Veronica Pivetti e “L’inferiorità mentale della donna” a Trieste - RADIOPUNTOZERO 18/11/25
- La Contrada TeatroStabilediTrieste
- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Monica Ferri
Mercoledì 19 novembre, al Teatro Contrada di Trieste, arriva Veronica Pivetti con “L’inferiorità mentale della donna”.
Lo spettacolo è scritto da Giovanna Gra ed è liberamente ispirato al trattato del 1900 del neurologo Paul Julius Moebius.
L’attrice milanese sarà una Mary Shelley contemporanea, affiancata da Cristian Ruiz, a presentare «l’unico, vero, orrorifico Frankenstein della storia moderna: la donna». Una produzione raffinata tra ironia, musica e atmosfere gotiche.
Il pensiero misogino con ironia e teatro
Attraverso un linguaggio teatrale brillante e corrosivo, lo spettacolo decostruisce uno dei testi più controversi della cultura reazionaria europea, quello in cui Moebius apriva con la celebre frase: “Capelli lunghi, cervello corto”. Il compendio del 1900 sosteneva tesi pseudoscientifiche oggi aberranti arrivando a sostenere che dopo poche gravidanze la donna decade, rimbambisce e soccombe alla noia coniugale. Un pensiero che dialoga, inquietantemente, con le teorie di Cesare Lombroso sul delitto femminile e l’estremismo di Sylvain Maréchal, autore del “Progetto di legge per vietare alle donne di leggere”.
Un materiale d’epoca che, pur appartenendo al passato, offre ancora oggi spunti cruciali sulla persistenza degli stereotipi.
Un appuntamento imperdibile per riflettere sul presente
”L’inferiorità mentale della donna” si annuncia come un viaggio provocatorio, intelligente e necessario dentro le radici della misoginia, raccontato con ironia, eleganza e uno sguardo profondamente contemporaneo.
Lo spettacolo è una produzione a.ArtistiAssociati, in collaborazione con Pigra srl.










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