
Buone Vacanze

POSTI ONLINE ESAURITI
regia Marcela Serli
con Maurizio Zacchigna
“Buone vacanze. Trilogia con muro, borsa e bambino”: questo è l’originale titolo della nuova produzione che la Contrada – Teatro Stabile di Trieste presenterà in anteprima alla nuova edizione del Festival Itinerari/Routes. Teatri a Teatro 2011, la rassegna promossa e organizzata dalla Provincia di Trieste in collaborazione con tutte le principali realtà teatrali del territorio.
Si tratta di un monologo composto da tre atti unici che lo scrittore friulano Carlo Tolazzi ha ideato per lo Stabile di Trieste, teatro da sempre promotore di nuova drammaturgia. L’interpretazione dei testi è affidata a Maurizio Zacchigna, che ha collaborato attivamente al progetto offrendo a Tolazzi lo spunto delle parole chiave del titolo, attraverso le quali l’autore ha immaginato tre storie correlate tra loro, apparentemente intime ma che nello snodarsi delle vicende rivelano una profonda “pietas” che colpisce al cuore lo spettatore.
L’idea nasce dalla considerazione che il rapporto fra un adulto e un bambino è un’esperienza assolutamente unica, anche nelle condizioni più estreme, perché l’infanzia è la cartina di tornasole della nostra capacità di amare o non amare, della struttura affettiva raggiunta da un adulto.
Oggi apparentemente la società degli adulti pone i bambini al suo centro, ma solo come consumatori, non come un prezioso seme da coltivare. È infatti con la delega al prodotto acquistabile, alla soddisfazione di ogni richiesta anche la più futile, con il ricorso agli animatori di feste, con l’esposizione alla “pedagogia” televisiva, con l’iscrizione talvolta ossessiva a corsi di ogni tipo che l’adulto copre la propria mancanza di tempo e soprattutto di fantasia.
“Buone vacanze” non offre soluzioni rassicuranti: affidandosi allo straordinario potere del teatro, cerca solo di accompagnare gli spettatori a un momento di riflessione sulla condizione dei bambini e lo fa affidandosi all’emozione e al racconto.
Tre monologhi che raccontano scenari difficili, storie che disturbano, realtà scomode, ma non per questo irreali o improbabili. Ed è con questo spirito che la regista dello spettacolo, Marcela Serli, le vuole raccontare, con un invito agli spettatori ad accogliere queste storie d’amore materno, impossibile, negato, queste vicende di infanzia perduta e distrutta, e a metabolizzarle ognuno a modo suo.
Un ragazzino che si è reso responsabile di un crimine tanto orrendo quanto futile; una madre che lotta contro tutti per crescere un figlio da sola, per instaurare un rapporto con lui fatto di mille racconti, inventati, spesso esagerati; un infermiere che attraverso le parole cerca di abbattere il muro di silenzio di cui è prigioniero un suo piccolo paziente. Tre storie che hanno per protagonista un bambino; una borsa che può contenere ma anche nascondere qualcosa; e un muro, che a volte separa, a volte protegge, a volte cela alla vista.
Dramma
Spettacolo
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