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Ai Fabbri va in scena “Il viaggio di Nicola Calipari” - LA VOCE DI TRIESTE 21/10/25

  • Immagine del redattore: Teatro La Contrada
    Teatro La Contrada
  • 21 ott
  • Tempo di lettura: 2 min
Fabrizio Coniglio per lo spettacolo iIl Viaggio di Nicola Calipari presso la sala dei Fabbri del Teatro La Contrada. Mezzo volto in primo piano rivolto verso destra. capelli ricci e bocca serrata. Scritte rosse, background nero.

Si alza il sipario, venerdì 24 ottobre, sulla quinta edizione della rassegna AiFabbri2, dedicata al teatro contemporaneo e curata dalla Contrada di Trieste. Primo appuntamento in doppia replica, venerdì 24 ottobre, alle 20.30, e sabato 25 ottobre, alle 18, con una performance/inchiesta su uno dei casi più controversi della storia recente: Il viaggio di Nicola Calipari, ideato, diretto e interpretato da Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani. Un racconto politico a due voci che mette in scena un confronto di verità contrapposte, frutto di una lunga ricerca e indagine attraverso interviste da parte di Fabrizio Coniglio, documentata anche nel suo podcast Il caso Calipari. Lo spettacolo ripercorre gli eventi del 4 marzo 2005 in Iraq, un giorno che ha segnato l’Italia e sollevato dubbi e interrogativi irrisolti: il rapimento e la prigionia di Giuliana Sgrena, la liberazione, l’incontro con Calipari, agente segreto italiano, il viaggio verso l’aeroporto e il tragico epilogo.


Il viaggio di Nicola Calipari ricostruisce la vicenda violenta e controversa dell’omicidio di Nicola Calipari, ucciso a Baghdad dal “fuoco amico” di militari americani mentre portava in salvo la giornalista di Il Manifesto Giuliana Sgrena dopo un mese di prigionia nelle mani della Jihad islamica. La pièce, basata su documenti veri – il diario di prigionia di Giuliana Sgrena, frasi e commenti originali di Calipari, il rapporto sulle dinamiche dell’incidente tratto da documento ufficiale della delegazione italiana in Iraq – esamina la liberazione di Sgrena, la tragica morte di Calipari e le versioni contrastanti fornite dall’esercito americano e dalla delegazione italiana. Lo spettacolo, secco e nervoso, scandito dal ritmo delle informazioni e dalle paure di Giuliana Sgrena, cerca di ricostruire attraverso il teatro un pezzo di storia che ha dolorosamente marcato la memoria collettiva. Lo spettacolo si accompagna fin dalla sua nascita con un lavoro di informazione e sensibilizzazione che i due attori registi, Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani, non hanno mai smesso di portare avanti in questi anni, soprattutto tra i ragazzi nelle scuole, ma non solo.


Sul palco, due seggiole simboleggiano la macchina e la prigione, e i due attori daranno voce ai personaggi che hanno attraversato questa vicenda, regalando al pubblico un “processo mai celebrato”. Un viaggio alla ricerca di una verità che si fa sempre più sfuggente, con l’intento di condurre lo spettatore a una riflessione e a un desiderio di giustizia. Calipari, uomo con un profondo senso dello Stato, ha sempre messo la vita delle persone davanti a qualunque ragion di Stato, e il suo ultimo gesto, coprire col proprio corpo Giuliana Sgrena per salvarle la vita, ne è un inequivocabile testimonianza.


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