
Centocinquanta la Gallina Canta

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di Achille Campanile
produzione Teatro Popolare La Contrada
regia Antonio Calenda
coreografia Luciano Pasini
scene Sergio D'Osmo
costumi Fabio Bergamo
musiche Germano Mazzocchetti
con Orazio Bobbio, Paola Bonesi, Rita Charbonier, Stefano Galante, Gualtiero Giorgini, Adriano Giraldi, Luciano Pasini, Riccardo Peroni, Ariella Reggio, Gianfranco Saletta, Livio Cecchelin (Pianoforte)
Achille Campanile (Roma 1900 - Velletri 1977) come scrittore teatrale, ha dimostrato di possedere un umorismo grottesco e funambolico, anticipando in questo senso alcune soluzioni divenute proprie del teatro dell'assurdo. La sua ricca produzione teatrale comprende gli atti unici Centocinquanta la gallina canta (1924), Il ciambellone (1925), L'inventore del cavallo (1925) e Visita di condoglianze (1939) e le commedie in più atti L'amore fa fare questo e altro (1930), L'anfora della discordia (1935), La moglie ingenua e il marito malato (1942) e Il barone e la baronessa Calamari (1944). Lo spettacolo Centocinquanta la gallina canta proponeva un inedito collage di opere edite e inedite di Campanile, dalle Tragedie in due battute ai monologhi, ad alcuni atti unici, tutti inframmezzati da interventi musicali.
Tutti molto positivi i giudizi per questa nuova produzione della Contrada. «Antonio Calenda [...] ha saputo portare la compagnia della Contrada a un livello eccellente. [...] La compagnia è molto affiatata e ciascuno ha saputo riprodurre in modo convincente la stranezza e l'astrazione dei personaggi di Campanile» (Paolo Quazzolo su La Cronaca).
«Un esempio probante di "teatro leggero", dove la compagnia dei dieci interpreti trova modo di cimentarsi anche nel canto e nel ballo, oltre a lasciare spazio ai dicitori fini (con personali cammei strappapplausi di Riccardo Peroni e Orazio Bobbio), al trasformismo interpretativo (di Ariella Reggio e Gianfranco Saletta)» (Roberto Canziani su Il Piccolo).
«Oltre a Bobbio, che si muove perfettamente a suo agio, ritroviamo un Riccardo Peroni sfolgorante e un gruppo di infaticabili e scattanti attori» (Enzo Kermol su TriesteOggi).
«Nello splendido e funzionale spazio scenico di memoria magrittiana ideato da Sergio D'Osmo, Antonio Calenda ha creato uno spettacolo che ha i ritmi del musical, il sapore della rivista, lo spirito arguto di uno scherzo raffinato» (Il Messaggero Veneto).
Commedia
Spettacolo
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