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Atto Unico

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POSTI ONLINE ESAURITI

di Italo Svevo

regia Francesco Macedonio

con Orazio Bobbio, Maria Grazia Plos, Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Xenia Bevitori e Manuel Fanni Canelles

costumi Fabio Bergamo

musiche Carlo Moser

Dopo il riallestimento a fine giugno di Itinerari Sveviani e Gli Ulissidi, proseguono in Piazza Hortis gli appuntamenti con la settima edizione di TRIESTE IN SCENA / SERATE SVEVIANE.

La manifestazione estiva, organizzata dal Comune di Trieste e dalla Biblioteca Civica-Museo Sveviano e realizzata dalla Contrada-Teatro Stabile di Trieste, si inserisce quest’anno nel quadro dei festeggiamenti per il Cinquantenario del ritorno di Trieste all’Italia. Nata nel 1998 da un’idea della regista Elena Vitas, questa rassegna di eventi e spettacoli ha presentato negli anni in chiave inedita e ironica commedie, letture e altri eventi legati alle figure e alle opere di Italo Svevo e James Joyce: nel corso delle sei edizioni precedenti sono stati presentati al pubblico triestino Terzetto spezzato, La verità, La rigenerazione e L’avventura di Mariadi Italo Svevo, collage tratti da opere di Svevo e Joyce (Ulisse ovvero tu mare grega,Gli Ulissidi) e i cicli di letture sceniche intitolatiItinerari Sveviani e Joyceani.

Per la settima edizione di TRIESTE IN SCENA / SERATE SVEVIANE sono stati scelti due nuovi testi che debuttano in prima assoluta a Trieste venerdì 6 e domenica 8 agosto. Il primo spettacolo è “Atto unico”,la sola pièce che Italo Svevo abbia mai scritto in vernacolo triestino, mentre il secondo testo è un’opera inedita che il giornalista e scrittore Tullio Kezich ha realizzato espressamente per questa manifestazione, “Italo Svevo, genero letterario”.

Composto probabilmente attorno al 1913-1914, “Atto unico”- il cui insolito titolo venne dato all’opera dallo stesso autore - è una sorta di scherzo teatrale, un divertissement in cui Svevo porta sulla scena un fatto di cronaca quotidiana con tutti i suoi grotteschi e imprevedibili risvolti.

La vicenda, ambientata in un salotto della buona borghesia triestina, ha per protagonista Amelia, padrona di casa assillata dal problema di trovare della servitù fidata e lavoratrice. La donna non crede ai propri occhi quando, in un solo colpo, riesce ad assumere cuoca, cameriere, cameriera e serva di cucina. Il mancato controllo delle referenze fanno tuttavia cadere Amelia in un tranello: i quattro sono in realtà una banda di ladri che usa questo stratagemma per introdursi nelle case altrui. Ma l’imbroglio viene ben presto scoperto e per di più la cuoca si rivela essere un uomo travestito da donna. Clemente, il marito di Amelia, denuncia i quattro alla polizia mentre proprio sua moglie, pur di non perdere i preziosi domestici, offre loro protezione. Gli inflessibili ordini della padrona di casa e il suo animo dittatoriale spingono però i ladri all’esasperazione, tanto da far loro preferire il carcere.

Dietro questo divertente atto unico, si nasconde il problema della servitù, vivamente sentito nella Trieste d’inizio Novecento. Volendolo trasporre sulla scena, Svevo ne fece un simpatico apologo in cui l’elemento paradossale, il ritmo infuocato, la battuta divertente costituiscono la materia fondante della commedia. L’uso del dialetto consente di trovare un felice corrispettivo linguistico alla vicenda, riproducendo non solo la parlata che la borghesia triestina usava - e continua a usare - nei rapporti quotidiani, ma anche una azzeccata differenziazione tra il dialetto dei padroni di casa e quello - più basso e semplificato - del popolino. Protagonisti di questo spettacolo saranno Orazio Bobbio e Maria Grazia Plos nei panni dei padroni di casa, cui si affiancheranno Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Xenia Bevitori e Manuel Fanni Canelles. L’affiatato gruppo di attori, che vestirà i costumi d’epoca disegnati per l’occasione da Fabio Bergamo, saranno accompagnati dalla fisarmonica di Carlo Moser.

La seconda novità assoluta di TRIESTE IN SCENA / SERATE SVEVIANE è una sorta di monologo che Tullio Kezich ha scritto appositamente per Ariella Reggio. Kezich, che per la Contrada ha già composto uno spettacolo dedicato alla figura di Italo Svevo - L’ultimo carnevàl – immagina qui che un fantomatico studioso australiano abbia scoperto fra le carte del Museo Sveviano di Trieste un manoscritto di Olga Veneziani, la terribile suocera dello scrittore. Da queste pagine che hanno l’aspetto di un’immaginaria conferenza emerge quanto a Trieste, e perfino in famiglia, fosse disconosciuto il genio di uno dei più grandi scrittori del ‘900. Protagonista di questo testo, intitolato “Italo Svevo, genero letterario” e che nel sottotitolo recita “raccontato da sua suocera”, sarà Ariella Reggio la quale, curiosamente, ha già ricoperto il ruolo dell’inflessibile Olga Veneziani ne L’ultimo carnevàl. Ad accompagnare il monologo di Ariella-Olga saranno i brevi interventi di Maria Grazia Plos, Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna e il pianoforte di Cristina Santin. Anche in questo caso i costumi d’epoca della Trieste d’inizio Novecento sono stati realizzati da Fabio Bergamo.

Francesco Macedonio, Direttore artistico della Contrada, firma la regia di entrambi gli spettacoli.

Dramma

Spettacolo

Ricordiamo alle Famiglie che i titoli per le Scuole sono disponibili su prenotazione!

Per informazioni e prenotazioni contattare la biglietteria al Teatro Bobbio

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