Torna"Il gioco" di Nera Gnoli Fuzzi con Reggio e Giraldi - IL PICCOLO 20/10/25
- Teatro La Contrada

- 20 ott
- Tempo di lettura: 2 min

Annalisa Perini
Giornalista, scrittrice triestina, critica letteraria, au- trice di radiodrammi, Nera Gnoli Fuzzi, nata nel 1907 e scomparsa nel 2007, è stata una figura molto attiva e carismatica nella vita culturale della città di Trieste nella seconda metà del secolo scorso, in particolare nella Società Artistico Letteraria. Ed con un suo testo, un thril. ler psicologico, "Il gioco" interpretato in lettura scenica da Ariella Reggio e Adriano Giraldi, con la regia di Elke Burul, alle 18, al Teatro Bobbio, si apre la 27esima stagione di Teatro a Leggio degli Amici della Contrada. Protagonisti de "Il gioco" sono un fratello e una sorella, Giovanni e Giuditta, entrambi vedovi e frustrati da una vita segnata da un terribile avvenimento e da una verità negata e nascosta. «Lui - spiega Elke Burul è un uomo triste, grigio, sfuggente. I due sono legati a doppio filo da un'esistenza popolata da un risentimento profondo e su cui allungano le ombre di un passato torbido e misterioso. Il loro rapporto è cosi stretto da travalicarele abituali dinamiche della relazione fraterna».
L'autrice li coglie in una sera in cui Giovanni è bloccato in casa da un dolore al ginocchio. E i tempi dell'azione, come "in presa diretta", si snodano in un'ora, esattamente la durata della lettura scenica, immergendo il pubblico nella loro realtà cristallizzata, in un'atmosfera claustrofobica. «In una stanza che rimane in penombra, metafora dell'oscurità che avvolge le anime e i sentimenti dei due personaggi - racconta ancora la regista - Giuditta ripropone al fratello un gioco che facevano da bambini, una sorta di tribunale. E come uno squalo, via via lo accerchia in un gioco crudele. Quello dei due fratelli è un cannibalismo mentale che, nel distruggere la loro umanità, consente loro di rimanere vivi».
L'autrice, Nera Gnoli Fuzzi, distintasi anche nella lotta per la parità di genere e contro le discriminazioni, negli anni '50 è stata cofondatrice della sezione di Trieste della Fondazione Italiana Donne Arti Professioni Affari e dell'associazione culturale divenuta poi la compagnia teatrale "La Cantina", intensamente attiva sino agli anni 70 e attenta sin dai suoi esordi agli sviluppi della drammaturgia contemporanea e all'avanguardia.











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