identità” che permeano le poesie di “Serbidiòla” e le novelle. A seguire una sessione sarà dedicata all’umorismo “adriatico” delle “Maldobrie”, con Gianni Cimador, Cepach e Fabrizio Foschini. La conclusione dei lavori sarà affidata a Pierluigi Sabatti, Francesca Sartori e Gabriella Ziani, sul tema dei “linguaggi”.
«Nel parlare di due grandi autori del nostro territorio – ha detto l’assessore De Blasio – parliamo della nostra storia. E sono certo che queste iniziative saranno un momento di incontro, di scoperta per alcuni, di dialogo e anche di confronto. L’attività artistica è al tempo stesso segnale e strumento di crescita individuale e collettiva e promuovendone la conoscenza si comprende il passato e si guarda al futuro».
La partecipazione al convegno è libera così come l’ingresso alla mostra “Due Uomini in coffa. L’osservatorio umoristico di Carpinteri e Faraguna”. Verrà inaugurata sabato 12 settembre alle 18, sempre nello Spazio Forum, con la collaborazione di Dino Faraguna, e rimarrà aperta negli orari del Museo Lets (ogni giorno, tranne il martedì, dalle 10 alle 19) sino al 9 novembre.
Grazie alle soluzioni allestitive e grafiche di Mario Bobbio, Diego Fantoma e Susan Petri e alla collaborazione alle ricerche di Cristina Fenu e Gabriella Norio, come sottolineato ancora da Cepach: «la mostra si sforza di raccontare la lunga vicenda “C&F” e di mostrarne i momenti salienti attraverso fotografie e documenti provenienti dalle collezioni familiari di Faraguna da un lato e di Carpinteri dall’altro. Ecco quindi, naturalmente, un itinerario tra libri, giornali, rare plaquettes e dattiloscritti autografi dalla collezione della Biblioteca Civica Hortis, locandine e bozzetti dal Museo Teatrale Schmidl e dalla Contrada, il tutto affiancato da oggetti iconici».
Livia Amabilino ha ricordato la lunga collaborazione di Carpinteri e Faraguna con lo Stabile triestino, una sinergia nata anche dalla grande amicizia dei due autori con i fondatori, in particolare con Ariella Reggio, Orazio Bobbio e Francesco Macedonio. «I loro grandissimi successi – ha aggiunto la direttrice artistica – hanno portato La Contrada a essere quello che oggi è».
Interessanti anche le varie, piccole curiosità esposte, dai “pizzini” in versi indirizzati ai tipografi che Carpinteri appiccicava ai testi da comporre, ai cliché originali delle vignette per “La Cittadella”, dal grande quadro a olio realizzato da Renzo Kollmann nel 1947 in occasione del varo del “piano Marshall” al “Reservistenbild” del 1901, quadro di stoffa ricamato in seta, ricordo della missione austriaca contro la rivolta dei Boxer in Cina, da cui è stata tratta, con una piccola, significativa interpolazione, la copertina del primo volume delle “Maldobrie” del 1966.





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