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(Pazza) GIRL POWER: la rivoluzione delle Donne a Teatro - POLTRONCINA 03/03/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografia di Vanessa Gravina in Pazza, una produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste

Eroine, ribelli, assassine: tre spettacoli che mostrano come il teatro abbia sempre parlato al femminile

Sapevate che dall’Antica Grecia al Rinascimento alle donne non era permesso recitare?

Sul palco ci salivano gli uomini, anche quando dovevano interpretare Medea o Antigone: assurdo! Soprattutto se pensiamo che proprio quel teatro, così gelosamente maschile, affidava ai personaggi femminili il vero potere del racconto: dalla coscienza morale, al conflitto, al cambiamento.


Nei secoli, le eroine antiche hanno attraversato la storia come figure potentissime, cariche di un’energia che il loro tempo faticava a sostenere. Sono rimaste scritte nei copioni, sospese tra un’epoca e l’altra, in attesa di un cambio di sguardo che liberasse le loro storie.


Oggi quelle storie tornano a vibrare con una forza nuova, perché raccontano qualcosa che attraversa tutte noi: dalle donne dell’Antica Grecia a quelle del Settecento, dagli anni Ottanta alle baddie della Gen Z.


Quindi, da quando il teatro parla al femminile? E per quanto lo farà?


Abbiamo pensato di chiederlo al teatro stesso, scegliendo tre spettacoli del momento che suggeriscono una sola risposta: da sempre e per sempre!


NON SONO PAZZA!

“Pazza” di Tom Topor, di Fabrizio Coniglio, con Vanessa Gravina


Nei primi anni ’80 “Nuts” conquista Broadway. È un dramma asciutto e tagliente, con un ritmo che anticipa le nostre amate serie True Crime. Poco dopo sbarca al cinema con Barbra Streisand, più carica di intrecci, ma meno fortunata di quanto meriterebbe…


Oggi, con “Pazza” nell’adattamento di Fabrizio Coniglio, quelle riflessioni risuonano con tutt’altra forza. Nei panni di Claudia, sul palco brilla Vanessa Gravina, che quasi acceca con la sua sfacciataggine, irriverenza e potenza.


Come una moderna Antigone, la protagonista sfida il potere per difendere un diritto elementare: essere giudicata come capace di intendere e di volere, anche da assassina, e non attraverso la lente distorta che prima l’ha ferita e poi l’ha isolata. Così, Claudia incarna tutte le donne a cui viene negata credibilità, quelle il cui pensiero e la cui storia vengono archiviati con un’etichetta spiccia: isterica, instabile, PAZZA. Ma a chi fa comodo zittire la sua voce?


💔E quante donne in platea hanno sentito quel “sei pazza” arrivare dritto allo stomaco?


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