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Ombrelloni - ACCADEMIA PERDUTA ROMAGNA TEATRI

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografia dello spettacolo Ombrelloni, andrà in scena al Teatro dei Fabbri de La Contrada Teatro Stabile di Trieste

“È possibile capire molto di un Paese guardando le sue spiagge. In tutte le culture, la spiaggia è quel raro spazio pubblico in cui si possono trovare le assurdità e i comportamenti eccentrici tipici di ogni nazione”

(Martin Parr)


La Riviera Romagnola ha una caratteristica particolare. Nessuno ci va per il mare: ciò che conta davvero è la spiaggia. Da sempre.


Per tre mesi all’anno gli stabilimenti balneari diventano grandi condomini costruiti sulla sabbia.

Sotto gli ombrelloni si forma una comunità di inquilini temporanei. Ognuno ha la sua segreta ossessione: c’è chi è impegnato ad abbronzarsi, chi sogna di nuotare fino alla Croazia, chi osserva segretamente corpi seminudi… È la vita balneare: un microcosmo schizofrenico, intimo e allo stesso tempo esibizionista, che alterna stati di eccitazione febbrile a lunghe paralisi postprandiali.


Quella balneare sembra una vita destinata a ripetersi uguale a sé stessa per l’eternità.

Ma c’è un ma.

La spiaggia è una linea fragile. Il turismo di massa, la subsidenza e l’innalzamento del livello del mare

minacciano l’esistenza di un ecosistema che, per troppo tempo, abbiamo dato per scontato.

E questo monologo riflette su come, per anni, abbiamo fatto finta di niente, cercando di nascondere il

problema sotto la sabbia…


Ombrelloni riprende stili e tematiche care al teatro di narrazione, nel solco di maestri come Dario Fo, Marco Baliani e Marco Paolini, e li ibrida con le sonorità malinconiche del sassofono dal vivo.

Il Bagno Kursaal – fittizio stabilimento per famiglie che ha attraversato immutato gli ultimi trent’anni di storia italiana – diventa la lente d’ingrandimento per raccontare le illusioni e le ossessioni di un paese, il nostro, che dà il suo meglio e il suo peggio in vacanza.


Un originale blues rivierasco, che mischia satira e realismo magico per raccontare un luogo che rischia di scomparire per sempre.




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