
Il Formaggio e i Vermi

POSTI ONLINE ESAURITI
di Carlo Ginzburg
regia Giorgio Pressburger e Marco Colli
con Roberto Herlitzka e Orazio Bobbio
produzione Mittelfest e La Contrada Teatro stabile di Trieste
Il formaggio e i vermi è stato tratto dal saggio storico di Carlo Ginzburg, edito da Einaudi per la prima volta nel 1976. Ha per oggetto la vita di Domenico Scandella, contadino e mugnaio di Montereale Valcellina, nato nel 1532, e soprattutto, i due processi per eresia a cui era stato accusato. Lo spettacolo si inserisce nel filone di ricerca sulla storia delle classi subalterne. Il protagonista della vicenda narrata, pur sapendo leggere e scrivere, non appartiene certamente né al clero né alla nobiltà e fa parte dello sterminato numero di persone di cui la storia spesso non si occupa. Il titolo è tratto da un verbale del processo nel quale l'imputato descrive come crede si sia formato il cosmo: in un caos primordiale, i quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco) erano tutti fusi insieme. Il caos si va poi condensando in una massa come il formaggio nel latte e dentro di esso, proprio come si creano i vermi nel formaggio, nascono gli angeli e Dio, per volontà della Santissima Maestà. Nel corso del libro, l'autore mostra come dietro a questa descrizione della Cosmogonia si celino influssi della Bibbia e di altri libri conosciuti dal mugnaio friulano, ma anche elementi della cultura popolare, alcuni dei quali presumibilmente di origine antichissima. L'idea della nascita del vivente dal non vivente (i vermi dal formaggio), peraltro, era in quel periodo appannaggio della cultura ufficiale e non solo delle credenze popolari, e paradossalmente era considerata un'idea di tipo scientista in quanto contrapposta all'idea di creazione da parte di un essere superiore.
Dramma
Spettacolo
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