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Prigionieri in Riva al Mare

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POSTI ONLINE ESAURITI

adattamento e regia Sabrina Morena

con Orazio Bobbio, Adriano Giraldi, Maurizio Zacchigna, Giovanni Boni, Franko Korosec, Maurizio Repetto, Marzia Postogna e Ariella Reggio

scene e costumi Andrea Stanisci

luci Bruno Guastini

musiche Carlo Moser

Prigionieri in riva al mare”, la nuova produzione della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, realizzata in occasione del XII Congresso Nazionale della Società Psicoanalitica Italiana.

Nell’ambito di questo Congresso, che si svolgerà a Trieste dal 13 al 16 giugno, accorreranno nella nostra città centinaia di esperti del settore che discuteranno dei fattori terapeutici in psicoanalisi. Fra le iniziative che arricchiscono questo meetingnazionale, sarà presentato nei prossimi giorni il libro di Anna Maria Accerboni Pavanello intitolato “Trieste nella Psicanalisi” (edito da LINT Editoriale), la sera del 13 giugno debutterà alla Tripcovich “Prigionieri in riva al mare” tratto dal romanzo della professoressa Accerboni e venerdì 14 sarà inaugurata al Museo Revoltella una mostra intitolata anch’essa “Trieste nella psicanalisi” che raccoglierà diversi dipinti legati a quell’epoca. Tre diverse prospettive, narrativa, teatrale, espositiva, che contribuiranno a dare un’immagine più uniforme a quel particolare periodo storico in cui la città di Trieste si interessò alle innovative teorie freudiane.

Come racconta Giorgio Voghera, il ciclone psicanalitico si abbattè su Trieste negli anni ’20 e ‘30. Furono anni di forti entusiasmi e di grandi fervori creativi, una stagione indimenticabile del panorama culturale triestino, al cui centro vi fu l’affascinante figura dello psicoanalista Edoardo Weiss.

Triestino di nascita, appena ventenne si recò da Sigmund Freud con la ferma decisione di abbracciare la psicoanalisi, che si stava consolidando sulla scena culturale mondiale come una sorta di rivoluzione copernicana. Ritornato a Trieste nel primo dopoguerra egli divenne il fulcro dell’attenzione di intellettuali e artisti triestini che allora si entusiasmavano per le teorie freudiane. Alcuni di loro, come Umberto Saba e Bobi Bazlen, si sottoposero anche alla cura psicoanalitica, approfondendo così di prima mano le nuove teorie, mentre altri conobbero il “freudismo” soprattutto attraverso le opere dello psicoanalista e le discussioni con Weiss ed i suoi sostenitori.

Negli anni ‘30 Weiss lasciò Trieste per trasferirsi a Roma dove fondò la Società Psicoanalitica Italiana ed ebbe numerosi allievi e pazienti. Le leggi “razziali” lo costrinsero ad emigrare negli Stati Uniti dove la sua attività fu altrettanto feconda fino alla morte.

Prigionieri in riva al mare” traccia le tappe dell’avventura umana e scientifica del dottor Weiss che condivise la scena con Trieste e i suoi intellettuali. La città oltretutto rappresenta un luogo dell’immaginario dello stesso Freud, il quale vi soggiornò a più riprese e vi fece numerose riflessioni che trovarono poi ampio spazio nella sua opera omnia.

Dal punto di vista drammaturgico, il testo si articola su due piani, uno legato al dialogo tra i personaggi che descrivono la realtà oggettiva di quel periodo, l’altro nel quale si innesta a tratti il piano dell’onirico e del ricordo, con un procedimento che rimanda alla tecnica psicoanalitica dell’associazione libera.

Punti centrali risultano allora il rapporto intercorso tra Weiss e Freud inserito nella vita culturale viennese in cui operava la prima Società psicoanalitica; il fervore intellettuale triestino del Café Garibaldi ai cui tavoli si riunivano Italo Svevo, Umberto Saba, Bobi Bazlen, Guido Voghera; alcuni momenti della cura psicoanalitica di Saba, evocati attraverso la suggestiva citazione delle sue poesie. Lo spettacolo si chiude sugli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, quando Weiss fu costretto ad emigrare in America, così come Freud in Gran Bretagna. Il loro ultimo incontro suggella il rapporto tra maestro e allievo, come a sottolineare l’importanza che aveva per Freud la divulgazione della sua nuova visione del mondo.

Realizzato dalla Contrada-Teatro Stabile di Trieste espressamente in occasione del Congresso della Società Psicoanalitica Italiana, “Prigionieri in riva al mare”porta la firma registica di Sabrina Morena, che ha anche curato assieme all’autrice l’adattamento teatrale del testo. In scena troviamo i principali protagonisti di questo eccezionale periodo storico che legò Trieste alla psicoanalisi: Sigmund Freud e Edoardo Weiss, interpretati rispettivamente da Orazio Bobbio e Adriano Giraldi, Umberto Saba, Guido Voghera e Italo Svevo, cui prestano il volto Maurizio Zacchigna, Giovanni Boni e Franko Korosec, affiancati da Maurizio Repettoe Marzia Postogna, che danno voce al fratello di Freud e ad una paziente, Maria S., con Ariella Reggioin un piccolo ruolo “cammeo”.

Le scene e i costumi dello spettacolo sono stati ideati da Andrea Stanisci, le luci sono di Bruno Guastini, mentre le musiche sono a cura di Carlo Moser.

Commedia

Spettacolo

Ricordiamo alle Famiglie che i titoli per le Scuole sono disponibili su prenotazione!

Per informazioni e prenotazioni contattare la biglietteria al Teatro Bobbio

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