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Addio all’attore comico Riccardo Canali: lavorò anche con Mina e Giorgio Gaber - IL PICCOLO 16/2/26

  • Immagine del redattore: La Contrada TeatroStabilediTrieste
    La Contrada TeatroStabilediTrieste
  • 17 feb
  • Tempo di lettura: 2 min
Fotografie dell'attore Riccardo Canali. Ha lavorato a disversi spettacoli de La Contrada Tearo Stabile di Trieste

Se alla parola “caratterista” non venisse data il più delle volte una connotazione riduttiva la si potrebbe utilizzare per Riccardo Canali, morto a 90 anni; ne avrebbe compiuti 91 l’11 aprile. Era, Canali, certamente un caratterista di razza, ma, soprattutto, un attore vero, dotato di una prepotente comunicativa, di quelli che subito entrano in sintonia con il pubblico e si fanno amare, non soltanto apprezzare.


Fin da giovane, si era accorto di possedere una spiccata vena comica e il suo incontro iniziale con il teatro era avvenuto in maniera assai particolare, quando un amico triestino gli aveva fatto ascoltare un disco di Angelo Cecchelin. A Gradisca la sua prima esperienza sul palco e la sua entrata nel circuito ufficiale è del 1954. Da allora, Riccardo aveva cominciato a fare sketch in numerosi spettacoli al fianco di importanti personaggi. Qualche esempio? Nilla Pizzi, Mina, Wilma De Angelis, Giorgio Gaber, Bobby Solo, Caterina Caselli, Achille Togliani.


Fondamentale per la sua formazione, però, era stata l’entrata al Piccolo teatro “Città di Gorizia”, dove aveva conosciuto il regista Francesco Macedonio, con il quale, in seguito, avrebbe stretto un intenso sodalizio. Quindi, nel 1967, l’approdo allo Stabile regionale che, negli anni, lo avrebbe visto al centro di tante produzioni. Aveva poi collaborato con il Veneto teatro assieme a Paola Borboni e Lando Buzzanca.


È invece del 1981 il primo incontro con la Contrada di Trieste, dove aveva interpretato “Un sial per Carlotta” di Ninì Perno con Sergio Endrigo e Maria Vittoria Campiglio. Anche con la Contrada, del resto, il suo rapporto era stato fertile, come fertile era stato il suo impegno con il teatro ragazzi e con il Gruppo teatrale per il Dialetto (successivamente intitolato al suo amico Gianfranco Saletta) fino al Dramma italiano di Fiume.


Aveva, Canali, fatto parte degli spettacoli di maggior successo della regione, spesso con Ariella Reggio, come quelli dedicati alle Maldobrie di Carpinteri&Faraguna.


Sognava, Riccardo, di morire sul palcoscenico, invece problemi di salute lo avevano costretto da tempo al ritiro.


Resta il fatto che lascia un vuoto, in primis tra i due figli Giancarlo e Cristina: possedeva tempi comici ineguagliabili, era in grado di inventare battute fulminanti ed esilaranti controscene, ma anche di offrire interpretazioni commoventi. Peraltro, era stato pure notato da registi come Federico Fellini e Sandro Bolchi, che lo aveva diretto nella miniserie televisiva “La coscienza di Zeno”. Bolchi, tra l’altro, si era rammaricato che non vivesse a Roma, perché altrimenti sarebbe sicuramente diventato uno dei personaggi cinematografici più richiesti della commedia italiana. E ciò la dice lunga sul suo talento, che si estendeva alla musica: era, Canali, anche un ottimo clarinettista.


Nel 2023, il Collettivo Terzo Teatro gli aveva consegnato il premio alla carriera e, nella cerimonia al Kulturni dom, di lui era stato anche ricordato il suo carattere bonario e solare, che, al di là delle virtù artistiche, gli avevano generato la stima totale dei colleghi.


La data dei funerali non è ancora stata fissata. —


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