top of page
Logo celebrating the 50 years of history of Teatro La Contrada

Al Festival di Borgio Verezzi in scena “The Other Side” - IVG 24/7/25

  • Immagine del redattore: Teatro La Contrada
    Teatro La Contrada
  • 24 lug
  • Tempo di lettura: 3 min
ree

Martedì 22 e mercoledì 23 luglio, alle ore 21.30, in Piazza Sant’Agostino al Festival di Borgio Verezzi andrà in scena “The other side” di Ariel Dorfman / traduzione di Alessandra Serra; con Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori; regia di Marcela Serli; scene Maria Spazzi, costimi Mateijka Horvat, musiche Daniele D’Angelo, disegno luci Omar Scala, aiuto regia Enza De Rose; produzione La Contrada Teatro Stabile di Trieste, Centro Teatrale Bresciano,


Teatro Nazionale di Genova e Associazione Mittelfest; in collaborazione con Teatro Stabile Sloveno di Trieste – Slovensko Staino Gledališče.

“The Other Side” di Ariel Dorfman mescola l’assurdo e il reale per raccontare i traumi della guerra e il fragile confine tra il dentro e il fuori, tra il Sé e l’Altro. Con una scrittura sfacciata e simbolica, Dorfman – drammaturgo e intellettuale cileno noto per il suo impegno politico, e amato dal grande pubblico per l’indimenticabile dramma “La morte e la fanciulla” – firma un testo sospeso tra allegoria e realtà. In un paese lacerato dalla guerra, una coppia dedica la propria esistenza all’identificazione e al seppellimento dei soldati caduti, finché un terzo personaggio sposterà la linea di confine – reale e immaginaria – in un contesto sempre più paradossale. La regia di Marcela Serli, da anni protagonista del teatro di ricerca italiano, è diretta, vibrante, e restituisce all’esperienza teatrale tutta la densità emotiva e paradossalmente comica del testo, senza nasconderne la tragica verità. Il risultato è uno spettacolo che pulsa, che interpella, che resta. Un teatro che non consola ma risveglia, che non divide ma scava, lasciando allo spettatore il compito di attraversare quel confine tra l’indifferenza e l’empatia. «Grottesco, divertente e allucinante – spiega Serli – lo spettacolo ci accompagnerà a vivere le nostre più intime paure in un ambiente casalingo eppure enigmatico e misterioso».

In un paese devastato dalla guerra, una coppia vive sorvegliando un confine immaginario, seppellendo cadaveri e aspettando l’Altro. Ma chi è, davvero, l’Altro? The Other Side di Ariel Dorfman è un testo sospeso tra allegoria e realtà, una parabola potente sul dolore, la paura, il riscatto. Un racconto feroce e surreale sull’identità e sull’impudenza della guerra, che la regista Marcela Serli, voce potente del teatro di ricerca, porta in scena avvalendosi di tre straordinari intrepreti – Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori. La sua regia è diretta, vibrante, e restituisce all’esperienza teatrale tutta la densità emotiva e comica del testo, senza nasconderne la tragica verità. L’assurdo e il reale si fondono in un racconto che inquieta, diverte, colpisce e lascia il segno.«Ariel Dorfman, è un autore di nascita argentina, di origine ebrea, ma con una vita vissuta altrove. – racconta la regista Marcela Serli – Io, di origini istriane e libanesi, di nascita argentina, condivido con Dorfman l’amore verso l’ambiguità e la complessità dello sguardo, che ci allontana dalla realtà che ci viene raccontata dai media, a tal punto semplificata da sentire il bisogno di allontanarcene, timorosi e tornati bambini, protetti da una visione di Stato. Con The Other Side faremo un viaggio verso l’archetipo, verso l’azione che determina un orizzonte, verso una tragedia comica, un ossimoro che evocherà i giochi malvagi della guerra, che parlerà del sopravvivere e dei confini, reali e metafisici. Un’allegoria del muro che separa i buoni dai cattivi, il marito dalla moglie, un figlio dai genitori, un passato dal presente, la menzogna dalla verità. Grottesco e paradossale, lo spettacolo ci accompagnerà a vivere le nostre più intime paure in un ambiente casalingo eppure enigmatico e misterioso, una casa divisa a metà, e al tempo stesso un vivere quotidiano immerso nel frastuono della guerra. I personaggi di The Other Side vivono in una casa in un luogo di guerra, eppure questo luogo non è definito dall’autore. Ecco, chi si immergerà in questa storia saprà dare nome a questo luogo, saprà dare nome alle cose, ai fatti, agli accadimenti. Saprà interpretare e forse riconoscere l’ambiguità che The Other Side pone davanti alle spettatrici e spettatori.»


Commenti


bottom of page