
Quela Sera de Febraio ...ovvero Giovanin se Sposa

POSTI ONLINE ESAURITI
di Francesco Macedonio e Nini Perno
produzione Teatro Popolare La Contrada
regia Francesco Macedonio
coreografia Ondina Ledo
scene Gianfranco Padovani
costumi Fabio Bergamo
musiche a cura di Livio Cecchelin
con Gianfranco Saletta, Mimmo Lo Vecchio, Ariella Reggio, Maria Grazia Plos, Liliana Decaneva, Laura Bardi, Riccardo Canali, Lidia Braico, Orazio Bobbio, Adriano Giraldi
Francesco Macedonio (Idria 1927) regista e drammaturgo, ha firmato numerose regie per diversi teatri. Nel 1976 è stato tra i fondatori del Teatro Popolare La Contrada, del quale è direttore artistico. In tale veste ha firmato la regia di numerosi spettacoli.
Nini Perno, (Trieste 1935) è autrice della commedia Un sial per Carlotta (1981), degli sceneggiati radiofonici Corte d'Assise - dove vennero rievocati i più celebri processi celebrati a Trieste tra fine Ottocento e inizi Novecento - e della trasmissione televisiva su Raitre Un giorno in Pretura. L'argomento della commedia è tratto da un canovaccio napoletano di autore anonimo, forse Antonio Petito.
La vicenda si svolge nella Trieste degli anni Quaranta. Albino Leghissa e Carlo Sian si scoprono coinvolti in una medesima paternità clandestina della quale si riescono a liberare affibbiandola a Checo Giuricin. Alle ansie per questa paternità si aggiungono, per Albino, quelle per la figlia Valnea la quale, innamorata di Duilio, è stata invece destinata dalla madre al timido Giovanin. Quest'ultimo però si invaghisce, ricambiato, di Rosetta. Dopo una serie di equivoci, ogni cosa trova una sua lieta conclusione.
Ancora una volta lo spettacolo d'apertura in dialetto triestino ottenne il convinto plauso del folto pubblico, così come gli apprezzamenti della critica. Scrisse Maria Cristina Vilardo su Il Piccolo: «Il pregio dello spettacolo è di saper orchestrare nei ritmi e nella tenuta del congegno comico, attori di consolidata professionalità a interpreti di più recente esperienza scenica. Un risultato al quale forse contribuisce, in parte, l'affiatamento tra i componenti della compagnia».
Concorde anche Clara Comelli su Spettacolo Regione: «Tutti e dieci i personaggi, interpretati con molta convinzione, riescono perfettamente a far vivere allo spettatore questo spettacolo di vita popolare, contagiandolo e facendolo partecipe».
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